PAZZE DI ME

Il timido Andrea è l’unico maschio in una famiglia di sole donne. Suo papà, esasperato, se l’è data a gambe da un pezzo, quando Andrea era bambino. Tocca a lui adesso, in quanto “uomo di casa”, sopportare la mamma Vittoria, che esercita la maternità con piglio militaresco (tanto da meritare il soprannome di “Sergente Hartman” (dal celebre personaggio di Full Metal Jacket), la nonna Matilde, astrofisica in pensione del tutto rimbambita, l’indolentissima badante Bogdana, e le tre sorelle Beatrice, Federica e Veronica. Beatrice, innamorata di se stessa e della propria perfezione, ha subito uno smacco quando il fidanzato l’ha piantata sull’altare; Federica è una svaporata smorfiosa che consuma un fidanzato alla settimana; Veronica è una fondamentalista dell’emancipazione femminile e gira l’Italia tenendo conferenze motivazionali sulla “forza della donna”. Ogni ragazza che mette piede in questa gabbia di matte – povero Andrea – fugge terrorizzata. Se dovessi incontrare la donna della mia vita – medita il ragazzo – le racconterò che sono orfano e figlio unico. Sicuro che funzioni?

Il giovane Andrea è l’unico maschio in una famiglia di sole donne . Ogni ragazza che potrebbe diventare la sua fidanzata, fugge disperata. Un tentativo parzialmente riuscito di realizzare una commedia divertente, senza l’ausilio di volgarità e parolacce e con  attori tutti nella parte


Valori Educativi



Il film sembra scoccare più di una freccia contro la famiglia ma è anche vero che il protagonista cerca con tutte le sue forze di convincere le proprie sorelle che stanno commettendo degli errori

Pubblico

14+

Cenni di turpiloquio, scene leggermente sensuali.

Giudizio Artistico



Tentativo parzialmente riuscito di realizzare una commedia divertente, senza l’ausilio di volgarità e parolacce, che sfruttasse la verve dei nostri attori italiani

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Tentativo parzialmente riuscito di realizzare una commedia divertente, senza l’ausilio di volgarità e parolacce, che sfruttasse la verve dei nostri attori italiani, che spesso non riescono a esprimersi per colpa di copioni mediocri. Fausto Brizzi, prima di diventare regista con il celebre (ma sopravvalutato) Notte prima degli esami, è stato sceneggiatore dei cinepanettoni.
Qua e là, purtroppo, in una commedia che pure strappa qualche risata e non perde un colpo dal punto di vista del ritmo, si riconosce una certa mancanza di approfondimento su alcune questioni fondamentali quali il rapporto tra genitori e figli, la fiducia tra coniugi e tra fidanzati, su cui la sceneggiatura (che il regista scrive insieme a Marco Martani e Federica Bosco) avrebbe potuto dire cose più interessanti. Più che una commedia, un film comico, con gag molto fisiche, esagerazioni, punte di grottesco e tono perennemente sopra le righe.
Gli interpreti sono simpatici, si rivede con piacere qualche volto noto (Maurizio Micheli, Loretta Goggi, Gioele Dix) ma l’impressione generale è di una certa superficialità con cui si affrontano gli snodi cruciali della trama, alla ricerca della battuta e della risata facile. Brizzi ha già dato prova di non avere le idee molto chiare sull’amore e sul matrimonio (basti vedere
Maschi contro femmine ed Ex) ma l’idea è che, più che dal cinismo, sia guidato piuttosto da una certa faciloneria.

Il film, per esempio, sembra scoccare più di una freccia contro la famiglia (quella del protagonista è una gabbia di matti; quella della sua controparte femminile nasconde, dietro l’aspetto di rispettabilità borghese, i soliti scheletri nell’armadio). È anche vero che il protagonista cerca con tutte le sue forze di convincere le proprie sorelle che stanno commettendo degli errori (una di loro trova giusto e legittimo portare avanti una relazione con un uomo sposato, che tra l’altro è il padre della fidanzata del ragazzo; un’altra vede l’amore come puro atto consumistico).
Di fondo, se vogliamo, il film veicola l’idea che per rimediare alle nevrosi della vita moderna e all’instabilità sentimentale, quello di cui c’è più bisogno è un’altra persona che si prenda cura di te, di cui ti possa fidare e che non ti tradirà mai. Insomma, una storia che mescola molti luoghi comuni sull’amore e sulla famiglia, e che – non si sa quanto consapevolmente – riesce a essere positiva nel proporre un ideale di stabilità familiare basato sull’impegno e sulla fiducia. Il film, poi, non scommette sulla sua effettiva raggiungibilità – come si può vedere dalle gag sui titoli di coda che ribaltano alcune linee che sembravano essersi concluse – ma, per ora, è il massimo che si può chiedere a un autore come Brizzi.

Autore: Raffaele Chiarulli

Altre Informazioni

Titolo Originale Pazze di me
Paese ITALIA
Etichetta
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