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La vita del santo confessore Leopoldo Mandic, cappuccino di Padova, raccontata attraverso le vicende di tante persone che hanno cercato in lui una parola di sostegno, di consolazione, un aiuto per non perdere la retta via su RAiplay

A Padova, nella prima metà del 1900, vive un frate di origini croate: padre Leopoldo Mandic. Non è un bravo predicatore (anche perché balbuziente), ma dedica molto tempo all’ascolto delle confessioni e alla direzione spirituale delle anime. La sua vita si incrocia con quella di tante persone che cercano in lui una parola di sostegno, di consolazione, un aiuto per non perdere la retta via. Andrea, ingegnere che tra le due guerre decide di aprire un’azienda di telecomunicazione, è una di queste persone. Nelle vicissitudini liete e tristi della sua vita e delle persone a lui vicine, la presenza di padre Leopoldo diventa riferimento saldo e sicuro, sostegno forte anche nelle situazioni apparentemente senza via d’uscita e senza speranza. Un frate di piccola statura, ma di grande spessore spirituale, un santo che ha aiutato moltissime persone.


Valori Educativi



Film davvero ricco di valori: la famiglia, l’amicizia, la speranza anche nelle difficoltà più grandi, la fede soprattutto

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Tecnicamente, il film è ben confezionato ma non viene dato molto spazio per delineare la profondità umana e spirituale dei personaggi

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Voler presentare lo spaccato di vita di un santo è sempre molto insidioso per sceneggiatori e registi: il rischio, infatti, di enfatizzare la parte “spettacolare” e miracolistica è sempre in agguato. Rischio che in questa pellicola viene fugato. Poche sono le manifestazioni soprannaturali che vengono proposte al pubblico (con effetti speciali modesti, tra l’altro), per dare maggior risalto all’ordinarietà della vita del personaggio. Andrea, la moglie Diletta, l’amico prete Tommaso e gli altri che si presentano sullo schermo sono persone normali che, messe alla prova nella loro vita e nella loro fede, trovano in un frate il sostegno necessario. Per contro anche il piccolo padre Leopoldo è un francescano a tratti un po’ originale nel carattere, ma sopratutto un semplice confessore.

La sceneggiatura è semplice e lineare. Le varie storie vengono rappresentate con qualche salto temporale, ma senza intrecci particolari nella trama. Un punto debole è la caratterizzazione dei personaggi. Se le interpretazioni sono molto buone, nonostante la lunghezza del film, non viene dato molto spazio per delineare la profondità umana e spirituale dei personaggi. San Leopoldo stesso, a tratti, risulta rappresentato in modo quasi macchiettistico. La scelta di rappresentare numerosi episodi delle vite dei protagonisti va, decisamente, a scapito dell’approfondimento delle loro personalità. Le occasioni non mancherebbero: l’innamoramento e il matrimonio, la morte di un bambino, la disperazione fino al tentativo di suicidio, l’amicizia… ma tutte risolte in poche sequenze. Forse questo è il limite più grande della pellicola. La scelta di privilegiare la linea narrativa rispetto alla dimensione riflessiva non lascia lo spettatore pienamente soddisfatto.

Seconda opera che Antonello Bellucco dedica a un santo (è stato regista di Antonio Guerriero di Dio, del 2006), anche questa agiografica. il film è ben confezionato, non presenta sbavature. Fanno eccezione degli effetti speciali che non sono qualitativamente elevati, per il resto il racconto procede spedito, con uno stile pulito senza ricercatezze che appesantirebbero la storia.

Costumi e ricostruzioni storiche sono verisimili e curate, aiutando molto lo spettatore ad immergersi nella narrazione e a lasciarsi coinvolgere dagli eventi.

Film davvero ricco di valori: la famiglia, l’amicizia, la speranza anche nelle difficoltà più grandi, la fede… sicuramente in quest’ambito troviamo il vero punto di forza di questa produzione. In un contesto storico particolarmente complesso come quello della fine della Prima Guerra Mondiale, la crisi del ’29 e i prodromi della Seconda Guerra Mondiale dove la società italiana era ancora profondamente permeata di cristianesimo, proprio questi valori sono stati l’aiuto più grande alla tenuta del sistema sociale e politico della nostra nazione.

In conclusione, anche se non si sta parlando di un film da grandi concorsi cinematografici internazionali, però è consigliabile la visione proprio per la ricchezza di valori e di speranza che le storie dei personaggi e la testimonianza di san Leopoldo infondono allo spettatore.

Autore: Francesco Marini

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Titolo Originale Sulle mie spalle
Paese ITALIA
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Commenti degli Utenti

  1. gianni cecchinato

    Bellissimo film che ho apprezzato. Inoltre quando fu fatto santo, la notizia passò un po’ in secondo piano dai media e dalla tv di Stato.
    Padre Leopoldo era seguito, quasi venerato, in casa di mia madre (credente veneziana doc).

    10,0 rating

    Bellissimo film che ho apprezzato. Inoltre quando fu fatto santo, la notizia passò un po’ in secondo piano dai media e dalla tv di Stato.
    Padre Leopoldo era seguito, quasi venerato, in casa di mia madre (credente veneziana doc).

  2. Grazie.camilla maria poletti

    Per caso ho visto il film,ho incontrato un angelo salvatore

    10,0 rating

    Per caso ho visto il film,ho incontrato un angelo salvatore