QUANDO L’AMORE BRUCIA L’ANIMA WALK THE LINE

Nato in una povera famiglia di coltivatori di cotone dell’Arkansas e segnato dalla morte precoce dell’amatissimo fratello, J.R. Cash cresce con la passione per la musica. Dopo il matrimonio si trasferisce a Memphis deciso a sfondare come cantante. E non ci vuole molto perché “l’uomo in nero” diventi un mito della musica, accanto a grandi come Jerry Lee Lewis, Elvis Presley e June Carter, con la quale nasce ben presto un profondo legame. Ma la presenza delle rispettive famiglie e la dipendenza di John dalla droga impediranno a lungo che i due si mettano insieme…

Valori Educativi



Il recupero di Cash grazie all’amore di June a alla fede ritrovata. Resta però nell’ombra il suo rapporto con la prima moglie

Pubblico

14+

Alcune scene di violenza e di forte tensione drammatica; consumo di droghe; un paio di scene lievemente sensuali.

Giudizio Artistico



Pur in una certa confusione tematica, Walk the line , anche grazie alla presenza massiccia di un’ottima musica, riesce comunque ad appassionare il pubblico alla vicenda umana e professionale di J.R. Cash

Cast & Crew

La Nostra Recensione

A un anno dalla pellicola dedicata a Ray Charles che è valsa l’oscar a Jamie Foxx, il film di James Mangold (già regista del bello e poco conosciuto Copland) ripercorre le tappe della vita di un altro mito della musica americana, Johnny Cash, morto un paio d’anni fa a pochi mesi di distanza dalla moglie June Carter, anche lei cantante e compagna sul palco per oltre trent’anni.

Lo fa prendendo spunto dai due testi autobiografici dello stesso Cash, “Man in Black” e “Cash: an autobiography”, forse responsabili della vena sottilmente assolutoria che pervade l’intera pellicola. Segnato pesantemente dal rapporto con un padre severo e incapace di apprezzarlo, ma soprattutto dalla perdita del fratellino con cui condivideva la passione per la musica e l’ispirazione religiosa, il giovane J.R. Cash, dopo una faticosa gavetta come venditore porta a porta di scarso successo e con famiglia a carico, ci mette poco a conquistare la celebrità con la sua musica particolare e profonda, che canta di assassini e prigioni, di uomini feriti e peccatori, in cerca di una redenzione difficile da raggiungere.

Una delle parti più godibili del film resta in effetti quella dedicata ai tour del carrozzone discografico di cui Cash entra a far parte insieme a June, ma anche a Jerry Lee Lewis e a Elvis Presley. Giri per le cittadine d’America con i cantanti stipati su macchine o autobus, come in una gita scolastica per adulti (i maschi del gruppo a fare gli adolescenti casinari e l’unica a donna a cercare di mettere le pezze), quasi incredibili se paragonati alle odierne adunate costosissime e superorganizzate.

Che all’origine del sound di Cash ci fosse anche il Gospel (inteso sia in senso musicale che spirituale, “vangelo”), il film lo lascia intendere solo a tratti, e forse questo aspetto si sarebbe potuto approfondire un po’ meglio, dato che la seconda grande passione di Cash, insieme a quella per la seconda moglie June, furono proprio la Bibbia e il vangelo, tanto che il cantante divenne in età più avanzata anche pastore e predicatore battista.

Lo vediamo invece quasi soltanto all’inizio, quando J.R. bambino, che sa a memoria tutto il libro degli inni, si confronta con il fratellino futuro predicatore fortissimo sulle storie bibliche. Il Libro degli inni è anche ciò che gli consegna la madre alla partenza per il servizio militare in Germania e sempre a un classico del gospel, che parla di salvezza e redenzione, è ispirata la canzone con cui Cash si presenta al provino dal discografico Phillips, che subito, con un’invidiabile perspicacia, ne contesta la fede e l’ispirazione.

Qui, però, il film slitta, forse prevedibilmente, dal problema della Fede in sé a quello, un po’ più banale e usurato, della “fede in se stessi”, la mancanza della quale porterà Jonny nella spirale della droga e dell’alcool, da cui sarà in grado di risalire solo grazie all’aiuto di June. Che questa “rinascita” sia accompagnata anche dal ritrovamento della fede, lo si intuisce solo da una breve scena in cui June riporta il compagno ad una celebrazione religiosa. Ed è sempre lei a ridare al compagno le ragioni per ricominciare a cantare, esplicitamente legate ad una vocazione e ad un talento che possono essere dati solo da Dio.

Più ambiguo è il trattamento riservato alla prima esperienza matrimoniale di Cash, nata dalla passione, ma presto arenatasi in una reciproca incomprensione. Come da copione la prima moglie Viv si dimostra grettamente borghese nelle sue aspirazioni e incapace di condividere con il marito la passione musicale, ma lascia comunque perplessi che, nel momento della sua “conversione”, Johnny pensi di dover chiedere perdono a June ma non alla famiglia che ha maltrattato e trascurato per anni, a favore delle anfetamine (non è ben chiaro se la causa della dipendenza sia il rifiuto di June o un più profondo e mai risolto problema di autostima) e della vita esaltante sul palcoscenico accanto a una compagna di musica che diventa quasi fin da subito qualcosa di più.

June, anche lei non priva di problemi e con due matrimoni falliti e due figlie a carico, sembra invece essere in grado di coniugare una responsabile vita affettiva con l’ebbrezza della celebrità. Da cosa nasca questa forza (la stessa capace poi di strappare anche Johnny dalla droga e dall’abbruttimento) non è del tutto chiaro, anche se la presenza benevola del padre (pescatore) e della madre, così come la fede religiosa sembrano giocare un ruolo importante.

Pur in una certa confusione tematica, Walk the line (“rigare dritto”, il titolo di una canzone dello stesso Cash), anche grazie alla presenza massiccia di un’ottima musica, riesce comunque ad appassionare il pubblico alla vicenda umana e professionale di un uomo per cui la perdizione e la caduta si rivelano passaggi necessari, anche se dolorosi, per la conquista della redenzione e della felicità, quasi che solo l’esperienza del dolore e del fallimento potessero dare alle sue canzoni quella verità la cui mancanza gli viene rimproverata all’inizio della sua carriera.

Autore: Laura Cotta Ramosino

Altre Informazioni

Titolo Originale Walk the line
Paese USA
Etichetta
Scrivi per primo un commento a “QUANDO L’AMORE BRUCIA L’ANIMA WALK THE LINE”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non ci sono ancora commenti