Licenza di matrimonio

Sadie Jones e Ben Murphy si sono incontrati, si sono innamorati, sono andati a convivere. Infine la dichiarazione di matrimonio di Ben che lei subito accetta. Lui vorrebbe una cerimonia in qualche posto esotico ma Sadie è irremovibile: vuole sposarsi in città, nella chiesa dove si sono sposati i suoi. Oltretutto il pastore Frank pare che tenga un corso prematrimoniale che è considerato infallibile....

Valori Educativi



Il reverendo Frank appare un tipo sconcertante: per essere spiritoso a tutti i costi sembra essersi dimenticato qualsiasi riferimento alla fede

Pubblico

18+

Una comicità con qualche riferimento sessuale
Una figura di sacerdote che può creare confusione

Giudizio Artistico



I personaggi mostrano un po’ di profondità solo nel finale , limitandosi, per il resto del film, a fare da spalla a gag non tutte riuscite

Cast & Crew

La Nostra Recensione

L'idea originale non era affatto malvagia: di fronte a statistiche sempre più allarmanti sul numero di matrimoni che sono seguiti subito dopo da un divorzio, è giusto porsi il problema di come organizzare seri corsi prematrimoniali che pongano i due promessi non certo nelle condizioni di amarsi di più, ma almeno di renderli più coscienti delle gioie e delle responsabilità a cui andranno incontro.
A questo occorre aggiungere, per i matrimoni celebrati in chiesa (nel film il sacerdote è un pastore protestante) la necessità di una migliore  coscienza degli impegni reciproci dei coniugi e del significato soprannaturale  del matrimonio. Il tutto – perché no? – narrato in tono leggero sotto forma di commedia.
La trovata originale (che punta tutto sulla comicità qui un po' isterica di Robin Williams) è nel personaggio del reverendo Frank che ha messo a punto un metodo che viene considerato infallibile. Si tratta in sostanza di concentrare in poche settimane quello che i due giovani finirebbero comunque per scoprire di piacevole o di spiacevole nei loro primi anni di matrimonio.

 Ecco che sono invitati a simulare situazioni difficili per costringerli a dirsi in faccia quello che pensano l'uno dell'altra; si  portano a casa due gemellini-robot (capaci di piangere come degli ossessi ma sopratutto di fare tanti bisognini) per testare la loro "tenuta" familiare;  né il "perfido" reverendo  si fa perdere l'occasione di aizzare il genero contro suocero. Il film avanza fra una trovata e l'altra, a volte divertente, a volte decisamente forzata (come quello di far guidare lei bendata, basandosi solo sui suggerimenti di lui) mostrando però un pastore poco pastore: in mezzo a tanti  giochini da lui architettati la tematica religiosa é pressoché assente e il suo corso  poteva benissimo venir organizzato da un consulente matrimoniale laico. Unica annotazione etica (ma inserita a freddo, senza motivazioni, che appare fuori contesto): l'invito rivolto ai due giovani a praticare la continenza fino al giorno del matrimonio, invito alquanto difficoltoso e tendente all'eroico, visto che i due condividono lo stesso letto già da tempo. 

Sono nella parte finale, quando scoppia la crisi facilmente prevedibile, il film acquisisce un minimo di profondità: i due giovani escono dal cliché dove erano stati costretti dalle gag-tortura, per incominciare a parlarsi con il cuore e imparare a perdonarsi a vicenda.

L'operazione Robin Willians – pastore si può considerare fallita: oltretutto in una scena in cui Frank inizia a sciorinare una serie di preghiere – giaculatorie per fermare il sangue che esce dal naso di Ben, colpito da una pallonata maldestra, sembra quasi voglia irridere alla fede in fatti miracolosi. La battuta pronunciata dal reverendo al ragazzo" mi raccomando Ben, in luna di miele, fai la faccia stupita", alludendo alla sua precedente convivenza, ripetuta ben due volte, mostra che il personaggio ne esce deformato e senza bussola, sacrificato alla necessità di tirar fuori qualche goccia di comicità. Per fortuna la letteratura, anche anglosassone,  è piena di sacerdoti allegri e spiritosi che non cessano per questo di essere tali.

Qualche anno fa, in Italia era uscito Casomai, (2002) che aveva coraggiosamente tentato, fra il serio e il faceto, di fare un'analisi dei problemi degli sposi di oggi. Per la ricca tematica affrontata e l'approfondimento dei protagonisti, il film americano, più surreale che comico, alquanto leggerino,  esce dal confronto sonoramente sconfitto.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale License to wed
Paese USA
Etichetta
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