THE MIST
Messo sotto pressione estrema, l'uomo diventa preda dei suoi istinti. È il messaggio di uno sconfortante horror catastrofico teso a dimostrare che la civiltà ha radici inconsistenti
Valori Educativi
La civile convivenza è solo una sovrastruttura che nell’uomo tiene a freno più radicali e autentiche pulsioni istintive, il volto oscuro della religione è la paranoia, la necessità di un capro espiatorio
Pubblico
18+Scene horror; saltuario turpiloquio
Giudizio Artistico
Il film pesca a piene mani nelle convenzioni dell’horror più commerciale
Cast & Crew
Produzione
Frank Darabont e Litz Glotzer
Regia
Frank Darabont
Sceneggiatura
Frank Darabont
Our Review
Dopo Le ali della libertà e Il miglio verde, Darabont torna ad adattare una novella di Stephen King e pesca a piene mani nelle convenzioni dell'horror più commerciale: esperimenti scientifici andanti male; insistite inquadrature sulle facce terrificate dei malcapitati davanti a mostri di abbacinante bruttezza; "oh mio Dio!" dei poveretti con la regia che gioca a ritardare la vista di ciò che innesca il terrore; esseri vischiosi che piombano sul corpo dall'esterno o che prorompono dal suo interno, squartandolo. C'è un po' di tutto: un po' di Alien, un po' di La cosa, un po' di La mosca. Non fosse per gli effetti digitali, l'impressione è quella di un film anni Ottanta fatto per adolescenti che il sabato pomeriggio vanno al cinema con i compagni di liceo in cerca di emozioni facili e forti.
Oltre l'effetto Luna Park, però, la storia punta allo sviluppo di un tema ambizioso, sia pure nei limiti elementari della pellicola di genere. Il film si chiede se quanto attiene alla civile convivenza non sia una sovrastruttura che nell'uomo tiene a freno più radicali e autentiche pulsioni istintive, su tutte la paura. I superstiti all'interno del supermercato, infatti, confliggono tra loro perché i capisaldi della normalità, dello stare insieme cooperando, sono stati messi in stallo. In questi frangenti, riportato allo stato di natura, l'uomo torna a pensare solo per sé? Si abbandona ad automatiche reazioni difensive? Continua a nutrire un senso religioso, o piuttosto rivela il volto oscuro della religione: la paranoia, la necessità di un capro espiatorio? Sono le domande poste dal celebre romanzo Il signore delle mosche, di cui il regista dichiara di aver subito l'influenza.
Molto netta e piuttosto trita, inoltre, è la presa di posizione sul sacro, con il solito connubio tra religiosità e psicosi. Il personaggio religioso è rappresentato come uno psicotico: una donna invasata (ottima l'interpretazione di Marcia Gray Harden) che, Bibbia alla mano, dà sfogo alle sue frustrazioni e trascina la gente nella caccia alle streghe.
Darabont ha apprezzato i giornalisti europei. A suo dire, più di quelli americani hanno saputo cogliere nel film riferimenti alla mentalità dell'America post 11 settembre.
Autore: Franco Olearo
Details of Movie
| Titolo Originale | THE MIST |
|---|---|
| Paese | USA |
| Etichetta | Non classificato |

Malik El Djebena entra in carcere per scontare una condanna a 6 anni per l’aggressione a un poliziotto. Vorrebbe farsi i fatti suoi, ma viene costretto dal leader dei prigionieri còrsi, il vecchio ergastolano Luciani, a uccidere un altro prigioniero arabo, testimone in un processo a carico di un amico del boss. In questo modo Malik finisce sotto la protezione di Luciani, che in realtà lo disprezza, mentre il fantasma del morto comincia a visitarlo, dapprima come un incubo, poi sempre più come una compagnia nei lunghi giorni di carcere. Grazie ad un altro prigioniero arabo, Ryad, Malik impara a scrivere e far di conto e, quando una parte dei prigionieri còrsi viene trasferita altrove, Lucani lo “promuove”. Allo scadere dei primi tre anni Malik ottiene così alcuni ore di uscita, che usa per portare avanti gli affari del boss, ma anche per iniziarne di suoi con Ryad, che nel frattempo è stato rilasciato e si è fatto una famiglia. Ma non è così facile districarsi tra i poteri delle varie gang dentro e fuori il carcere e Malik dovrà fare ancora molta strada prima di farsi valere…
There are no reviews yet.