ENNIO

2022152 minTutti  

Un bellissimo documentario dell’amico  Giuseppe Tornatore  a Ennio Morricone che ci torna a far sognare con  le sue colonne musicali ma ci fa anche scoprire Ennio, uomo discreto e grande professionista. In Sala

Ennio Morricone: marito, musicista, compositore, amico. Una lunga carriera che, nel ‘900, ha segnato la storia della musica e la storia del cinema. Giuseppe Tornatore, in un documentario, racconta la sua lunga carriera, decanta la sua prolifica produzione musicale, restituisce un ritratto intimo e familiare dell’artista recentemente scomparso.


Valori Educativi



Un ritratto di Morricone, genio musicale e uomo, capace di rendere conto di tanti elementi del suo carattere: pregi, difetti, slanci e delusioni, l’imprevedibilità tipica degli artisti, la maniacale precisione nello svolgere i suoi compiti. Un eroe discreto

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Il ritmo della narrazione, l’alternanza tra le immagini, lo spazio dato alla musica non solo come colonna sonora ma anche come contenuto stesso della storia di vita del compositore. Una vera concertazione di elementi che, alternandosi e completandosi, mostrano tutto lo spessore umano e artistico del protagonista.

Cast & Crew

Sceneggiatura

La Nostra Recensione

L’idea di guardare un documentario biografico della durata di 150 minuti potrebbe spaventare anche non pochi cinefili e cultori del genere. Volentieri, però, si può ammettere che, in questo caso, bastano pochi minuti per far scomparire questa paura.

Tutto inizia da un metronomo e un’intervista: Morricone che parla di sé, che si dedica alla sua routine quotidiana. Un’intervista che ben presto Tornatore trasforma in un mosaico: Morandi, Springsteen, Zucchero, Verdone, Tarantino, Eastwood, Bellocchio, Argento, Joffé, Zimmer… tantissimi artisti che l’hanno conosciuto e hanno lavorato con lui per colonne sonore o arrangiamenti. I racconti della moglie Maria Travia: custode del caro marito tanto dal punto di vista umano quanto da quello artistico. Diversi tasselli che compongono l’immagine unitaria del grande maestro.

Non è, però, un film celebrativo: l’amicizia che, per più di 25 anni, ha legato il regista al musicista non è all’insegna dell’idealizzazione. Davvero emerge un ritratto di Morricone capace di rendere conto di tanti elementi del suo carattere: pregi, difetti, slanci e delusioni, l’imprevedibilità tipica degli artisti, la maniacale precisione nello svolgere i suoi compiti e le commissioni, la velocità di composizione e l’abbondanza di produzioni (ha firmato più di 500 colonne sonore). Le piccole e grandi ambizioni, le cocenti delusioni: una fra tutte il tanto atteso Oscar arrivato solo negli ultimi anni della sua vita (alla carriera del 2007 e per la colonna sonora di The Hateful Eight nel 2016).

L’ordine della narrazione è rigorosamente cronologico: quasi un’autobiografia per immagini.

L’infanzia e la giovinezza dedicati alla musica, sacrificando il desiderio di studiare medicina. Al conservatorio prima per imparare a suonare la tromba e poi per dedicarsi alla composizione. Alla scuola del maestro Petrassi, suona  nei locali per guadagnarsi da vivere. I primi arrangiamenti musicali per RCA fino ad approdare al cinema con il grande Sergio Leone. La bassa considerazione, almeno inizialmente, del mondo accademico per la musica da film fino al suo riconoscimento (pluripremiato).

Come molti l’hanno definito, il lungometraggio è una grande sinfonia realizzata con il cinema. Le diverse testimonianze come i numerosi strumenti di un’orchestra, l’intervista di Morricone come una sorta di tema principale che si alterna agli altri interventi. Le musiche sono attinte dall’immenso repertorio da lui composto, le immagini che emozionano profondamente. La quantità massiccia di materiale collezionata da Tornatore spazia: contributi d’archivio, aneddoti, storie sconosciute ai più… il tutto montato con grandissima maestria da Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci. Il ritmo della narrazione, l’alternanza tra le immagini, lo spazio dato alla musica non solo come colonna sonora ma anche come contenuto stesso della storia di vita del compositore. Una vera concertazione di elementi che, alternandosi e completandosi, mostrano tutto lo spessore umano e artistico del protagonista.

L’intimità del racconto in prima persona, lo spazio dato ai suoi sentimenti, i momenti di commozione, sono capaci di far sentire lo spettatore quasi in confidenza con questo grande musicista. La capacità di coinvolgimento del pubblico è davvero grande, tanto i momenti autobiografici quanto quelli riflessivi non annoiano in nessun modo. Un risultato finale di elevatissima qualità: un bellissimo film che ci parla di un grande artista.

Autore: Francesco Marini

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Paese BELGIO Giappone ITALIA Paesi Bassi
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