BUEN CAMINO

202590 min14

Checco Zalone conferma il suo stile e rinnova il suo successo. Anche questa volta tratta, in modo formalmente scorretto, tematiche importanti. In sala

Checco Zalone è un uomo ricco, erede dell’impero economico costruito dal padre, imprenditore nel settore dei divani. Conduce una vita agiata e superficiale, divisa tra il comfort quotidiano e la relazione con una giovane fotomodella, dopo la fine del matrimonio con Linda.
La sua routine viene improvvisamente sconvolta quando la figlia Cristal scompare. Seguendo le sue tracce, Checco scopre che la ragazza si trova a Saint-Jean-Pied-de-Port, pronta a intraprendere il Cammino di Santiago de Compostela. In un primo momento tenta di convincerla a tornare a casa, ma presto comprende che quel viaggio rappresenta per lei qualcosa di più profondo.
Decide così di accompagnarla, accettando – seppur con fatica – uno stile di vita lontano dal lusso a cui è abituato: dorme negli ostelli, condivide pasti semplici e incontra persone molto diverse da lui. Lungo il cammino conosce anche Alma, figura destinata a incidere sul suo percorso.
Quella che inizia come una ricerca si trasforma gradualmente in un viaggio interiore, che costringe Checco a rimettere in discussione le proprie priorità, il rapporto con la figlia e il significato autentico delle cose che contano davvero.


Valori Educativi



Il film affronta temi come la cura delle relazioni, la responsabilità verso chi si ama, la fatica di portare a termine un impegno e, soprattutto, il rapporto tra genitori e figli

Pubblico

14+

Va segnalata la presenza di un linguaggio talvolta volgare o allusivo. .Sebbene non raggiunga mai toni esplicitamente offensivi o gratuiti, questo tipo di espressioni può risultare poco adatto a un pubblico più giovane

Giudizio Artistico



Ci troviamo di fronte a un racconto leggero e scorrevole, pensato per offrire poco più di un’ora e mezza di intrattenimento sereno

Cast & Crew

Letizia Arnò

Cristal Zalone

Sceneggiatura

Luca Medici

Sceneggiatura

Our Review

Il Cammino di Santiago esercita da sempre un fascino particolare. C’è chi lo percorre interamente, chi ne affronta solo alcuni tratti, chi sceglie il percorso francese e chi opta per una delle tante varianti. Un’esperienza che non coinvolge solo i pellegrini, ma anche il cinema: negli ultimi anni sono infatti aumentati film e documentari che raccontano storie di cambiamento e riscoperta maturate lungo il Cammino, con sguardi che vanno dal racconto intimo a quello più strutturato (Il cammino per Santiago, Footprints –  Il cammino della vita).

Buen Camino, ultima fatica di Checco Zalone, si inserisce in questo filone, segnando anche il ritorno della collaborazione con Gennaro Nunziante, il regista dei suoi maggiori successi.

Il film era atteso soprattutto per la notorietà del suo protagonista, più che per le informazioni emerse durante la lavorazione, ma riesce comunque a rispondere alle aspettative del pubblico. L’obiettivo principale – divertire – è centrato. Il registro comico è quello tipico di Zalone: battute immediate, situazioni sopra le righe e una comicità che talvolta flirta con il politicamente scorretto, senza però mai perdere il contatto con un pubblico ampio. Anche l’esasperazione di alcuni luoghi comuni legati al Cammino contribuisce a strappare più di un sorriso.

Accanto alla dimensione comica, trovano spazio riflessioni più profonde. Il film affronta temi come la cura delle relazioni, la responsabilità verso chi si ama, la fatica di portare a termine un impegno e, soprattutto, il rapporto tra genitori e figli, raccontato con leggerezza ma senza superficialità. In questo senso, il viaggio diventa anche un percorso interiore, in cui il protagonista è chiamato a rimettere in discussione le proprie priorità.

Per chi ha vissuto in prima persona l’esperienza del Cammino di Santiago, il film riesce inoltre a evocare una certa nostalgia: la scelta di alcuni luoghi simbolici e di situazioni tipiche del pellegrinaggio richiama incontri, fatiche e momenti di condivisione che rendono unico questo percorso.

Accanto ai numerosi aspetti positivi, va segnalata la presenza di un linguaggio talvolta volgare o allusivo, utilizzato a fini comici e in linea con lo stile consolidato di Checco Zalone. Sebbene non raggiunga mai toni esplicitamente offensivi o gratuiti, questo tipo di espressioni può risultare poco adatto a un pubblico più giovane e richiede quindi attenzione da parte dei genitori, soprattutto nella visione in famiglia.

Fin dai primi giorni di programmazione, Buen Camino ha ottenuto risultati significativi al botteghino, confermando l’efficacia di una formula che unisce risate, buoni sentimenti e immagini suggestive. Ne nasce un racconto leggero e scorrevole, pensato per offrire poco più di un’ora e mezza di intrattenimento sereno, adatto a un pubblico ampio, ma consigliabile soprattutto a ragazzi più grandi e adulti.

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