SERGENTE REX – MEGAN LEAVEY

2017116 min10+  

La storia del sergente Rex, uno dei cani pastori tedeschi antibomba impegnati nella guerra in Iraq e del suo addestratore, il caporale Megan Leavey, pluripremiati per meriti sul campo per aver salvato tantissime vite. Disponibile su Amazon Prime

Megan Leavey è una giovane ragazza che sta attraversando un momento di grande solitudine e difficoltà. Dopo la morte del suo migliore amico (a causa dell’uso di droga), decide di arruolarsi nel corpo dei Marines (corpo artificieri) per scappare alle difficoltà della vita familiare (la madre ha lasciato il padre tradendolo con il suo migliore amico). Arrivata al campo di addestramento si imbatte, a seguito di una punizione, in alcuni dei suoi colleghi dediti all’addestramento dei cani antiesplosivi e ne rimane affascinata. Si sente attratta da questa specializzazione del corpo militare e, pertanto, chiede con determinazione di poter avere un cane e dedicarsi all’addestramento. Le viene dato il compito di badare a Rex, un pastore tedesco che, tra tutti i cani in servizio nel corpo, ha dimostrato di essere il più aggressivo e il meno gestibile. La giovane recluta, però, non si perde d’animo e riesce non solo ad addestrare il cane, che dimostra di avere qualità al di sopra della media, ma anche ad instaurare con lui un rapporto molto profondo. La loro amicizia, però, è interrotta durante la permanenza al fronte: Megan e Rex sono vittime di un attentato dinamitardo. Lei è costretta a rientrare negli USA per iniziare un periodo di riabilitazione, mentre il cane, poco dopo, riprende il suo servizio attivo al fronte. Il legame tra i due si dimostra così forte che lei farà tutto il possibile per poterlo adottare evitando che sia abbattuto al termine del suo servizio militare.


Valori Educativi



L’amicizia tra commilitoni e il rapporto privilegiato dei soldati con i cani addestrati ad essere validissimi aiuti in situazioni di pericolo estremo. Edificante il rapporto padre-figlia nel momento della difficoltà. L’attenzione e la cura degli animali

Pubblico

10+

Uso di alcol in alcune scene. Qualche parolaccia. Si lascia intendere una situazione di intimità fra persone non sposate

Giudizio Artistico



Il film scorre lento nel suo insieme: non brilla per la sceneggiatura. Premia la verità della storia

Cast & Crew

Kate Mara

Megan Leavey

Ramon Rodriguez

Caporale Matt Morales

Tom Felton

Sergente Andrew Dean

Sceneggiatura

Pamela Gray

Sceneggiatura

Annie Mumolo

Sceneggiatura

Tim Lovestedt

Sceneggiatura

Our Review

Megan Leavey è un’eroina di guerra che, con l’aiuto del suo cane, il sergente Rex, con più di 100 missioni operative al suo attivo, hanno salvato la vita a migliaia fra soldati e civili. Nell’epoca in cui la guerra è sempre più ipertecnologica, in alcuni scenari particolarmente difficili da affrontare e da comprendere geopoliticamente, avere accanto un cane ben addestrato, può evitare un inutile spargimento di sangue: e la storia del Sergente Rex e del Caporale Megan Leavey sono solo un esempio, tra i tanti, di come l’animale considerato da sempre l’amico più fedele dell’uomo possa essere di grandissimo aiuto. Nel film traspare da un lato il profondo e intenso rapporto fra il soldato e il proprio cane (non solo dei due protagonisti ma anche delle altre coppie presenti nel film) e dall’altro come un cane, addestrato a salvare dalle mine antiuomo, possa anche aiutare (in questo caso Megan) a guarire dalle profonde ferite che la vita ha inferto. L’esperienza familiare alquanto martoriata (la madre che ha lasciato il padre tradendolo con il suo migliore amico) segnano profondamente la psicologia della protagonista che, come una ribelle, cerca rifugio tra droga e uso di alcol. Succede, però, che quando meno ci si aspetti, ci si ritrovi a dedicare la vita agli altri nonostante si imbocchi una strada con il solo desiderio di scappare. Il monologo iniziale della protagonista che, come voice over chiarisce lo stato d’animo con cui inizia la sua avventura e la storia raccontata nel film, aiutano ad inquadrare il perché della scelta di abbracciare la vita militare e poi, in seguito, di addestrare un cane che è molto più che un semplice animale. La storia è vera, delimitata temporalmente (sappiamo che il Sergente Rex è morto nel 2012) e anche geograficamente: inizia a New York nel 2001 e si sviluppa soprattutto nel teatro tragico di una guerra assurda nel Medio Oriente. E anche il tragico evento che segna lo spartiacque nel film tra la prima e la seconda parte ha una indicazione geografica e temporale precisa: Albu Assaf, 10 km ad ovest di Ramadi (Iraq). Si tratta, come detto, di una storia vera. Interessante che sia proprio una punizione per atteggiamenti poco seri da parte del soldato (costretto a ripulire le gabbie in cui sono alloggiati i cani) ad aprire la possibilità ad un rapporto che, inizialmente appare impossibile e che in seguito si dimostrerà di essere salvezza per quelli che si affidano al fiuto delicato del cane: è il cane, infatti, che custodisce la propria esistenza e la possibilità di evitare di imbattersi in una mina antiuomo. Il film presenta le difficoltà dell’addestramento delle reclute militari e, contrariamente a molti altri film del genere che ostentano un esagerato patriottismo, sembra che l’amore alla bandiera americana non abbia troppo spazio se non nel riconoscere il meritato valore ad un soldato e al proprio cane che hanno fatto encomiabilmente il proprio dovere. Viene mostrata la difficoltà del ritorno in patria dopo i lunghi periodi trascorsi in guerra, di come le profonde ferite del corpo e della psiche (molto più difficili da riconoscere, combattere e guarire) segnino profondamente il ritorno alla normalità: paranoie di ogni tipo, scatti di aggressività inopportuni e difficoltà ad avere rapporti interpersonali sani ed una vita sociale serena. È bello anche il rapporto che c’è tra un padre sempre presente e attento nei confronti di una figlia a cui è venuta a mancare una madre troppo superficiale ed egoista: e, nonostante si tratti di una veterana di guerra, questo non diminuisce la possibilità di un affetto sincero e premuroso. Il film non ha particolari pretese ma ci piace accogliere quanto qualcuno ha scritto: è delicato. E dimostra di esserlo nel rapporto unico che si instaura tra un soldato e il proprio cane, in un contesto assurdo quale è quello di una guerra in cui, ritrovandosi su un campo minato, ci si affida al fiuto sicuro di un amico fedele che fa il possibile per evitare una morte assurda.

Autore: Enzo Vitale

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