MICKEY 17

2025137 min14+   Distopico

Il protagonista rischia di morire in missioni pericolose ma una copia di se stesso è sempre pronta per farlo rinascere. Un Bong Joon-Ho prima di Parasite. In Sala

Mickey Barnes per fuggire a una morte certa a causa di problemi finanziari, decide di emigrare sul pianeta Niflheim per colonizzarlo. Per essere certo di non restare sulla Terra, si offre volontario come “sacrificabile”: gli saranno assegnate mansioni molto pericolose sapendo che ogni volta, dopo la sua morte, il suo corpo verrà ricreato con una bio-stampante 3D e nella sua mente verranno reimpiantati i ricordi e la personalità. Tutto sembra procedere normalmente fino a quando Mickey 17 non sopravvive a una spedizione e, tornando all’astronave madre, incontra Mickey 18, il suo sé successivo. Questa presenza di multipli, però, costringe la società a metter in discussione le clausole dei contratti dei sacrificabili, ma non mancano le domande sulla morte e sul concetto stesso di identità.


Valori Educativi



Senza prendere troppo sul serio la storia raccontata, Il valore di questo film potrebbe risiedere nello stimolarci a porci delle domande sulla nostra esistenza e a trovare noi delle risposte perché alla fine del film non se ne trovano

Pubblico

14+

Alcune sequenze esplicite di intimità, pur non mostrando nudità. Elevato turpiloquio

Giudizio Artistico



Il cast, di tutto rispetto e in stato di grazia, a iniziare dal protagonista Robert Pattinson, conferisce al tutto una confezione di prestigio. L’epilogo della storia potrebbe comunque suscitare alcune perplessità per quel che concerna una certa coerenza narrativa.

Cast & Crew

Our Review

Era il 2019 quando Bong Joon-Ho trionfava agli Oscar con il suo bellissimo Parasite. A seguito del riconoscimento, furono riscoperti anche i suoi film Snowpiercer (del 2013) e Okja (del 2017). Nella sua ultima fatica, Mickey 17, torna in sala cimentandosi di nuovo nel genere fantascientifico per consegnare al pubblico la sua rilettura critica della realtà: parlando di un futuro distopico, fa una disamina della società contemporanea.

La sceneggiatura, innanzitutto, è un adattamento del romanzo Mickey7 (2022) di Edward Ashton. Su questo racconto, il regista sudcoreano inserisce tutti gli elementi caratteristici della sua filmografia. Elemento portante, prima di ogni altro, è la divisione per ceti e la lotta di classe: una minoranza elitaria che tiene in scacco una maggioranza di meno abbienti. Conseguentemente a ciò, diventa palese la critica al potere politico e religioso che, in questa visione del mondo, ambisce a mantenere netta la divisione per conservare il proprio dominio.

Ma anche altre importanti domande trovano posto nei 139 minuti di spettacolo. La possibilità di copiare ricordi ed emozioni su un hard disk per reimpiantarli all’occorrenza in un “cervello” nuovo, appena stampato, risveglia la domanda sulla dignità dell’uomo (può un essere umano essere sacrificabile a piacimento?) e sulla sua unicità (se il cervello è clonabile, un essere umano è riproducibile?).

Trattandosi della colonizzazione di un pianeta abitabile, viene anche esplicitata la domanda della relazione con il diverso. Forse con un tono un po’ moralistico, tra i personaggi sorge la domanda se su un pianeta già abitato da altri, i veri mostri sono gli autoctoni (per niente somiglianti agli esseri umani) o i terrestri invasori? Riguardo a ciò, restano in sospeso alcuni passaggi che insinuano il dubbio si tratti di scelta voluta o buco di sceneggiatura.

Ma il quesito che più si ripete, quasi come fosse un ritornello che cadenza il dispiegarsi della narrazione, è la domanda sulla morte: tutti sono curiosi di sapere da Mickey cosa si prova quando si muore. Avendola già sperimentata per ben 16 volte, potrebbe avere qualcosa da dire… non serve dire, però, che la risposta a questa curiosità resta inevasa.

Bong Joon Ho, per evitare di trasformare in un polpettone filosofico-esistenziale il suo lungometraggio, fa la scelta di utilizzare toni ironici e umoristici (alternandoli a toni decisamente black): suscitando un sano riso, fa riflettere non poco.

Il cast, di tutto rispetto e in stato di grazia, conferisce al tutto una confezione di prestigio. Il protagonista, interpretato da un bravissimo Robert Pattinson, riesce a trasmettere in modo credibile i diversi stati d’animo: la bonarietà iniziale lascia il posto alla disillusione, non manca la storia d’amore (da segnalare che sono presenti alcune sequenze esplicite di intimità, pur non mostrando nudità) e il desiderio di riscatto rispetto alla sua situazione. Magistrali, però sono anche l’eccentrico leader Kenneth Marshall (interpretato da Mark Ruffalo), il migliore tra i peggiori governatori della terra, con la moglie Ylfa (interpretata da Toni Collette): un governatore inetto manipolato in modo subdolo dalla first lady.

L’epilogo della storia, riannodando tutte le linee narrative, potrebbe comunque suscitare alcune perplessità per quel che concerna una certa coerenza narrativa.

Forse una cosa ha depotenziato notevolmente la portata critico-polemica del lungometraggio: la data di uscita in sala. Il film, infatti, pur essendo pronto già nel 2022 è arrivato al cinema solo ora. In questi tre anni, purtroppo, quello che allora sembrava impossibile (dalla sperimentazione per i vaccini alle elezioni americane, passando per guerre e “neocolonialismo”) nell’arco di pochi anni ha mostrato il suo vero volto. Dopo aver visto questo film, allora, si può davvero dire che la realtà ha superato la… fantascienza!

Autore

Autore: Francesco Marini

Details of Movie

Paese  USA Corea del Sud
Tipologia
Valori Educativi 6
Tematiche (generale)
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