LE OTTO MONTAGNE

2022147 min10+   Amore per la natura, Coming to age

Pietro ha passato le estati della sua giovinezza fra  le montagne giocando  con Bruno, l’unico ragazzo di quel piccolo pase. Dopo 15 anni si ritrovano di nuovo fra le montagne ma ora stanno cercando di far diventare realtà i loro sogni. Dall’omonimo romanzo premio Strega 2022, una ricostruzione fedele dello spirito esistenziale del libro. In Sala

Anni ‘80. Pietro, alla soglia dell’adolescenza, vive a Torino come figlio unico, con sua madre Francesca e suo padre Giovanni, un ingegnere che ama passare l’estate in alta montagna. Nel paesino della val d’Aosta dove Pietro trascorre i mesi  caldi, c’è un solo ragazzo della sua età, Bruno, che deve portare le mucche all’alpeggio(il padre è andato a lavorare all’estero). I due ragazzi trascorrono bellissime giornate, perché entrambi amanti di quelle montagne, di quei laghi, di quel rapporto diretto con la natura che  li formerà e non li abbandonerà mai. Sono molte le escursioni che Pietro fa con suo  padre Giovanni  e l’inseparabile Bruno ma arrivata l’adolescenza, i due amici seguono strade diverse. Bruno è costretto a lavorare all’estero con suo padre mentre Pietro rifiuta di fare l’università: non vuole  seguire le orme di un  padre che ritiene opprimente e con i risparmi raccolti con semplici lavoretti, riesce, ogni estate, a raggiungere il Nepal,  per seguire la sua mai sopita passione, questa volta sulla cima più alta del mondo. Qualche anno dopo il padre muore. Bruno ritrova Pietro dopo 15 anni e lo riporta sulle cime della loro giovinezza: qui Giovanni aveva comperato un rifugio ormai diroccato e Bruno, riconoscente per le premure ricevute da lui, decide di impiegare l’estate per rimetterlo in sesto. Pietro, prima incerto perché non ha mai fatto quel tipo di mestiere, decide di aiutarlo ….


Valori Educativi



I due protagonisti mostrano di voler essere se stessi in modo egoistico, trascurando affetti e responsabilità familiari. Solo l’amicizia dà un po’ di luce alla loro esistenza

Pubblico

10+

Tematiche familiari complesse

Giudizio Artistico



Ottima prova di Alessandro Borghi e Luca Marinelli. Accurata scenografia sia degli ambienti di montagna che della Torino dei giovani. La regia sa scandire bene l’oscillare degli eventi fra cronaca tranquilla e tragedia.

Cast & Crew

La Nostra Recensione

“Secondo mio padre, a ogni stagione di leggerezza doveva seguirne una di gravità”. E’ il contrasto montagna-città  che il padre e il figlio Pietro percepiscono  quando a Torino si ritrovano, il padre, in mezzo  a un traffico caotico e il figlio nella sua stanza a fare i compiti mentre dalla finestra  scorge solo un cielo  plumbeo e una pioggia incessante.  Poi arriva l’estate e, in montagna, il padre apre la cartina geografica e con una matita  inizia a tracciare il percorso della prossima escursione. Una libertà conquistata che padre e figlio, con l’inseparabile Bruno,  utilizzano per disegnarsi delle giornate seguendo il loro desiderio di confrontarsi con i grandi  spazi e lo stordimento dell’altitudine. «Il ghiacciaio è la memoria degli inverni passati che la montagna custodisce per noi»: racconta il padre ai due ragazzi, sottolineando che l’acqua che stanno bevendo dal ruscello potrebbe avere anche 200 anni. La voice over, che ogni tanto ritorna per sottolineare l’avanzare del racconto dei ricordi di un Pietro ormai adulto, corre il rischio di fare della letteratura, di scivolare nel piacere della parola con riflessioni sul contrasto fra città e montagna, sulla purezza del rapporto dell’uomo con la natura ma si tratta di un pericolo abilmente sventato. Il focus resta concentrato sul coming to age di due giovani che cercano di capire come debbono comportarsi per essere veramente se stessi e del modo misterioso con cui quell’amicizia fra di loro, così diversi, nata per caso con i giochi della pre-adolescenza, abbia superato la prova degli anni, perché solo fra di loro e con nessun altro, riescono a capirsi fin nel fondo della loro anima.

Bruno, che non ha potuto proseguire gli studi per volontà di suo padre, sa che può fare bene solo ciò che ha appreso da piccolo: allevare mucche e produrre formaggio con i metodi artigianali di una volta. Un restare aderente alla natura rifiutando ogni forma di modernità. Un obiettivo che ha un fascino particolare e che finisce per attrare anche una ragazza, dalla quale avrà un figlio. Pietro, che non ha proseguito gli studi per propria scelta, anche per lui si tratta di  una forma di rifiuto nei confronti della società organizzata, è più incerto nel decidere che cosa vuol diventare e intanto, ogni estate, si reca in Nepal. Ha solo l’accortezza di scrivere libri sul suo amore per la montagna e in questo modo acquisisce una certa notorietà e un po’ di benessere economico.

Si può dire che la vita che ci vien raccontata di questi due protagonisti segua un’impostazione esistenzialista nell’accezione di cercare il senso della vita solo in se stessi, senza rapportarsi al mondo e agli altri, quindi con un approccio egoistico. Accade in Pietro, che pur avendo disponibilità economiche per inserirsi nel modo a lui più confacente nella realtà economica della Torino del tempo, preferisce fuggire sulle vette del Nepal senza un impegno preciso. Solo in seguito sarà preso dal rimorso per non aver ascoltato e compreso suo padre. Ancor più Bruno, che ormai adulto e con la responsabilità di una  famiglia, di fronte alla crisi della sua iniziativa  nella produzione dei formaggi, invece di occuparsi del sostentamento della sua donna e di sua figlia tornando a fare ciò che sa ben fare, il carpentiere, si chiude nel suo rifugio. nella sua amata montagna.

Il film sviluppa bene il racconto  di crescita dei due giovani, interpretati in modo magistrale da Alessandro Borghi e Luca Marinelli. Le figure femminili appaiono di puro contorno.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese BELGIO FRANCIA ITALIA
Tipologia
Tematiche (generale)
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