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Steve Jobs viene mandato dai suoi genitori adottivi all’università ma dopo sei mesi abbandona il college perché più interessato ad acquisire esperienza pratiche più che teoriche. Dopo un viaggio in India attrezza il garage di casa per costruire con il suo amico Steve Wozniak una piastra per computer che decidono di chiamare Apple. Dopo che il prodotto è stato presentato in alcune fiere, trovano un finanziatore: Mike Markkula, che versa nelle casse della società la somma di 250.000 dollari. Intanto alla sua compagna nasce una figlia, Lisa che Steve non vorrà riconoscere se non molti anni dopo. Il successo arriva con Apple II ma il Macintosh non raggiunge le vendite sperate. Dopo un conflitto con il consiglio d amministrazione Steve si dimette. Passato qualche anno, a causa dei rovesci subiti dalla Apple, Steve viene richiamato come CEO e l’azienda, grazie al lancio di prodotti particolarmente innovativi, riesce a riprendersi
Palermo. Arturo nasce nel 1969, nello stesso giorno in cui Riina, con un eccidio, diventa il boss di Palermo. Ancora ragazzo, si innamora di Flora, una sua compagna di classe che abita nello stesso palazzo del giudice Rocco Chinnici e quando si decide di dichiararle il suo amore con un gesso davanti al suo portone, la scritta resta cancellata dall’ esplosione di una bomba omicida; ormai studente modello, Arturo riesce a intervistare il generale Dalla Chiesa ma presto saprà che essa è stata l’ultima che il generale ha potuto concedere…
Lasciata dal marito dopo aver perso un bambino e la possibilità di fare figli, la trentenne Augusta decide di raggiungere Suor Franca, un’amica di sua madre, in una missione cattolica in Brasile. Collaborando con la missione, nel soccorso disinteressato al prossimo, Augusta è convinta di poter dare un significato alla sua esistenza ma questo volontarismo sembra essere sterile perché non confortato dalla voce di Dio. Alla ricerca del senso della vita, di Dio e di se stessa, Augusta si sposta in periferie sempre più lontane dalla civiltà, nelle favelas più povere, per assegnare un luogo di appartenenza alla sua anima tribolata che, forse, troverà su una spiaggia lontana, “alla fine del mondo”.
Claire, giovane magistrato al Tribunale di Lione, ritiene ingiusto che delle persone debbano finire sul lastrico perché attirate da una pubblicità ingannevole che le porta a firmare delle richieste di prestito che poi non possono onorare. Chiede aiuto a Stéphane, un giudice esperto e disincantato e lo coinvolge in questa battaglia giuridica. Claire troverà in Stéphane anche un saldo sostegno in questo momento delicatissimo della sua vita, ora che ha scoperto di avere un cancro incurabile..
Simin vuole divorziare dal marito Nader perché l’uomo, per assistere il padre malato d’Alzheimer, ha deciso di rimanere in Iran anziché espatriare con la moglie e la figlia di undici anni. I due si amano ancora, ma per ripicca Simin si trasferisce dai genitori, lasciando soli la figlia e il marito con l’anziano malato. Nader deve assumere Riazeh, una donna incinta che lavora come badante di nascosto dal marito, rigido osservatore della Shari’a. Un giorno Riazeh lega l’anziano al letto e si allontana. Nader ritorna con sua figlia e trova il padre legato, in stato di shock. Al rientro della badante, furioso, la allontana, spingendola fuori dalla porta. La sera stessa viene accusato di aver causato la morte del figlio che Riazeh aspettava, avendola fatta cadere sulle scale. È l’inizio di una guerra di tutti contro tutti, giocata in tribunale, tra menzogne e ipocrisie.
























