UN SAPORE DI RUGGINE ED OSSA

2012120 min18+  

Alì raggiunge la Costa Azzurra e chiede ospitalità per se e per suo figlio perché lo vuole tener lontano dalla madre tossicodipendente. Stephanie è una ragazza inquieta che fa l'addestratrice di orche nell'acquario di Antibes ma un incidente sul lavoro la priva di entrambe le gambe. Due personaggi molto diversi che troveranno il modo di sostenersi a vicenda

Dopo il successo di “Il profeta”, Jacques Audiard si conferma grande sceneggiatore e regista con una storia forte ma memorabile:un racconto  di solidarietà fra due personaggi  moralmente deboli,  lei ferita nel fisico, lui incapace di dare una direzione alla propria vita 


Valori Educativi



I due protagonisti, moralmente deboli, scoprono il valore della solidarietà reciproca,premessa per un cammino di trasformazione

Pubblico

18+

Alcune scene di sesso con nudità totale, alcune scene di violenza e forte tensione

Giudizio Artistico



Dopo il successo di “Il profeta”, Jacques Audiard si conferma grande sceneggiatore e regista con una storia forte ma memorabile

Cast & Crew

Our Review

I due protagonisti vivono delle sensazioni che ricevono dai loro corpi.

Alì ha un fisico atletico e accetta di partecipare a combattimenti clandestini. Prima che la sfida inizi , urla e prende a pugni il sedile della macchina per caricarsi di aggressività: poi, quasi soffocato  dagli scommettitori che si stringono intorno a lui, lo incitano e lo incalzano,  colpisce e viene colpito e i corpi dei due contendenti si coprono di sabbia e sangue. “Perché lo fai? – chiede Stephanie-lo fai per soldi?”  “No, lo faccio per battermi, per divertirmi” .

Stephanie non è molto dissimile:  “mi piaceva essere guardata, mi piaceva sapere che li seducevo” confida ad  Alì ricordando il tempo in cui aveva ancora le gambe. Non è sbandata come Alì che è fuggito con suo figlio sottraendolo alla madre tossicodipendente per rifugiarsi da sua sorella sulla Costa Azzurra;  Stephanie  aveva un lavoro regolare nel parco  acquatico di Antibes come addestratrice  di orche marine, conviveva con un ragazzo ma questo non le bastava: cercava qualcosa di più forte, frequentando la sera locali notturni. E'  in una di queste notti turbolenti che ha incontrato  Alì, suo provvidenziale salvatore da una rissa innescata da lei stessa.

Alì è gentile ma vede le persone che incontra a sua immagine e somiglianza; anche gli altri sono dei corpi  che “vogliono divertirsi” e come tale si comporta con le donne con cui ha incontri occasionali. Non riflette e mal  sopporta gli inviti della sorella ad assumersi le proprie responsabilità: preferisce partire, cambiare ancora una volta  vita e ambiente , lasciandole il figlio da accudire.

Questo atteggiamento, paradossalmente, facilita  il suo avvicinamento a Stephanie quando lei resta senza gambe, proprio perché in lui non c’è nessun sentimento di pietà (avevamo visto qualcosa di simile anche in “Quasi amici”).  “Facciamo un bagno?” le chiede con semplicità; supera ogni sua riluttanza, se la carica sulle spalle, la immerge nell’acqua. Con la stessa grossolana,  superficiale schiettezza  le chiede  “vuoi provare a vedere  se ti senti  ancora donna?”.  Alì  perpetua così anche con lei quell’”esercizio dei corpi” che gli risulta così congeniale.

Stephanie  ha una struttura più complessa. Orgogliosa e  dotata di grande spirito di indipendenza, soddisfatta del suo lavoro,  voleva essere anche amata e l’attrattiva del suo corpo costituiva una chiave importante  per il raggiungimento dei suoi obiettivi.  Ora il corpo, da elemento di attrazione è diventato di colpo motivo di isolamento dagli altri (anche se resta un componente importante e non esita a farsi un vistoso tatuaggio sulla parte di gamba  che le è ancora rimasta) ; lei cerca almeno di conservare la propria dignità. “Non siamo degli animali, almeno rispettiamoci” :intima ad  Alì quando questi , in sua presenza, decide di  allontanarsi  con una ragazza incontrata occasionalmente.

E’ la prima svolta importante che avviene a metà film.

Anche di Alì, nella seconda parte, scoprirà che anche lui non è fatto solo di carne ed ossa, ma anche di sangue e sentimenti, quando rischia di perdere suo figlio proprio a seguito di una sua disattenzione.  Anche per lui, nella fragilità, scopre la verità su se stesso: quella semplice verità che ci fa comprendere che ognuno di noi ha bisogno degli altri.

Il paradigma della storia si viene a scoprire gradualmente durante il suo svolgimento ma il film è così ben diretto e i due protagonisti sono così bravi  che tutto appare accadere  con naturalezza.   Il regista Jacques Audiard, reduce dai successi de “Il profeta” si conferma un grande autore, sobrio ed efficace nella sceneggiatura, intenso ed originale nella regia.
Non si dimentica facilmente la sequenza della riconciliazione fra Stephanie e l’orca, quando lei torna all’acquario e batte il vetro per chiamarla, com’era solita fare. Ma anche quella della solidarietà, quando Alì è a terra e sta per soccombere sotto i colpi dell’avversario ma  gli basta vedere Stephanie che gli viene incontro con il  suo incedere malfermo sulle gambe di metallo che si vedono sotto i pantaloni troppo corti  (la ripresa è da terra, in soggettiva di Alì) per trovare la forza di risollevarsi e vincere. 

Il film porta lo spettatore a una soddisfazione parziale,  incompiuta : i due protagonisti hanno scoperto alcuni lembi della loro umanità, sono usciti dal loro empirismo carnale ma la presa di coscienza è ancora imperfetta (Alì accettava con molta disinvoltura lavori illeciti, mancando in lui qualsiasi forma di responsabilità sociale) ma forse, adesso che hanno deciso di camminare insieme, la loro trasformazione sarà più facile.

 

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Titolo Originale De rouille et d'os
Paese Francia Belgio
Etichetta
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