MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO (Franco Olearo)

2011129 min10+  

New York, 11 settembre 2001. Oskar, un bambino di nove anni, riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". Sarà l'ultimo contatto tra loro. Oskar adorava il padre, che lo stimolava continuamente con ricerche scientifiche o storiche. Poi, in mezzo alle cose del padre scomparso, il ragazzo trova una busta con su scritto un nome e una chiave. Forse si tratta di un indizio volutamente lasciato dal padre per invitarlo ad un'ultima ricerca...

 Un ragazzo non sa darsi pace per la morte del padre, scomparso fra le macerie delle torri gemelle. La storia della  tormentata  elaborazione del lutto da parte di un bambino fragile che preferisce restare solo. Recensioni di Franco Olearo e Luisa cotta Ramosino


Valori Educativi



Un ragazzo rimasto orfano del padre, scomparso fra le macerie delle torri gemelle, non sa darsi pace ma poi riesce, con l’aiuto del nonno, a ritrovare serenità e l’affetto per la madre

Pubblico

10+

Il racconto presenta momenti angosciosi e si sconsiglia la visione ai più piccoli

Giudizio Artistico



Film ottimamente recitato, insiste troppo nel mostrare gli atteggiamenti isterici del ragazzo e non riesce a modulare il racconto se non nella parte centrale

Cast & Crew

La Nostra Recensione

 Oskar è un bambino di 9 anni, vivace e intelligente, ma ha anche molte fobie ed insicurezze; a volte reagisce in modo incontrollato e probabilmente  soffre della sindrome di Asperger .  Il padre ne è cosciente e dolcemente lo invita  a superare quelle barriere invisibili che si trova davanti: la paura di andare in altalena, di prendere la metropolitana, di attraversare un ponte. Per Oskar Thomas è il più bravo padre del mondo: gli fornisce degli indizi e poi lo invita a completare la ricerca; a volte si tratta di una ricerca scientifica, in un’altra occasione il suo compito è stato quello di andare a trovare i resti del sesto distretto di New York, ora scomparso, situato proprio dove ora c’è il Central Park.
Oskar crede fermamente nella scienza: è l’unica cosa di cui ha fiducia e si diverte a coltivarla con il padre. Ma ora il papà è morto: era in una delle torri gemelle che è collassata e la crescita di Oskar si è fermata, non c’è più chi gli dà una ricerca da fare, non c’è più chi riuscirà a convincerlo a salire sull’altalena.

In un  nascondiglio noto solo a lui  costruisce una sorta di mausoleo, con le foto del padre e gli strumenti scientifici che usavano insieme; c’è anche il telefono dove è rimasto registrato l’ultimo messaggio che Thomas è riuscito a mandare, quando era ormai intrappolato nella torre. Oskar non ha un buon rapporto con la madre:  “non sai nulla di atomi e di molecole”. Non ha quell visione logica,e razionale che era abituato a condividere con  il padre. 

Poi l’inizio del mistero: in un ripostiglio trova una chiave all’interno di una busta, su cui c’è scritto semplicemente “Black” . Ecco un altro indizio che il padre gli ha lasciato: Oskar deve assolutamente andare a trovare i 472 Black che si trovano in città per compiere quest’ultima ricerca che il padre gli ha assegnato

Sarà un vecchio, che abita con sua nonna  (si scoprirà essere suo nonno) che non parla più da anni (si esprime scrivendo su dei foglietti) ad accompagnarlo e con la sua muta ma solidale presenza lo aiuterà a superare alcune delle sue fobie grazie alla logica a lui cara dell’assolutamente indispensabile: prenderà la metropolitana, attraverserà i ponti. Quando poi il segreto della chiave sarà svelato, Oskar avrà ormai elaborato il suo lutto, riuscirà a salire sull’altalena.

Bisogna comprendere perché questo film, che pur tratta valori positivi, ha avuto molto poco successo in patria e forse succederà anche da noi. L’11 settembre è ancora un nervo scoperto per gli Stati Uniti e deve essere trattato con molta circospezione; in questo caso le telefonate di Thomas alla moglie e al figlio (che però è fuori casa) poche ore prima del crollo della terre sono particolarmente angosciose e  toccanti.

Pur comprendendo la scarsa propensione a non voler riaprire una pagina così dolorosa per tante persone, ciò che non ha funzionato nel film è forse il modo con cui al  tema già ansiogeno delle torri gemelle è stata accostata la storia di questo ragazzo solitario e infelice.   Il protagonista (interpretato dal bravissimo Thomas Horn) è un ragazzo che ha dei momenti isterici (spesso in soggettiva vediamo riproposte le sue allucinazioni): pignolo e metodico, restiamo stretti anche noi nella morsa del rigore e dalla frenesia delle sue ricerche. Solo a metà il film si prende e ci concede una certa libertà: merito del personaggio del nonno, interpretato da Max Von Sydow che un po’ accondiscende alle sue investigazioni, un po’ sembra invitarlo a non prendersi troppo sul serio e sposta il senso di tanto  girovagare  su quello che veramente è: un ricordo affettuoso del padre più che un’indagine scientifica alla ricerca di qualche ignoto messaggio.
E’ questo il capitolo più fresco e riuscito del film.

 

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Extremely Loud and Incredibly Close
Paese USA
Etichetta
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