L'ISOLA DEI SORDOBIMBI

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Titolo Originale: L'isola dei sordobimbi
Paese: ITALIA
Anno: 2009
Regia: Stefano Cattini
Sceneggiatura: Stefano Cattini
Produzione: DORUNTINA FILM E GIUSI SANTORO IN COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONE CULTURALE SEQUENCE
Durata: 80

Nella campagna modenese sorge Santa Croce, un'antica villa dove le suore delle Figlie della Provvidenza accolgono bambini non udenti a partire dai tre anni per imparare a parlare correttamente e a crescere in umanità tutti insieme. Il documentario racconta la loro vita nell’arco di un anno scolastico

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Anche se il documentario è incentrato sui bambini ospiti della ”isola”, si percepisce il lavoro tenace, sereno e costante delle insegnanti
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il documentario racconta con la sola forza delle immagini, attraverso tanti primi piani di bambini, la bellezza del crescere tutti insieme imparando a comunicare

L’isola dei sordobimbi non è un’invenzione narrativa, è una realtà: si tratta della scuola di Santa Croce a Modena gestita dalle suore delle Figlie della Provvidenza, che accoglie bambini non udenti dalla scuola d’infanzia alle primarie.

L’isola dei sordobimbi è un’isola. E’ necessario infatti che i bambini che hanno questa particolarità, già dai 3 anni ricevano una formazione specifica per imparare non solo ad esprimersi con i gesti, ma a leggere le labbra e a parlare correttamente per comprendere gli altri e per farsi comprendere. Ciò comporta per molti di loro vivere nel pensionato della scuola e vedere solo di tanto in tanto i loro genitori.

Sono quindi dei bimbi e delle bimbe come tanti altri ma invitati da subito a una sfida: un impegno straordinario per essere ordinari, per inserirsi dopo pochi anni nella realtà che sta fuori dell’isola con un buon bagaglio tecnico che consenta loro di comunicare e per imparare a convivere in quel piccolo mondo così particolare, fatto di soli bambini, ma   anticipo di quello vero,

Nel documentario di Stefano Cattini ci sono molte sequenze dedicate a mostrare i ragazzi che pazientemente, giorno per giorno, si impegnano a  pronunciare correttamente le parole ma non sono le tecniche di apprendimento che costituiscono l’interesse principale del racconto; sono importanti anche i momenti dove i bambini, anche senza insegnanti, imparano a vivere insieme, ad aiutarsi fra loro ma anche a confrontarsi e a litigare.  Non mancano neanche le occasioni per sorprendersi del mondo esterno, sia esso un museo d’arte,  l’esibizione di un circo equestre o il partecipare a una recita assieme ad altri bambini non dell’isola.

Il regista ha fatto alcune scelte precise che alla fine sono risultate vincenti: nessun commento fuori campo, né alcuna intervista ma primi e

 primissimi piani di bambini che ripetono quello che l’insegnante dice loro, che si indispettiscono quando si sentono stanchi (ma l’insegnante fuori campo non molla e insiste con dolcezza),  bimbi che litigano fra loro per stare ai primi posti per vedere un film o la bimba affettuosa che invita il ragazzo più piccolo e pigro ad alzarsi la mattina.

La tematica religiosa è rappresentata con discrezione, nelle preghiere e canti in comune nella cappella o nella preparazione  del presepio e degli addobbi natalizi.

Il film più prossimo a questo documentario è “Essere ed avere” del 2002 di Nicolas Philibert: anche in quel caso ci veniva presentata un’isola: una multiclasse elementare sperduta fra i monti dell’Alvernia, e nuovamente il tema dominante era apprendere le basi della comunicazione (l’essere e l’avere del titolo non hanno nessun riferimento filosofico ma sono semplicemente i primi mattoni  del linguaggio), quindi della convivenza.

Entrambi i film attingono alla ricchezza inesauribile degli sguardi dei bambini, dello stupore delle loro scoperte e delle delusioni per un’attenzione mancata; ma se il secondo si concentra anche sull’insegnante (a tre quarti del film viene inserita una sua intervista), nella nostra isola le istitutrici, per la maggior parte suore, hanno una presenza più discreta: di loro a volte si vedono solo le mani, a volte se ne sente solo la voce.

Appare allo spettatore, più che di una scelta stilistica, una scelta di umiltà che però non è certo una assenza. Con questa presenza discreta ma costante e tenace possiamo cogliere il valore di un lavoro ben fatto, un lavoro fatto alla presenza di Dio.

Il DVD è ordinabile richiedendolo tramite il sito:

http://www.isoladeisordobimbi.it/

Autore: Franco Olearo


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