ELEGIA AMERICANA

2019116 min16+ Amore e FamigliaNonni

Jackson, Kentucky, sui monti Appalacchiani, 1997. Il giovane J. D. Vance è arrivato con la madre Beverly e la sorella maggiore Lindsay dall’Ohio per fare visita alla nonna, chiamata Mamaw. Si tratta di uno dei pochi momenti sereni che Vance, ora studente di legge a Yale, ricorda, perché la vita della sua famiglia non si può certo considerare tranquilla. La nonna, rimasta incinta a tredici anni, è vissuta con un uomo ubriacone e violento finchè non si sono separati; la madre, ha accumulato solo relazioni instabili e ha finito per perdere il posto di lavoro all’ospedale perché tossicodipendente. Ora Vance, che è riuscito, grazie al suo impegno negli studi, a riscattre la sua infanzia difficile, ha ricevuto una convocazione per i giorni successivi per un importante colloquio di lavoro ma la sorella lo chiama: deve tornare urgentemente in Ohio perché la madre è stata ricoverata per overdose. Jackon è combattuto, non vuole perdere questa importante occasione di lavoro, ma deve pur sempe prendersi cura della famiglia...

Un ragazzo di povere origini, con una madre tossicodipendente viene educato da una nonna di ferro. Un film sul valore della famiglia e sul sogno americano del self made man. Su Netflix


Valori Educativi



Una nonna indomita fa tutto ciò che è necessario per mettere il nipote nella giusta strada, un nipote che a sua volta cerca di realizzarsi nel lavoro ma non dimentica di prendersi cura della famiglia di origine. Una fidanzata sa confortare e sostenere il suo ragazzo in un momento difficile

Pubblico

18+

Turpiloquio, dipendenza dalla droga, violenza domestica

Giudizio Artistico



Il regista Ron Howard si conferma un ottimo professionista mai talenti delle due prime donne, Glenn Close e Amy Adams restano ingabbiati in personaggi sopra le righe

Cast & Crew

La Nostra Recensione

L’ultimo film del regista  Ron Howard, ricavato da Hillibilly Elegy, il  libro autobiografico di J.D. Vance è molto americano. E’ la storia di un self made man che raggiunge il successo partendo dal nulla, è la descrizione della vita che si svolge nei territori degli Appalacchiani, ritenuti i più poveri degli Stati Uniti, i cui abitanti, per lo più contadini, sono oggetto di derisione (vengono chiamati redneck: con la nuca bruciata dal sole per il lavoro nei campi oppure Hillbilly: sempliciotti di provincia); è l’impegno a portare in evidenza le condizioni  di tanti poveri bianchi che non riescono a pagarsi le rette delle università nè l’assicurazione sanitaria ma sopratutto è un inno alla famiglia. Una famiglia organizzata come un clan, dove in ogni momento storico c’è sempre chi funge da guida per tutti (un tempo Mamaw, ora Vance) e dove si aiuta sempre chi è in difficoltà, qualunque debolezza abbia commesso. Si tratta di un intreccio complesso dove, in un continuo zig zag fra passato e presente, si racconta la storia di tre generazioni e si seguono le tre stagioni di Vance, prima ragazzo paffutello e mansueto, poi ribelle e indolente, infine studioso e determinato a entrare a far parte della società che conta.

Questo quadro, già alquanto articolato, è in realtà il frutto di una semplificazione: il libro da cui la storia è tratta, aveva un chiaro indrizzo socio-politico ed è stato questa la vera ragione del suo successo, che aveva come sottotitolo “memoria di una famiglia e di una cultura in crisi”. Ciò ha fatto sì che il libro diventasse una bandiera per chi ha votato Donald Trump: la popolazione bianca degli stati centrali in cerca di un riscatto e che il film venisse osteggiato a priori da chi aveva opinioni contrarie. In realtà nel film le tematiche sociali sono appena accennate e il racconto che prevale è quello di un giovane che cerca la sua strada restando sempre legato alle sue radici, per quanto sgradevoli siano. Per noi europei, alquanto estranei a tematiche così lontane da noi, è sufficiente soffermarci proprio su questi aspetti del film,  Se il protagonista è ufficialmente D. J. Vance, in realtà troneggiano due prime donne: Glenn Close nella parte della nonna Mamaw e Amy Adams nella parte della madre Beverly. La scena-madre per Gleen Close interviene quando decide di sottrarre D.J., un adolescente ribelle, alla madre per prendersi il ragazzo in casa sua. Alle proteste di lui, la nonna è pronta a rispondere: “Devi fare ciò che serve, devi andare a scuola, devi prendere ottimi voti per avere anche solo un’occasione. Potresti non farcela ma non ne avrai neanche una se non ci provi”. “Ma  perché ti interessa di quello che faccio?” le chiede il ragazzo. “Perché  io non vivrò per sempre. Chi si occuperà di questa famiglia quando me ne andrò? Tua madre ha deciso di arrendrsi e purtroppo ha smesso di provarci. Devi decidere: vuoi essere qualcuno o no?”. In questo dialogo c’è tutta l’anima del film: l’impegno a riscattarsi da un’infanzia povera e difficile, il mito del successo (basta provarci) e una dedizione esclusiva per la famiglia, che deve restare sempre unita e ha sempre bisogno di un capo-guida, generazione dopo generazione.

Le interpretazioni di due ottime attrici come Glenn Close e Amy Adams lasciano perplessi. Nessuno può negare che buchino lo schermo, facendo impallidire gli altri protagonisti ma restano come ingabbiate in un eccesso di stereotipazione. Mamaw ha sempre una capigliatura selvaggia, gli occhiali che gli scivilano sul naso,  una sigaretta perennemente in bocca e il suo parlare è sempre volgare. Mamma Berkley ha solo due espressioni dominanti: alterna la ricerca compulsiva di droga da iniettarsi a momenti di disperata ricerca dell’affetto del figlio ma non viene ben raccontato la genesi di questa sua corsa verso il baratro. Un discorso a parte merita Freida Pinto nella parte della fidanzata di Vance per la sua dolce, delicata attenzione ai problemi del ragazzo e al suo risoluto sostegno. Se il rozzo appalacchiano è riuscito a farsi strada da solo, non poteva sperare in un premio migliore in vista di una famiglia finalmente felice.

In conclusione la storia esprime solidi valori familiari, Ron  Oward è sempre un ottimo professionista ma forse il film sarebbe risultato più interessante se si fosse evitato di andare sopra le righe nei suoi aspetti più drammatici.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Hillbilly Elegy
Paese USA
Etichetta
Tematiche (generale)
Tematiche-dettaglio
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