LA PARTITA PERFETTA
Un gruppo di simpatici ragazzini, guidato da un prete cattolico e allenati da un aspirante giocatore di football americano riescono a partecipare alle World Series della Little League americana: il massimo campionato statunitense riservato ai minorenni. Ispirato ad una storia vera. Disponibile su Prime video.
Nel 1957, a Monterrey, in Messico, un gruppo di ragazzini tenuti insieme da uno zelante sacerdote cattolico, padre Esteban, coltivano il sogno di dedicarsi al più famoso sport americano: il football. La passione è trasmessa loro dal sacerdote che capisce come l’attività sportiva possa essere un modo per educare gli indomabili ragazzini della sua parrocchia. Il sogno di avere una propria squadra sembra concretizzarsi quando, César Faz, un tempo aspirante giocatore della massima divisione americana (Major League), si persuade nel dedicarsi ai ragazzini e insegnando loro i trucchi del gioco. Inizia, in questo modo, un cammino verso la gloria tra gesti di grande sportività e un carico di umanità sostenuto dalla fede che mai abbandona la giovane squadra.
William Dear
W. William Winokur
Valori Educativi
Ne indichiamo tre che ruotano attorno allo sport agonistico (che è presentato nella sua bellezza e capacità educativa-formativa): amicizia, superamento del razzismo, riscatto sociale personale. Interessante anche il rapporto padre-figlio che cresce nel corso del film.
Pubblico
TuttiI più piccoli potrebbero, con difficoltà, cogliere le sfumature (presentate con maestria) di denuncia del razzismo, ma di certo saranno coinvolti dalla giovialità e allegria dell’animato gruppo di piccoli atleti. Esempi di sciovinismo e bullismo presentati senza mai appesantire.
Giudizio Artistico
Il film è chiaramente realizzato con pochi mezzi, ma il messaggio che trasmette (che presenta, tra l’altro, una storia vera) ne consiglia la visione. I protagonisti trasmettono tutto il loro entusiasmo giovanile.
Cast & Crew
Clifton Collins Jr.
Cheech Marin
Regia
William Dear
Sceneggiatura
W. William Winokur
Our Review
Diciamo subito che il film, rispetto alla storia vera, si concede qualche libertà nel chiaro intento di presentare un valido ed edificante messaggio morale: il nome della squadra originale, infatti, era Monterrey Industrials perché il paesino di origine non era una baraccopoli ma una fiorente cittadina di industrie siderurgiche.
I bambini a cui è ispirata la pellicola sono passati alla storia come i Los Pequeños Gigantes sia per le loro caratteristiche fisiche (più piccoli di statura dei loro coetanei e meno dotati fisicamente) ma anche perché, partiti con la convinzione che avrebbero giocato solo una partita (per poi essere rispediti a casa), si ritrovano, partita dopo partita, ad arrivare fino in fondo al campionato: basti ricordare che entrano negli USA dal Messico con un visto di soli tre giorni (avevano, infatti, rischiato l’espulsione se non fosse stato per l’intervento dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Messico interessatosi alla loro leggendaria avventura).
La figura del sacerdote è originale (per il modo in cui si approccia ai riti liturgici) e, allo stesso tempo, centrale per i ragazzi che fanno un po’ di confusione sulle questioni di fede: accettano la benedizione di un pastore protestante prima di entrare in campo perché abituati a pregare prima di ogni loro partita senza comprendere la differenza sostanziale che c’è tra un pastore protestante ed un sacerdote cattolico.
Nel film lo sport è centrale: aiuta i protagonisti a rinsaldare e instaurare rapporti di profonda amicizia, permettendo ai singoli di mostrarsi con le proprie fragilità e debolezze.
Indubbiamente commoventi le scene in cui, con la naturalezza propria dei bambini, i giovani protagonisti abbattono le barriere razziste tipiche degli anni 50 americani (negli stati del sud) e dimostrano tutta la loro caparbietà nel risalire, con immane determinazione, la strada del riscatto sociale.
Avvezzi ad un ritmo giornaliero che non concede tregua, temprati dalle difficoltà logistiche e da estenuanti allenamenti a cui l’allenatore non concede sconti, i ragazzi, con una gioia contagiosa, affrontano tutto e riescono nell’apparente impossibile impresa mostrando come tenacia, spirito di collaborazione e determinazione siano elementi imprescindibili in ogni lavoro e sport di squadra.
Il film merita d’essere visto anche per il modo in cui affronta il rapporto uomo-donna (tangente, non fondamentale nella sceneggiatura): fa sorridere anche su questo aspetto evitando di scadere in atteggiamenti e scene che potrebbero disturbare.
Autore: Enzo Vitale
Details of Movie
| Etichetta | FamilyVerde |
|---|---|
| Paese | CANADA MESSICO Stati Uniti |
| Tipologia | Film |
| Titolo Originale | The Perfect Game |
| Tematiche (generale) | Da una storia vera Fede Sport |







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