NUDES

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Titolo Originale: Nudes
Paese: ITALIA
Anno: 2021
Regia: Laura Luchetti
Sceneggiatura: Emanuela Canonico
Produzione: NRK, Barbosa Film
Durata: 10 puntate di 20'
Interpreti: Fotin Peluso, Anna Agio,

Vittorio, di diciotto anni, è un ragazzo vincente. Di famiglia agiata, aspirante architetto, è stato nominato direttore di un progetto scolastico e guida con grande carisma i suoi compagni di scuola e ha un ottimo rapporto con la fidanzata. Un giorno viene convocato dal commissariato di polizia: è accusato di aver registrato e diffuso in rete, un rapporto sessuale dove era implicata una minorenne… Sofia ha sedici anni e a una festa incontra Tommaso, il ragazzo che da tempo le piace. In un casolare isolato nel giardino della villa dove si svolge la festa, hanno un rapporto amoroso ma il giorno dopo la loro intima relazione è sui cellulari di tutti i compagni di classe…. Ada ha quattordici anni: soffre per non essere spigliata e disinvolta come le sue compagne e accetta di iniziare una chat con un ragazzo conosciuto in un sito di appuntamenti. Sedotta dalle lusinghe del ragazzo, finisce per aderire alla richiesta di fotografarsi senza vestiti ma il giorno dopo quella foto fa il giro della rete…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il serial svolge molto bene il compito di evidenziare le deleterie conseguenze del revenge porn anche se si pone in modo acritico verso altri comportamenti leggeri
Pubblico 
Adolescenti con riserva
Una scena di unione sessuale con nudità. Abuso di alcool, turpiloquio.
Giudizio Artistico 
 
Alla sceneggiatrice e alla regista va il merito di aver ricostruito personaggi che ci appaiono veri nella loro sensibilità ferita in diverse realtà adolescenziali e aver ben sviluppato le conseguenze psicologiche che debbono sostenere le vittime ma anche i carnefici

Tre storie fra loro non collegate, dieci puntate di venti minuti su Raiplay per parlare di Revenge Porn e mostrare le sue devastanti conseguenze.

Anche se nel primo racconto c’è la convocazione in questura di Vittorio perché maggiorenne, utile per ricordare che ci sono anche conseguenze penali,  in tutte e tre le storie l’attenzione è posta sugli effetti devastanti che subisce la vittima, nella perdita della stima dei compagni, nella perdita di stima in se stessa, ma anche la presa di coscienza del male compiuto da parte di chi ha commesso quel gesto.  Un gesto facile da compiere: in fondo tutti hanno sempre un cellulare a portata di mano e basta un impulso di invidia, di ripicca, di incosciente esibizione per trasformare una persona in un corpo da guardare.

Nelle tre storie vengono ricostruiti con molto realismo tre ambienti di adolescenti che vivono nella periferia bolognese: c’è il giro di amici, compagni di progetto, intorno al carismatico Vittorio e alla sua ragazza; quattro amiche un po’ pazzerelle, fra cui Sofia, che cercano solo di trovare motivi di divertimento; infine Ada e Claudia, più piccole, ancora in bilico fra il dare valore prioritario all’amicizia fra compagne e l’interesse crescente verso i ragazzi. Per tutti, la tragedia è progressiva: Vittorio di fronte allo sgretolarsi del piedistallo che si è costruito sopra gli altri, cerca all’inizio di difendersi mentendo e forse accettando, come gli propone il padre e l’avvocato, di gettare discredito sulla ragazza di cui ha violato l’intimità ma poco a poco, man mano che le persone a lui più care si allontanano, riesce ad abbattere le mura difensive che si è ricostruito. Comprende quello che è realmente: un bambino viziato che vuole tutto e si dispiace quando non l’ottiene. Cos’ spogliato di ogni sovrastruttura, riesce a mettere a nudo la propria coscienza: riesce così a dire la verità e chiedere perdono ma il male che ha compiuto è ormai entrato troppo in profondità.

Il racconto di Sofia è più privato, si muove all’interno del circuito delle amiche e dei compagni di scuola e mentre per lei, fra battute e sguardi maliziosi, entrare ogni mattina in aula è diventato un inferno, la sua vicenda (in effetti è la meno interessante) si colora di giallo e si concentra sulle indagini che lei svolge per comprendere chi sia stato e quale sia il movente.

Infine c’è l’episodio di Ada, molto ben interpretata da Anna Agio, forse il meglio riuscito, dove cogliamo le incertezze di una ragazza naturalmente schiva e onesta ma che al contempo non vuole restare indietro alle sue amiche più disinvolte. Dopo che il fatto è accaduto, partecipiamo al suo discendere lungo una spirale negativa pur di  evitare di rilevare la sua debolezza: sembrano non aver fine le bugie che deve continuamente dire, il suo abbassarsi a rubare soldi  per rispondere a un ricatto, fino a trasfigurare la sua originale identità.

C’è un aspetto che unifica questi racconti: il rapporto dei ragazzi e delle ragazze con i loro genitori, gli insegnanti e il modo con cui vogliono divertirsi. Siamo abituati, dopo tanti teen drama d’oltreoceano, a vedere nei genitori-tappezzeria, marginali alla storia, sempre troppo distratti o disinteressati. In questi racconti al contrario i genitori e gli insegnanti sono presenti, intuiscono che i figli stanno attraversando momenti difficili ma il risultato è sempre lo stesso: questa volta sono i ragazzi che non vogliono confidarsi e le due generazioni restano, anche in questi racconti italiani, in spazi non comunicanti. Nei primi due episodi, dove i ragazzi e le ragazze sono più grandi, sono descritte feste serali caratterizzate da grandi bevute di alcolici, facendo passare le bottiglie di mano in mano e, come nel caso di Sofia, è sufficiente un primo bacio avuto in un precedente incontro per poi appartarsi e avere un rapporto sessuale. Questo tipo di comportamento non viene approfondito nei suoi coinvolgimenti emotivi  ma resta appiattito sul fondale del racconto, assunto come un dato di fatto.

E’ questo forse l’aspetto più spiacevole di questa serie: non viene stabilita una correlazione fra la facilità con cui si decide di offrire il proprio corpo allo sguardo o a un incontro sessuale e il livello di profondità con cui si è stabilita una relazione con l’altro o l’altra. Se manca questa profondità, questo rispetto della persona nella sua totalità, può essere facile che il rapporto, l’intimità concessa, si riduca a un un piacevole intrattenimento che a questo punto può anche essere ripreso con un cellulare. Anche se le cause posso essere diverse (invidia, vendetta, desiderio di emancipazione) il comportamento è simile: si pensa soprattutto a come vendicarsi ed è così facile usare uno strumento come il cellulare, che sembra costruito apposta per essere un velocissimo convertitore da realtà privata a spettacolo  pubblico. Il serial può dire con orgoglio di aver evitato ogni atteggiamento moraleggiante ma in realtà descrivere vuol dire di fatto giudicare e come è stato severamente giudicato, mostrandone gli effetti, il revenge porn, altri comportamenti disinvolti sembrano rientrare nelle consuetudini acquisite. Suona in modo sinistro il colloquio fra Sofia e una sua amica: Sofia si dispera perché è cosciente di aver compiuto una leggerezza, ma la risposta dell’amica è immediata: “l’unico sesso che si rimpiange è quello che non si fa. Te la sei goduta e non c’è nessuna colpa”.



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