ANNE FRANK, LA MIA MIGLIORE AMICA

2022103 min14+   Da una storia veraCampi di concentramento

La storia di Hannah Goslar, grande amica di Anna Frank, anche lei internata ma poi sopravvissuta per raccontarci le loro vite in comune, nella spensieratezza e poi nel dramma. Su Netflix

Hannah Goslar conosceva Anna Frank fin dall’asilo. Entrambe le famiglie, per sottrarsi alle persecuzioni del nazismo, si erano trasferite ad Amsterdam e le due ragazze si erano ritrovate di nuovo assieme a frequentare un liceo ebraico. La loro vita da adolescenti scorreva normalmente, fra i primi amoretti, aspirazioni per il futuro (Hannah vuole diventare un’infermiera, Anna un’attrice di Hollywood) e giuramenti di amicizia perpetua. Ma la Gestapo stava intensificando i controlli: la famiglia Goslar beneficiava di un falso passaporto sudamericano mentre Anna era costretta a nascondersi in soffitta. Ad Hannah venne detto che l’amica è partita per la Svizzera e per tre anni non riuscì più a vederla finché entrambe si trovarono internate a Bergen Belsen in campi contigui…


Valori Educativi



Fra due ragazze si forma una solida amicizia che le porterà ad aiutarsi a vicenda in ogni occasione. Un padre e una madre sanno risparmiare alla figlia la conoscenza della minaccia che incombe su di loro e la invitano a riporre fiducia in Dio

Pubblico

14+

Alcune brevi scene di violenza sui prigionieri riprese da lontano

Giudizio Artistico



Ottima ricostruzione della salda amicizia che si forma fra le due adolescenti. Meno sviluppata la parte che si svolge nel campo di concentramento

Cast & Crew

La Nostra Recensione

E’ bene che ogni anno si ritorni a parlare della Shoah ma soprattutto che si sensibilizzino le nuove generazioni in modo che conoscano ciò che è accaduto e lo prevengano per il futuro. Per questo motivo, molto opportunatamente, stanno aumentando quelle opere che, pur dovendo affrontare un tema doloroso e violento, ne allentano la tensione in modo che possano venir viste anche da adolescenti e pre-adolescenti.

E’ il caso di questo film ricavato dal libro biografico di Hannah Goslar, che è stata realmente una cara amica di Anna Franck e hanno entrambe conosciuto i campi di sterminio: l’una morendo e l’altra riuscendo a salvarsi. Il racconto alterna sequenze della vita ancora spensierata delle due ragazze ad Amsterdam con quelle di Hannah ormai internata a Bergen Belsen. Veniamo così a scoprire, nelle parti che si svolgono ad Amsterdam,  un’Anna insolita, che si comporta con la sua “normale” esuberanza da adolescente. Eccola impegnata nel suo primo amoretto (la discussione verte sul dubbio se baciare con la lingua o no), fare scherzi all’amica che si mostra più controllata e a volte disubbidire al padre, quando le vengono imposti troppi divieti (sono per la sua sicurezza ma lei non li comprende appieno). Molto ben sviluppata è l’intesa fra le due ragazze che non possono fare a meno l’una dell’altra e che si giurano reciprocamente di non lasciarsi mai. Sono solidali nell’intraprendere, con un po’ di incoscienza, iniziative rischiose, per loro che portano la stella di Davide cucita sul maglione, come andare a cinema (però si nascondono sul retro del telone) o fare delle telefonate. Sullo sfondo sono presenti due famiglie molto devote, che proteggono le loro figlie dal conoscere le verità più dolorose e che le invitano ad aver fede in un Dio che non li potrà mai abbandonare.

In seguito seguiamo soprattutto Hannah nel campo di concentramento di Bergen Belsen. La vita è molto dura (ma non come quella che dovette subire Anna Frank perché la famiglia Goslar era trattenuta per essere impiegata come mezzo di scambio con prigionieri tedeschi). In una baracca di tutte donne, pur impegnate nell’affanno di cercar qualcosa da mangiare ogni giorno, si sviluppa una significativa solidarietà e Hannah, che è ancora adolescente e che tenderebbe a prendere decisioni pericolose, trova nella donna-capò della baracca, una nuova mamma che riesce a farla ragionare. Quando poi scopre che Anna è dall’altra parte della staccionata e che sta morendo di fame, ritorna in lei l’affetto di sempre e il suo unico scopo diventa rubare del cibo per poterlo passare all’amica oltre quella barriera che le separa. Viene così raggiunto il culmine drammatico del racconto e non importa se le cose, nella realtà, sono andate in modo diverso.

Il film si fa ben seguire nei due racconti paralleli, anche se i capitoli dedicati all’adolescenza passata ad Amsterdam sono i meglio riusciti, mentre la vita nel campo di concentramento non risulta completamente sviluppata nelle sue dinamiche. Ci sono alcune scene di pestaggio di prigionieri ma sono rapide e riprese a distanza

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese Paesi Bassi
Tematiche-dettaglio
Tematiche (generale)
Tipologia
Titolo Originale Mijn beste vriendin Anne Frank
Scrivi per primo un commento a “ANNE FRANK, LA MIA MIGLIORE AMICA”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Non ci sono ancora commenti