PINOCCHIO

2022105 minTutti  

La versione live action di Pinocchio ricalca la narrazione del cartone animato del 1940 ma con molta minore qualità e con una variante fondamentale: Pinocchio, anche se è diventato buono, non diventa bambino, in base alla più aggiornate  regole sulla diversità. Su Disney+

Geppetto  è un falegname triste. Ha perso la moglie e il figlio. Si consola costruendo orologi a cucù e ha come uniche compagnie un gattino e un pesce rosso. Un giorno costruisce una marionetta. Lo fa muovere e danzare con i fili e a vederlo così animato gli ricorda suo figlio. E’ sera, vede una stella cadente ed esprime una speranza impossibile. Il suo desiderio viene accolto dalla fata turchina che rende viva la marionetta: parla e si muove.  Garantisce inoltre che, se si dimostrerà buono, coraggioso e disinteressato, un giorno potrebbe diventare un bambino vero con l’aiuto del Grillo Parlante divenuto sua coscienza (ma solo pro tempore, precisa il grillo). Il giorno dopo Geppetto lo manda a scuola ma non sa che poco dopo il maestro lo espelle perché è fatto di legno e Pinocchio si trova da solo in mezzo a una strada mentre il gatto e la volpe stanno arrivando…


Valori Educativi



L’ingenuo Pinocchio, grazie al controllo assiduo del grillo parlante, riesce a diventare bravo e buono ma non diventa un bambino perché Geppetto, in ossequio all’attenzione posta attualmente nei media sulla diversità, afferma che gli va bene avere un figlio anche di legno

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Montaggio con sequenze inutilmente lunghe, canzoni poco interessanti, dialoghi che appaiono mal tradotti. La realizzazione grafica è di alta qualità

Cast & Crew

Sceneggiatura

Chris Weitz

Sceneggiatura

Robert Zemeckis

Sceneggiatura

La Nostra Recensione

Una mia nipotina di dieci anni ha così commentato, dopo aver visto il film della Disney: La Bella Addormentata nel bosco: “questa storia non mi piace. Aurora vive solo della speranza di esser scelta dal principe ed è solo lui che la salva con un suo bacio. Non prende mai nessuna iniziativa”. E’ inevitabile: le favole rispecchiano  certi atteggiamenti sociali di tempi passati e diventano difficilmente riproponibili.

Grande sorpresa ha quindi suscitato l’arrivo sulla piattaforma Disney+ della storia Pinocchio in formato live action. E’ mai possibile? Ancora una versione dopo il bel cartone animato del 1940? Il film del 2019 di Matteo Garrone con Roberto Benigni come Geppetto sembrava aver messo, almeno per noi italiani, una parola definitiva ma la proposta Disney con un regista come Robert Zemeckis e un attore come Tom Hanks appare di tutto rispetto. Si può addirittura ipotizzare un’uscita molto probabilmente frettolosa, perché per Natale arriva un altro Pinocchio, su Netflix, realizzato dal regista premio Oscar Guillermo del Toro. Potrà ancora interessare la storia di un burattino che diventa bambino perché è stato bravo?

Il Pinocchio di Collodi è un racconto di formazione con grande varietà di componenti ideologiche e formali che può essere letta a vari livelli, per i bambini come per gli adulti (in effetti ogni autore ha cercato di proporre la sua personale interpretazione). La lettura più accreditata è quella di un Pinocchio che matura sbagliando, seguendo la figura di un padre lavoratore onesto (Geppetto) e di una mamma amorevole pronta a curarlo (la Fata Turchina) con l’aiuto della voce della coscienza e sotto il controllo costante della legge (i carabinieri). Quanto ci ha voluto dire Collodi è in linea con la morale della società borghese e industriale di fine Ottocento

 L’ iniziativa  va inquadrata, più banalmente, all’interno del progetto più ampio della Disney di conservare, attraverso versioni con attori in carne ed ossa, il copyright sui propri classici ma, come vedremo fra breve, c’è dell’altro.

La versione del 1940, sicuramente notevole a quel tempo per i progressi raggiunti nell’animazione, aveva già depurato, rispetto al testo originale, tutti gli aspetti più violenti (Pinocchio non schiaccia il grillo parlante uccidendolo, lui stesso non viene impiccato) ma soprattutto non era più un monello dispettoso ma piuttosto un ingenuo bambino inesperto della vita. Questa versione del 2022 è fedele a questo modello fino a riprodurre in buona parte le stesse sequenze e a far dire ai protagonisti le stesse frasi.

Ma è stata però realizzata in peggio. C’è un problema di ritmo (tutta la prima parte, la vita di Geppetto all’interno della sua bottega, è inutilmente lunga e dettagliata). I vari personaggi appaiono e poi si dileguano senza approfondimenti (la fata turchina appare solo all’inizio, per dar vita al burattino; il gatto e la volpe fanno il loro mestiere di truffatori di Pinocchio ma poi non si vedono più). Le arie che vengono cantate non hanno nulla di memorabile. Pinocchio ha un solo schema mentale che ripete ossessivamente: fare contento suo padre; peccato che si lasci sempre imbrogliare. Almeno gli aspetti morali sono stati diligentemente conservati: il grillo diventa “ministro della conoscenza del bene e del male di Pinocchio e suo consigliere nei momenti della tentazione”.

Le poche varianti rispetto alla versione del ’40 sono: aver intensificato il dolore di Geppetto, che risulta essere un vedovo che ha perso anche suo figlio e l’introduzione di una ragazza del circo che cerca di aiutare il ragazzo di legno contro il cattivo Mangiafuoco. Per Pinocchio è la scoperta della tenerezza dell’affetto, una ragazza che è stata inserita per sopperire alla carenza di figure femminili. È proprio verso il finale che si intravede una sostanziale novità rispetto al testo originale e a qualsiasi altra versione precedente. In fondo, analizzando le ultime produzioni Disney, potevamo aspettarcelo: anche in questo lavoro viene posta particolare attenzione verso il “diverso”. Geppetto è riconoscente per essere stato salvato da Pinocchio, lo ama per quello che è, non occorre che venga trasformato in un bambino in carne ed ossa. Come questa prospettiva è molto probabile che venga prodotto un sequel.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese  USA
Tipologia
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