IL CARDINALE
IL CARDINALE
Il film parla di Chiesa. E non lo fa “in generale”, ma narrando la vita di coloro che “fanno” la Chiesa. Uomini che sono allo stesso tempo altezzosi e disponibili, superbi ed umili, ieratici e semplici, solenni e popolari… e questo elenco potrebbe continuare per quante sono le qualità e i limiti di uomini, preti, accomunati dal desiderio di essere uniti a Cristo.

È il racconto di un uomo che, nel momento in cui è elevato alla dignità cardinalizia, compie un viaggio nella memoria aiutando lo spettatore a comprendere quali e quante siano state le lunghe, dolorose e spesso tortuose strade percorse. E dimostra come non hanno importanza i successi conseguiti di per sé, quanto la buona testimonianza che in questo modo si riesce a dare: sempre e in ogni situazione.
Nel film, il protagonista, sin dall’inizio deve fare i conti con la propria umanità, con i propri affetti e, senza esitazione ma con dolorosa accettazione, mostrare la via della verità: è questo il succo delle scene in cui, in confessionale, si confronta con la propria sorella che vive una situazione affettiva non esemplare e dei dialoghi con il Cardinale di Vienna inizialmente disponibile alle lusinghe di Hitler e poi costretto a ritrattare.
Degno di nota, nel film, anche il racconto del rapporto con la giovane Annemarie grazie alla quale sarà capace di ritrovare la propria vocazione attraverso l’amore ricevuto da questa donna.
Bastano questi esempi per segnalare come il film – e la scenografia tutta – non prestino il fianco alla possibilità di presentare un modello di Chiesa secondo l’idea personale del regista e dello scenografo ma con grande rispetto ed equilibrio: l’immagine di Chiesa offerta è equilibrata e sincera nonostante i limiti umani dei suoi componenti; uno spaccato senza pregiudizi anche in ciò che riguarda la fedeltà alla sua dottrina in un periodo travagliato come quello a cavallo delle due guerre mondiali.
Pur se datato, il film è di grande attualità per le questioni presentate. Anticipa sui tempi, ad esempio il mantra “love is love”, con cui si giustifica tutto. Sempre nel dialogo-confessione tra il protagonista e la sorella coinvolta in una relazione fuori del matrimonio, si mette a tema proprio questo: «È peccato l’amore?» chiede la giovane ragazza al fratello-sacerdote. E lui, senza esitazione, cerca di spiegarle dove sta l’errore. Oppure nella scelta di quale vita salvare in una delicata situazione medica.
Infine, il protagonista arriva a compiere un gesto eroico quando si ritrova, in Georgia, negli USA, per sostenere un sacerdote di colore ridotto in fin di vita dalle frustate del Ku Klux Clan.

Il Cardinale è anche la storia di un uomo che realizza in pienezza la propria esistenza. Per questo motivo ci sembra di poter segnalare come chiave di lettura quanto affermato dalla giovane Lalage Menton, che il protagonista incontra nella sperduta parrocchia di montagna mentre si prende cura del vecchio parroco: «È la vita per la quale sono nata!». Chi potrebbe manifestare, con tanta sicurezza, la scelta della propria vita? Una certezza che la giovane Lalage ha e che manca al giovane prete spinto in una profonda crisi vocazionale da difficoltà e problemi irrisolti.
Stessa chiave di lettura si individua nelle parole della giovane Annemarie (Romy Schneider): «Io credo che solo una cosa potrei fare bene… la cosa per la quale sono nata, amare un uomo, amarlo tanto da dedicare tutta la mia vita a renderlo felice».
Le certezze delle due donne, Annemarie e Lalage, sono in netto contrasto con le parole che padre Fermoyle, di notte, rivolgendosi al suo cardinale, pronuncia per spiegare il perché vuole lasciare il sacerdozio: «Io non so cosa sarà di me… cercherò di trovare un altro scopo. E mi auguro, e prego di trovarla questa vita che sto cercando… Una vita per la quale io sia nato e che non mi tolga la pace».
Una storia, quindi, sulla ricerca di una vita autentica, vissuta secondo coscienza e che si concretizza in una vera vocazione resa possibile solo lasciando spazio alla voce della coscienza, sacrario più intimo dell’uomo e in cui ognuno può trovare la verità su sé stesso.
| Etichetta | |
|---|---|
| Paese | USA |
| Tematiche (generale) | |
| Tematiche-dettaglio | |
| Titolo Originale | The Cardinal |










Piera
Dalla recensione mi sembra di capire che sia un film ricco di grandi contenuti. Anche se risale a diversi decenni fa penso che anche oggi abbia tanto da dirci. In fondo quello del cardinale è un cammino alla ricerca di se stesso. Un cammino dunque comune all’uomo di tutti i tempi.
Da non perdere…
Dalla recensione mi sembra di capire che sia un film ricco di grandi contenuti. Anche se risale a diversi decenni fa penso che anche oggi abbia tanto da dirci. In fondo quello del cardinale è un cammino alla ricerca di se stesso. Un cammino dunque comune all’uomo di tutti i tempi.
Da non perdere…
Marco
Davvero un capolavoro!
Non conoscevo il film e dopo aver visto la vostra segnalazione l’ho visto.
Sicuramente datato, ma mancava alla mia “collezione personale” di vecchi film.
Lo consiglio!
Grazie perchè date spazio a queste perle del passato e non solo alle segnalazioni moderne.
Davvero un capolavoro!
Non conoscevo il film e dopo aver visto la vostra segnalazione l’ho visto.
Sicuramente datato, ma mancava alla mia “collezione personale” di vecchi film.
Lo consiglio!
Grazie perchè date spazio a queste perle del passato e non solo alle segnalazioni moderne.
Maria
Non conosco il film, ma da quanto letto nella recensione, mi sembra molto bello, dalle tematiche attuali, nonostante sia datato, perché riporta aspetti della vita dei nostri tempi. La lettura della recensione mi ha incuriosita…..
Grazie all’autore Vitale
Non conosco il film, ma da quanto letto nella recensione, mi sembra molto bello, dalle tematiche attuali, nonostante sia datato, perché riporta aspetti della vita dei nostri tempi. La lettura della recensione mi ha incuriosita…..
Grazie all’autore Vitale