LA RAGAZZA DEI TULIPANI

Titolo Originale: Tulip Fever
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: Justin Chadwick
Sceneggiatura: Tom Stoppard
Produzione: RUBY FILMS, WORLDVIEW ENTERTAINMENT
Durata: 105
Interpreti: Alicia Vikander, Dane DeHaan, Christoph Waltz, Judi Dench

Amsterdam 1636. Sono gli anni d’oro del commercio nelle Indie Occidentali ma anche l’epoca della bolla dei tulipani: una frenesia che aveva investito ricchi e poveri nel comperare rari tipi di bulbo di tulipano e che portò, proprio in quell’anno, alla catastrofe della prima bolla speculativa della storia.. Cornelis, un mercante vedovo e non più giovane, sceglie Sophia, una ragazza orfana cresciuta in un convento di suore come seconda moglie, con il preciso intento di poter avere un erede maschio. Cornelis ama Sophia ma il sospirato erede non arriva. Quasi come forma di consolazione, Cornelis ingaggia un giovane pittore, Jan van Loos, per un ritratto di coppia. Una decisione che risulta fatale perché Sophia e Jan, si innamorano perdutamente e iniziano a frequentarsi di nascosto. Intanto la serva di Cornelis, Maria, intrattiene una relazione con il pescivendolo William, ma questi, preso dalla febbre dei tulipani, finisce per perdere tutto ed è costretto a imbarcarsi come marinaio per l’Africa, lasciando Maria in attesa di un figlio. Le due donne, entrambe costrette ad affrontare una situazione non più sostenibile, decidono di allearsi ….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un uomo buono, timorato di Dio, è capace di un gesto generoso proprio quando si accorge di essere stato ingannato
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene di rapporti intimi con nudità. In U.S.A.: restricted
Giudizio Artistico 
 
Un cast di premi Oscar che include una bravissima Judy Dench dà vita a un racconto di passioni in una Amsterdam del ‘600 molto ben ricostruita ma si perde nello sviluppo per le troppe incoerenze nella sceneggiatura.

La ragazza con l’orecchino di perla era un film che aveva colpito nel segno. Una perfetta ricostruzione dei costumi e della vita dell’Olanda dei secoli d’oro e una giovane Scarlett Johansson che aveva dato corpo e sensibilità alla misteriosa ragazza ritratta da Johannes Vermeer.

La tentazione di ritornare a quegli ambienti e in quell’epoca, resa famosa con i colori di tanti pittori fiamminghi, e di sfruttare il successo dell’omonimo romanzo della scrittrice inglese Deborah Moggach debbono esser stati i moventi principali che hanno spinto la società di produzione a varare questo progetto senza lesinare spese nello scegliere attori di primo piano come i premi Oscar Alicia Vikander,  Judi Dench, Christoph Waltz. Dalle prime immagini ci si accorge subito che La ragazza dall’orecchino di perla è stato raggiunto e superato. La scenografia di Simon Elliott ha puntato non tanto a riprodurre i quadri di Vermeer ma a rappresentarci una Amsterdam vivace e prospera: le strade fangose dove gente di varia estrazione (venditori, mercanti, prostitute, soldati) si affretta lungo i canali, le affollate aste clandestine di bulbi di tulipani che si svolgevano nelle taverne di sera, a lume di candela. Chi voleva arricchirsi oppure fuggire dai debiti, come accade ad alcuni personaggi del film, non aveva che imbarcarsi su una nave diretta alla Nuova Amsterdam (il primo nome di New York) in cerca di fortuna.

La prima parte del film mantiene un coerente sviluppo narrativo e si concentra sulla orfana Sophia, costretta a sposarsi con un ricco mercante in cambio dei soldi necessari ai suoi fratelli per raggiungere le Americhe e sulla domestica Maria innamorata del pescivendolo William. La seconda parte si sfilaccia in eventi che si accavallano con poca coesione e con una certa ripetitività. La febbre dei tulipani contagia non uno ma tutti i protagonisti giovani della vicenda, una donna fugge da una situazione imbarazzante fingendo per ben due volte di essere morta. L’episodio di una moglie che simula di essere incinta mentre in realtà è la domestica che sta per avere un figlio, trasforma il tono del racconto, facendo il verso a una  delle tante novelle boccaccesche dove un marito resta ingannato. Sorprende molto questa incoerenza, dal momento che lo sceneggiatore è Tom Stoppard, premio Oscar per Shakespeare in Love. Resta comunque da ammirare, ancora una volta, la recitazione di Judi Dench, nella parte di una saggia ma anche furba badessa di un convento.

Se finora abbiamo analizzato il film solo da un punto di vista artistico, anche il giudizio etico appare controverso. Il racconto sembra restituirci ritratti di uomini e donne incapaci di controllare le loro pulsioni. Molti finiscono rovinati dalla speculazione sui tulipani, attratti da facili guadagni; la relazione fra Jan e Sophia sembra dettata da pura passione erotica, senza che i due giovani abbiano avuto il modo di conoscersi a fondo. Un amico di Jan, dedito all’alcool, pur impegnato in una missione importante, finisce vittima del suo vizio. Il riscatto del film avviene dalle uniche due persone che sembrano dotate di coscienza: il mercante Cornelis e la stessa Sophia.  Cornelis ama la sua seconda moglie, sa riconoscere ciò che è giusto e sbagliato di fronte a Dio e anche quando viene a conoscenza del suo tradimento, compie un atto altamente generoso. Sophia dal canto suo si accorge di aver fatto del male a un uomo buono e troverà il modo di rimediare al suo errore.

Autore: Franco Olearo


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