LA LEGGE DELLA NOTTE

2016128 min18+  

La storia narra le vicende di Joe Coughlin, rapinatore figlio di un capitano di polizia di Boston. Dopo una terribile vicenda personale Joe si trasferisce a Ybor City, quartiere di Tampa, in Florida, dove diventa un contrabbandiere e un trafficante di rum e, più tardi, un famigerato gangster

Ben Affleck, produttore, regista e protagonista realizza, con grande cura nelle scenografie, nei costumi e nella fotografia, un gangster movie  troppo ambizioso. Il film si perde nelle troppe sottotrame aperte e nell’incoerenza del personaggio principale


Valori Educativi



La storia potrebbe essere interessante, ma è costruita su un personaggio dai tratti confusi e a volte contraddittori che non trovano una loro giustificazione nemmeno nell’epilogo. Inoltre si fonda su di un ambiguo concetto di libertà e successo

Pubblico

18+ Numerose scene di violenza e alcune scene a sfondo sessuale

Giudizio Artistico



Il film è realizzato con grande cura nei dettagli riguardanti scenografie, costumi, ambienti e fotografia, ma risente di una sceneggiatura poco coerente

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Un gangster movie dalle grandi aspettative, La legge della notte. Di questo suo ultimo lavoro Ben Affleck è realizzatore a tutto tondo, sua è infatti la produzione, la sceneggiatura, la regia e l’interpretazione. Tuttavia il personaggio principale sembra non reggere il carico di una storia così importante.

Per Ben Affleck non è una novità ricoprire più ruoli nella produzione di uno stesso film. Tra i tanti suoi lavori già nel 2012 aveva raggiunto un grande successo con Argo, thriller storico ambientato a Teheran nel periodo successivo alla rivoluzione iraniana. Anche in quel caso Affleck fu regista, produttore e interprete di un film che l’anno successivo gli valse l’Oscar.

Con La legge della notte Affleck propone l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2012 di Denni Lehane ambientato nell’America del periodo del proibizionismo. Un dramma storico di tutt’altro genere rispetto al più vintage Argo, che ha richiesto un budget altissimo soprattutto per le affascinanti scenografie e i costumi curati in ogni dettaglio.

Affleck non trascura nessun particolare e sembra non aver badato a spese per realizzare un film che ricrea quasi perfettamente gli ambienti e le atmosfere dell’America degli ’20. Edifici, auto e arredi d’epoca ricostruiscono in modo molto suggestivo anche i diversi stili delle location della storia, che si svolge tra Boston e Tampa in Florida. Purtroppo però, nonostante gli sforzi e la scelta di un cast di tutto rispetto, tra cui spicca l’ottima interpretazione di Sienna Miller, Remo Girone e Chris Cooper, il lavoro di Affleck non ha riscontrato grandi favori né da parte della critica né da parte del pubblico alla sua uscita negli USA, registrando al momento forti perdite rispetto all’investimento iniziale.

La legge della notte racconta la storia di un giovane criminale alle prese con la guerra di mafia tra italiani e irlandesi negli anni ’20 del secolo scorso. Joe Coughlin è figlio di un noto capitano della polizia di Boston e, nonostante sia uno scassinatore professionista, non ama definirsi un gangster. Tuttavia per ragioni sentimentali rimane coinvolto in un colpo dagli esiti catastrofici che costa la vita a diversi poliziotti. Grazie al sacrificio di suo padre, Joe riesce a scontare il minimo della pena possibile, ma la terribile esperienza del tradimento prima e del carcere poi serviranno solo a rafforzare in lui la volontà di rivalersi sul suo nemico, il boss irlandese Albert White, diventando uno dei contrabbandieri più influenti sul mercato clandestino del rum.

Ben Affleck realizza un film ambizioso e dalle notevoli e diverse tonalità. La legge della notte infatti passa dal film d’azione ai toni più intensi del dramma umano e sentimentale, con interessanti sfumature storiche, come il richiamo alle terribili persecuzioni razziali operate all’epoca dai membri del Ku Klux Klan. Ciò nonostante la storia ha il difetto di perdersi nella sua narrazione. Forse soprattutto a causa del personaggio principale, una figura complessa e a tratti poco coerente con cui non sempre è facile entrare in sintonia.

Joe oscilla infatti tra diversi opposti che non si conciliano mai del tutto, è un uomo buono ma al tempo stesso anche terribilmente crudele, sentimentale e romantico ma anche ombroso e distaccato. A dispetto di un’indole che sembrerebbe mite e rispettosa della persona e della vita, Joe sceglie di intraprendere con sempre maggior determinazione una strada sempre più contraria ai principi inizialmente manifestati. Sebbene il sacrificio del padre prima e la devozione della sua nuova compagna poi potrebbero rappresentare un punto di svolta nella vita di Joe, questi continua a coltivare sentimenti di rancore e vendetta rispetto al passato, fino alla fine.

Nel film è singolare la figura di una fanciulla, Loretta Figgis (Elle Fanning), la figlia del capo della polizia locale, che dopo una terribile esperienza di violenza sceglie di convertirsi ad una vita fatta di rigori e fondata su un moralismo esaltato con cui il personaggio pretende, in modo poco credibile, di guidare la comunità di Tampa. La commistione tra valori religiosi e farneticanti regole morali confonde, come del resto tutto il film, il concetto di libertà umana. Sembra infatti che la ricerca del bene per sé e per il prossimo sia vista come un obiettivo irraggiungibile e limitante rispetto alla possibilità per l’uomo di diventare artefice della propria fortuna, che resta sempre dolorosa e amara.

Autore: Vania Amitrano

Altre Informazioni

Titolo Originale Live by night
Paese USA
Etichetta
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