NON PENSARCI

2007110'Tutti  

Stefano, suona senza molta convinzione in una band in localini off di Roma. Il successo che tanto attendeva non è arrivato, la sua ragazza lo ha tradito. Decide che è il momento di concedersi una pausa andando a trovare la sua famiglia, a Rimini. Ben presto si accorge però che invece di venir consolato, si dovrà preoccupare degli altri: suo fratello Alberto sta mandando in bancarotta l'azienda di famiglia, la sorella ha abbandonato l'università per lavorare con i delfini dell'acquario, la madre ha un terribile segreto da confessargli....

Valori Educativi



La famiglia è il luogo dove i problemi si affrontano insieme e proprio per questo finiscono per risolversi

Pubblico

Tutti

Molte parolacce e una bestemmia

Giudizio Artistico



Ottima interpretazione di Valerio Mastrandrea ma ugualmente bravi gli altri. Il film sembra muoversi senza una direzione, salvo convergere nel finale

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Il film appare all'inizio poco definibile, in bilico fra una melanconica analisi sociologica di giovani in perenne stato di precariato  prefallimentare, una commedia sulle nuove dinamiche familiari  o un'analisi sull'evoluzione politica ed economica del Nord padano. L'andamento della storia pare inoltre non avere una evoluzione, puntellata com'è di brevi sketch che si susseguono apparentemente senza una direzione. Alla fine del film il giudizio è diverso: si è trattato di un film divertente che con uno stile molto originale, allusivo e delicato  ha una sua morale da comunicare.

Lo spaccato di vita romana che ci viene presentato all'incipit del film è alquanto triste. Stefano si esibisce senza convinzione in locali di second'ordine; la rovinosa e ridicola  caduta del cantante del gruppo che si è lanciato sul pubblico senza che nessuno lo sorreggesse,  la scoperta del tradimento della sua ragazza e una notte passata a dormire in macchina  segnano il livello più basso a cui ormai è giunto: non gli resta che rifugiarsi  Rimini, a casa dei suoi a per cercare di ritrovare se stesso partendo dalle  radici.  In un primo momento si atteggia a colui che viene dalla grande città, colui che si confronta con chi non si è mai affrancato da una realtà di provincia. "Non vi va di andare via? chiede inutilmente e ai tranquilli nipotini, ricordando le sue irrequietezze e la sua fuga giovanile. Ipotizza perfino,  lui che é un uomo di mondo e sa vedere quello che quei provinciali non vedono o non osano dire, che sua sorella sia lesbica (ipotesi che si rivelerà senza fondamento). Stefano avrà rapidamente modo di cambiare atteggiamento:  i suoi fratelli stanno passando momenti di incertezza esattamente come lui (Alberto, che ha sostituito il padre nella conduzione della fabbrica, ha finito per portarla sull'orlo del  fallimento e inoltre sta per separarsi dalla moglie). Anche la madre trattiene un peccato di gioventù che vorrebbe ormai confessare . "Non era meglio quando ci dicevamo delle bugie?" esclama Stefano al momento della rivelazione, in una delle sequenze più spassose  del film.
I tre fratelli sapranno gradualmente trovare un sostegno reciproco e un affiatamento quale  non avevano conosciuto dal tempo in cui erano  ragazzi. Il pregio del film è proprio questo: far emergere valori morali senza nè essere moralista nè ingenuo, raccontandoci una storia  quasi in punta di piedi, attraverso la forma di una comicità leggera e salutare. I problemi aziendali stanno per risolversi, la moglie di Alberto sta facendo gesti chiari di avvicinamento e Stefano riprende la chitarra con maggior convinzione e determinazione. La figura forse più affascinante è quella del padre: abbandonato il lavoro per motivi di salute,  passa le giornate giocando a golf e pare essere colui al quale è meglio non raccontare niente per non venire impressionato. Sarà invece proprio lui che riprendendo contatti con le persone giuste saprà con discrezione rimettere le cose a posto, senza far pesare sui figli alcun giudizio negativo. In un incontro con Stefano gli consiglia, ora che le cose si stanno mettendo a posto, di tornare a fare quello per cui si sente portato:  suonare. Stefano, gli dice "grazie!" e quando il padre gli chiede "per che cosa?" lui risponde "niente" E' difficile in effetti spiegare come quel padre con il solo esempio ha saputo essere la guida forte ma discreta della famiglia  (ma anche per aver mantenuto per tanti anni un segreto che  avrebbe turbato Stefano). Il salto che Stefano, nella sequenza finale simmetrica  a quella iniziale, ritenterà  sul pubblico venuto ad ascoltarlo, sarà il simbolo della fiducia che suo padre è riuscito a ridargli. Tutti bravi gli attori ma la comicità rarefatta della storia sembra ritagliata esattamente sulla mimica mobilissima di Mastrandrea.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Paese Italia
Etichetta
Scrivi per primo un commento a “NON PENSARCI”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non ci sono ancora commenti

imm