REVERSING ROE

201899 min10+   AbortoAdozione

Roe v. Wade: la storia di quarant’anni di dibattiti appassionati intorno al tema dell’aborto, che si sono conclusi con la decisione di lasciare ogni stato degli U.S.A. libero di legiferare sul tema. Su Netflix

In USA, nel 1968 la California è il primo stato a rendere legale l’aborto. Seguono lo stato di New York nel 1970 dove viene aperta la prima clinica dedicata alla pratica dell’aborto, promossa da una organizzazione del  clero protestante di New York, innescando  la reazione contraria della Chiesa Cattolica. Nel 1973 la Corte Suprema, chiamata a dirimere il caso di una donna che desiderava abortire nello stato del Texas (sentenza Roe v. Wade) , dichiara che le leggi del Texas che rendono un crimine l’interruzione volontaria di gravidanza violano il diritto alla riservatezza della donna che desidera abortire, almeno fino al secondo trimestre di gravidanza. Nasce un’immediata reazione dei fedeli cristiani, sia cattolici che Evangelici. Questi ultimi inaugurano la Operation Rescue : gruppi di attivisti che attuano ostruzione passiva davanti alle cliniche abortiste. Alcuni medici restano uccisi da obiettori fanatici. Il tema dell’aborto diventa determinante nella scelta dei candidati politici. Gli stati repubblicani pro-Life apportano leggi restrittive nei confronti di  Planned Parenthood e di altre organizzazioni di cliniche dedicate alla pratica dell’aborto. Nel 1992 con una nuova sentenza la Corte Suprema modifica la Roe v. Wade introducendo il criterio dell’onere eccessivo:  dava la possibilità agli stati di invitare la donna a non abortire pur lasciandole la libertà  della decisione finale. La pratica della partial born-abortion (attuato in stato di gravidanza avanzata, stimola il parto per poi sopprimree il feto in uscita con sostanze acide) viene vietata nel 2003, sotto la presidenza di George Bush. Nel 2007 la Corte Suprema conferma la validità del divieto. Infine nel 2022 la Corte Suprema dichiara che il diritto all’aborto non è garantito dalla Costituzione degli Stati Uniti.


Valori Educativi



Il documentario racconta la passione con la quale ci sono stati vivaci dibattiti in USA sul tema dell’aborto e la felice conclusione di lasciare ogni stato libero di decidere democraticamente su come deliberare in materia

Pubblico

10+

La tematica non è adatta ai più piccoli

Giudizio Artistico



Il documentario svolge con passione il suo compito di raccontarci una pagina significativa della storia degli Stati Uniti (con una certa simpatia nei confronti degli abortisti) anche se tende a radicalizzare, semplificandola, la contesa che si è sviluppata.

Cast & Crew

Our Review

Roe v. Wade

Il tema dell’aborto è e sarà sempre divisivo, come nel caso Roe v. wade,perché scuote le coscienze di donne e uomini nel profondo. Non pochi  stati europei o americani cercano di imporre a colpi di legge  o addirittura di norme costituzionali un comportamento uniforme  ma ciò verrà sempre percepito, non  come il tentativo di risolvere una tematica che in fondo resta  circoscritta e di scarsa rilevanza ma come qualcosa  che  afferisce ai principi fondanti percepiti da ogni cittadino di quel paese.

Esemplari sono le vicende che si sono sviluppate negli Stati Uniti e che abbracciano quasi quarant’anni: dalla sentenza della Corte Suprema del 1973 sul caso Roe v. Wade con la quale di fatto si affermava un diritto costituzionale all’aborto, alla sentenza della stessa Corte  del 2022 dove veniva sancito che il diritto all’aborto non è garantito dalla Costituzione degli Stati Uniti e di fatto lasciava gli stati liberi di legiferare in materia.

Il documentario si mostra equilibrato nel rappresentare le opinioni delle due forze avverse, anche se in pratica sembra supportare la tesi a favore dell’aborto (vengono intervistati direttamente molti testimoni pro-Choice mentre per i rappresentanti pro-Life si limita a  presentare alcune interviste registrate).

Vengono a galla tutte le dinamiche di questa complessa vicenda: l’insorgere dei movimenti religiosi (soprattutto evangelici e cattolici) dopo la sentenza del 1973 , la presa in carico, da parte di movimenti femministi del tema della libertà incondizionata di abortire, la progressiva politicizzazione del tema (i repubblicani come baluardo in difesa della vita nascente), l’alternarsi di presidenti ora pro-Life, ora pro-Choice a cui spetta la nomina dei giudici membri della Corte Suprema, snodo cruciale di tutta la vicenda. Il tema del partial born-abortion è stato ben raccontato nel film October Baby ricavato dalla testimonianza di  Janna Jessen, la ragazza che è nata a causa di un “aborto fallito” con questa tecnica.

Il documentario tende a radicalizzare il tema, contrapponendo chi difende la vita nascente in base al principio dell’inviolabilità della vita umana, frutto del proprio credo religioso e chi è pro-Choice, ritenendo che il feto sia “proprietà “ della donna e non sia nient’altro che un insieme di tessuti. Da questi presupposti scaturirebbe l’alternativa della la legittimità dello stato di intervenire in questa materia  per  pro-Life o al contrario l’idea di un tema che risulti competenza esclusiva della donna.

Si tratta di una contrapposizione che innesca un conflitto estenuante e con risultati incerti.

Omne vivum ex vivo costituisce una verità ormai consolidata e nel processo di crescita continua del feto nel grembo materno,  il dire quando  possa esser considerato non più un grumo di tessuti ma un essere vivente diventa una riflessione più filosofica che scientifica. Di fronte inoltre a un tema squisitamente sociale in un paese multietnico e multireligioso, non si può imporre il proprio credo ma occorre appellarsi al buon senso comune. Sotto  questo rispetto un figlio non è proprietà esclusiva della madre ma neanche dei genitori insieme: è fin dall’inizio un soggetto indipendente che costituisce una ricchezza per la società nella quale è nato. Società a cui interessa la sua nascita e il suo sviluppo.

Roe v. Wade

E’ anche vero al contempo che ci sono situazioni dove una donna si accorge di aver commesso un errore e non se la sente di diventare madre. Anche per questi casi è importante trovare una giusta soluzione. Da questo punto di vista il documentario è carente perché non fa riferimento a  quelle soluzioni con le quali lo stato prepara un “tappeto verde” alla donna che non vuole diventare madre invitandola a lasciare che il figlio venga adottato. Particolarmente significativi sono stati a questo riguardo, i film  Juno (per gli Stati Uniti) e In mani sicure (riferito alla Francia). Leggi di questo genere, se ben concepite ed attuate, potrebbero lentamente, progressivamene ridurre il fenomeno-aborto a casi estremi.

Complessivamente il caso Roe v. Wade è risultata un’esperienza positiva. Ha mostrato come la coscienza degli americani si sia appassionata al problema, si siano accorti che imporre una soluzione con una legge federale  non aveva senso e ora ogni stato è lasciato libero di decidere democraticamente quello che ritiene sia il miglior approccio a questo problema.

Non si può evitare di mettere Roe v. Wade a confronto con un caso europeo particolarmente negativo: la decisione, a marzo del 2024, di porre il diritto all’aborto come articolo della Costituzione Francese.  Sulla Tour Eiffel illuminata a giorno è comparsa, a sottolineare la vittoria conseguita,  la scritta: “my body: my choice”. In genere all’interno di una Costituzione vengono inseriti i valori più alti che caratterizzano una nazione. Ecco quindi che fra i valori che qualificano la Francia è stato inserito quello di poter uccidere il figlio concepito. La pratica dell’aborto è ovviamente già possibile da tempo  in Francia ma aver inserito questo diritto nella Costituzione costituisce un atto gravemente illiberale perché è un modo di imporsi, con la forza della legge,  a chi ha idee contrarie. Il tutto senza che questo abbia scatenato  vistose reazioni da parte dell’ opposizione, contrariamente a quanto e accaduto in USA. Occorre inoltre aggiungere la delibera del  Parlamento Europeo che ha votato a maggioranza la proposta di includere l’aborto nella Carta dei diritti fondamentali della UE.

Le conseguenze non si faranno attendere. Ogni proposta di legge volta a facilitare l’adozione verrà vista come sgradita interferenza nei confronti di un diritto incondizionato. Alcuni giornali francesi hanno detto che si tratta di una manovra che ha lo scopo di ridurre progressivamente e infine e eliminare il diritto all’obiezione di coscienza dei dottori che in questo momento stanno interferendo con questo “diritto costituzionale”

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Paese  USA
Tematiche (generale)
Titolo Originale Reversing Roe
Tematiche-dettaglio
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