SE MI LASCI TI CANCELLO

108 minDiseducativo  

"San Valentino è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline di auguri per far sentire di merda le persone" medita fra sé Joel Barish (Jim Carrey) mentre sta per prendere la metropolitana per andare al lavoro. Poi, in modo imprevisto cambia  idea e arriva fino a una spiaggia deserta. Lì incontra Clementine (Kate Winslet) che passeggia anche lei tutta sola...

Valori Educativi



La facile fuga dai problemi di una vita a due tramite la cancellazione di ciò che si è vissuto

Pubblico

Diseducativo

Per una storia d’amore che è sopratutto un’amicizia sessuata, per il linguaggio e cenni alla droga

Giudizio Artistico



La costruzione narrativa tradisce un eccesso di intellettualismo

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Se mi lasci ti cancello è un film d'autore. L'autore  in questo caso non è il regista ma lo sceneggiatore, lo stesso di "il ladro di orchidee" ed "Essere John Malckovich". Intendo dire che la personalità dello sceneggiatore prevale sulla storia e la sua "visione immaginifica " ne costituisce l'elemento dominante , sia pur filtrata dalle riprese del regista . L'accoglienza che si può dare a questo film è pertanto legata alla personalità dell'autore:  piace o non piace non tanto il racconto in sé ma lo stile con cui ci viene narrato.

Il film si cura poco della componente  sentimentale e la storia d'amore fra Joel e Clementine ci appare come una delle tante: i due si incontrano, si piacciono, iniziano a convivere ma ben presto non si sopportano più: lui è troppo introverso, troppo bloccato (un Jim Carrey irriconoscibile) mentre lei è incostante ed in continua cerca di nuove sensazioni. Lo sceneggiatore ci vuole piuttosto coinvolgere in un altro tipo dei suoi giochi celebrali a cui ci ha abituato nei  film precedenti : cosa succederebbe se noi potessimo semplicemente cancellare dalla memoria l'amore che ci ha deluso ed iniziare, innocenti ed inesperti, una vita nuova?   Così accade nel film: Clementine si rivolge ad una certa società Lacuna inc. in grado di cancellare solo i ricordi non graditi e Joel, disperato di non esser più riconosciuto da lei, decide di fare altrettanto salvo poi pentirsi proprio nel mezzo del trattamento e cerca di nascondersi (mentalmente) nei suoi pensieri più reconditi per preservare qualcuna delle sue immagine di lei.
La parte centrale consiste proprio in immagini oniriche che si vanno "cancellando" progressivamente mentre Joel e Clementine cercano di rifugiarsi in angoli della memoria sempre più reconditi.


Charlie Kaufman non è stato certo l'inventore del gioco del: "cosa succederebbe se", espediente molto valido per conoscere  la verità (in questo caso la profondità di un sentimento) attraverso un'angolatura diversa da quella abituale: basterebbe citare Sliding Doors  del 1998 dove la stessa storia si sdoppia in funzione delle  diverse circostanze iniziali o The Family Man (2000) dove il protagonista si ritrova a vivere per incanto la vita che avrebbe fatto se si fosse sposato 13 anni prima. Nel nostro caso Charlie Kaufman fa intervenire macchine che operano sul cervello con metodi tipici del genere fantascientifico  (basti pensare Atto di Forza del 1990) perché lui e lei possano scoprire che distruggere la memoria del nostro  passato è distruggere una parte di noi stessi e anche se dal cervello sono state raschiate via le immagini di ciò che ci è accaduto, il nostro essere ritorna di nuovo su i propri passi e finisce per innamorarsi della stessa persona perché  è rimasto intatto il bisogno più profondo dell'altro.

Il film avrebbe avuto un equilibrio migliore se la trovata tecnologico-intellettuale fosse stata solo un umile strumento a vantaggio di un affascinante viaggio nelle profondità del 'animo umano; in realtà il film, nella parte centrale (è la parte più noiosa e ripetitiva) insiste troppo sulla trovata delle fuga dai ricordi prima che essi vengano distrutti e la storia sentimentale ci appare poco più che una "amicizia sessuata" perché possa esserci comprensibile quel cercarsi e ritrovarsi che scaturisce dall'aver riconosciuto nell'altro il complemento di sé stessi. 
Jim Carrey, troppo impegnato nel farsi riconoscere come un attore drammatico, rinuncia a buona parte della sua mobilità espressivita e la Kate Winslet è troppo moderna e decadente per rendere pienamente una femminilità volubile, fragile e  appassionata.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Eternal sunshine of the spotless mind
Paese USA
Etichetta
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