FATHER STU

2022124 min10+   Ispirazione CristianaUomini e Donne di Chiesa

La storia vera di un giovane irruento ma buono che riesce a superare i limiti che il suo fisico gli impone per scoprire la sua vocazione sacerdotale. Su YouTube in lingua italiana a pagamento

Stuard Long, detto Stu, prende sempre le cose con entusiasmo. Ha deciso di fare il pugile e si allena  con impegno fino a conseguire significative vittorie ma una grave infezione alla mascella lo costringe lontano dal ring. “Nessun problema”- racconta Stu alla madre-“farò l’attore a Hollywood”. Detto fatto, la tecnica è la solita: fare il commesso in un negozio di alimentari sperando che passi di lì un attore o un’attrice. Il sistema sembra non funzionare ma intanto Stu perde la testa per la dolce Carmen, che è catechista nella vicina chiesa cattolica. Nessun problema: Stu, agnostico come suo padre, si fa battezzare, frequenta con assiduità la comunità cattolica e si fidanza con Carmen. Ancora una volta interviene un fatto imprevisto: un terribile incidente di moto dal quale riesce miracolosamente a riprendersi, fa riflettere Stu: forse il Signore vuole da lui qualcos’altro, gli chiede di diventare sacerdote..….


Valori Educativi



Il racconto vero di una conversione, la piena comprensione della volontà divina anche in difficili circostanze

Pubblico

10+

Linguaggio spesso diretto ed esplicito

Giudizio Artistico



Racconto efficace grazie alla bravura di Mark Wahlberg (che ingrassa di 30 kg per assomigliare al vero Stu prima della morte) e di Mel Gibson. Il film adotta uno stile particolare: che non usa mezzi toni ma tutti i dialoghi sono diretti e espliciti

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Il fascino che promana da film come questo sta nel raccontare fatti realmente accaduti e personaggi realmente esistiti (dopo i titoli di coda possiamo vedere e ascoltare il vero padre Stu). Le continue cadute e poi riprese di Stu appaiono sicuramente eccessive ma sono tutte vere, inclusa la definitiva scoperta di essere affetto da una malattia muscolare degenerativa che lo porterà presto sulla sedia a rotelle e oltre.

La regia e la sceneggiatura sono di Rosalind Ross. Sappiamo che ha rapporti di collaborazione (e affettivi) con Mel Gibson (che è presente nel film come Bill, il padre di Stu) e sembra di cogliere nella struttura narrativa un eco di quanto visto nel film  La battaglia di Hacksaw Ridge (la regia è di Gibson):si parte da una famiglia povera con non pochi problemi ma poi l’onestà e la fede consentono al protagonista di raggiungere  risultati clamorosi e inaspettati.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una famiglia povera e divisa (i genitori hanno divorziato e il padre è affetto da alcolismo) ma Stu è un giovane che sta cercando onestamente, sia pur in modo disordinato, di dare un senso alla propria vita.

Il suo linguaggio è crudo, è abituato a risolvere molti problemi con i pugni, ma affronta la realtà sempre per quello che è. Anche quando entra in seminario, non diventa certo un mistico né un teologo. Un atteggiamento che costituirà il suo punto di forza perché, dopo la conversione, saprà parlare di Dio, della sua misericordia anche alle persone più semplici, con grande convinzione.  In una sequenza molto significativa, quando va a visitare, come seminarista assieme a un suo collega, un carcere penitenziario e si trova a parlare a un gruppo di carcerati, è solo lui che sa trovare quel linguaggio schietto, diretto in grado di fare breccia in quei cuori induriti.

La sua breve relazione con Carmen, il loro sincero reciproco amore, la dolorosa decisione di lasciarsi, può lasciare molti di noi interdetti perché sappiamo bene che la vocazione matrimoniale non è inferiore a quella sacerdotale.

In effetti domandarsi se Stu si sia convertito per far piacere a Miriam o è stata una sua originale intuizione che lo ha reso poi più vicino alla ragazza, ha ben poco significato.

Carmen, nella totalità della sua persona, nella dolcezza del suo sguardo così come nella sincerità della sua vocazione, è diventata il canale privilegiato attraverso il quale Stu ha potuto cogliere la bellezza di ciò che lei gli stava proponendo. La percezione della loro vocazione coniugale (che in questo caso non è stata portata a compimento) costituiva per loro un modo perfetto per affacciarsi all’amore divino.

La seconda parte del film è la più intensa: Stu sta cercando Dio e lo trova. Si tratta di un percorso molto sofferto: dalla prima percezione della vocazione dopo il grave incidente in moto, dal il frequentare i corsi in seminario ma poi, dopo la scoperta di essere affetto da una malattia inguaribile, al restare prostrato a terra tutta la notte in cappella a invocare Dio per comprendere verso quale cammino lo stava conducendo.

Stu si è formato nella sofferenza, nella limitatezza del suo corpo per cogliere l’attesa di una vita eterna, l’occasione per stare più vicino a Cristo e lo ha compreso nel profondo del suo cuore.  Quando dovette restare chiuso in una casa di cura (mori a cinquant’anni), ogni giorno si formava una coda ininterrotta di fedeli che avevano desiderio di confessarsi sa lui. Father Stu aveva trovato, con l’aiuto di Dio, la sua vocazione e aveva saputo metterla in pratica.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese  USA
Tipologia
Titolo Originale Father Stu
Tematiche-dettaglio
Tematiche (generale)
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Commenti degli Utenti

  1. Luca

    La splendida interpretazione di Mark Wahlberg e il fatto di essere anche uno dei produttori, fanno capire quanto l’attore ha creduto in questo film. Una biografia classica, un racconto di conversione impressionante, tale da essere molto difficile da raccontare (infatti il momento in cui Stuart lascia la sua fidanzata è frettoloso).
    Una seconda parte ancora più bella che dà tante occasioni per riflettere sul senso della sofferenza.
    Assurdo e incomprensibile che la piattaforma Amazon vieti il film ai 18 anni, non c’è una sola scena di violenza o altro che lo giustifichi, a parte il linguaggio crudo, come detto nella recensione. Forse si teme che la bellezza del film possa influenzare troppo i giovani ?

    9,0 rating

    La splendida interpretazione di Mark Wahlberg e il fatto di essere anche uno dei produttori, fanno capire quanto l’attore ha creduto in questo film. Una biografia classica, un racconto di conversione impressionante, tale da essere molto difficile da raccontare (infatti il momento in cui Stuart lascia la sua fidanzata è frettoloso).
    Una seconda parte ancora più bella che dà tante occasioni per riflettere sul senso della sofferenza.
    Assurdo e incomprensibile che la piattaforma Amazon vieti il film ai 18 anni, non c’è una sola scena di violenza o altro che lo giustifichi, a parte il linguaggio crudo, come detto nella recensione. Forse si teme che la bellezza del film possa influenzare troppo i giovani ?

  2. Luca Finatti

    La splendida interpretazione di Mark Wahlberg e il fatto di essere anche uno dei produttori, fanno capire quanto ha creduto in questo film. Una biografia classica, un racconto di conversione impressionante, tale da essere molto difficile da raccontare (infatti il momento in cui Stuart lascia la sua fidanzata è frettoloso).
    Una seconda parte ancora più bella che dà tante occasioni per riflettere sul senso della sofferenza.
    Assurdo e incomprensibile che la piattaforma Amazon vieti il film ai 18 anni, non c’è una sola scena di violenza o altro che lo giustifichi, a parte il linguaggio crudo, come detto nella recensione. Forse si teme che la bellezza del film possa influenzare troppo i giovani ?

    10,0 rating

    La splendida interpretazione di Mark Wahlberg e il fatto di essere anche uno dei produttori, fanno capire quanto ha creduto in questo film. Una biografia classica, un racconto di conversione impressionante, tale da essere molto difficile da raccontare (infatti il momento in cui Stuart lascia la sua fidanzata è frettoloso).
    Una seconda parte ancora più bella che dà tante occasioni per riflettere sul senso della sofferenza.
    Assurdo e incomprensibile che la piattaforma Amazon vieti il film ai 18 anni, non c’è una sola scena di violenza o altro che lo giustifichi, a parte il linguaggio crudo, come detto nella recensione. Forse si teme che la bellezza del film possa influenzare troppo i giovani ?