Alla vigilia di Natale la polizia porta in questura tre individui in costume da Babbo Natale sorpresi a cercar di penetrare in un appartamento. L'ispettrice di polizia di turno, che ha tanta voglia di andare al più presto a casa per preparare la cena di Natale, si trova di fronte a un medico, un veterinario e a un disoccupato mantenuto che iniziano a raccontarle tutti i dettagli della loro vita...
Alla vigilia di Natale la polizia coglie in flagrante tre individui travestiti da Babbo Natale sorpresi a entrare in una casa privata. L’ispettrice di turno vorrebbe andare a casa a preparare la cena ma le tocca ascoltare i tre che sono in gran vena di confessioni. Si ride senza volgarità con attori tutti nella parte
Pietro è un medico chirurgo di successo devoto alla carriera, vive in una bella casa e si è lasciato alle spalle un matrimonio fallito e una figlia adolescente. Francesco, invece, non ha un soldo, lavora nel mondo del cinema come stuntman ed è un dongiovanni. Non sarebbero potuti essere così diversi, eppure sono fratelli, anche se antichi rancori li hanno divisi sino a cancellare il dialogo tra loro.
“Mi chiamo Phaim, ho 22 anni, sono 50% italiano, 50% bangla e 100% Torpignattara, il quartiere più multietnico di Roma”. Così si autodefinisce il protagonista all’inizio del film. La sua famiglia gode di un discreto benessere con un negozio che gestisce in proprio, lui lavora come guardia in un museo e quando è libero suona con degli amici in un complesso di musica multiculturale. Quindi tutto va bene tranne che per una cosa: vorrebbe tanto incontrare una ragazza con cui stare insieme ma sa anche bene che per la sua religione, quella islamica, bisogna praticare la castità prima del matrimonio...
Il film tratteggia quell’età di passaggio dall’infanzia all’adolescenza, un’età particolarmente ostica, in cui la crescita comporta problemi e difficoltà che paiono assurdamente insormontabili. Un gioco intellettuale e un divertimento soprattutto per gli adulti
A Pietrammare, in Sicilia, è tempo di elezioni: la sfida è tra il sindaco uscente Gaetano Patanè e Pierpaolo Natoli, un professore dalle idee rivoluzionarie. Salvo e Valentino, entrambi cognati di Natoli, in campagna elettorale si ritrovano però su fronti opposti: mentre Valentino sostiene il fratello della moglie, Salvo invece supporta Patanè, dato per vincente nei sondaggi. Entrambi sperano di poter chiedere al futuro vincitore un “favore” personale: la costruzione di un gazebo invernale per il loro chiosco estivo. A vincere alla fine è la new entry Natoli, che inizia a realizzare, uno a uno, tutti i punti del suo programma elettorale, scatenando l’indignazione dei suoi concittadini (cognati compresi), non abituati a vivere secondo le regole e nell’onestà…
Subito dopo aver individuato i componenti di una banda di rapinatori tra i pescatori di tonni di un’isoletta del Sud Italia, un commissario di polizia registra l’inspiegabile sparizione del loro capobanda. S’insospettisce quando, andato a interrogare la giovane moglie Olivia di prima mattina, trova a farle compagnia Gilda, una nota prostituta del paese, e Crocetta, timida e scontrosa impiegata della tonnara. Mai queste tre donne erano state viste insieme. Come mai, proprio in concomitanza della sparizione del bandito, iniziano a fare sempre più spesso comunella? Ohibò, qui gatta ci cova.
Firenze del ‘400. Un notabile, un aristocratico, un padre di famiglia, un oste e un medico ingannano il tempo organizzando burle. Così, capita che le monache del convento trovino nella culla, al posto d’un orfanello, un nano di spiccata virilità, e che il figlio adolescente di uno dei cinque mattacchioni sia spedito a bottega da quello che si sa esser “buco”, cioè “sodomita”… Tutto per fugare il pensiero della morte, come faranno secoli dopo gli Amici Miei di Monicelli.
Alberto è il responsabile dell'ufficio postale di una piccola cittadina della Brianza. La moglie Silvia fa pressione su di lui per ottenere un trasferimento a Milano e quando il grande giorno sembra imminente, Alberto scopre di esser stato scavalcato in graduatoria da un direttore invalido. Dopo un maldestro tentativo di fingersi anche lui invalido, Alberto viene spedito all'ufficio postale di Castellabate, nel Cilento. La moglie si rifiuta di accompagnarlo e Alberto parte indossando un giubbotto antiproiettili perché al Sud si spara e non si sa mai…
Luca lavora come medico in un ospedale d'emergenza in una zona isolata del Kenya ed affronta ormai da anni con coraggio con pochi mezzi e un esiguo staff di infermieri, le tante emergenze della popolazione locale. Mario, suo amico dai tempi dell'università, affermato chirurgo romano, decide di raggiungerlo per trascorrere un po' di tempo con il vecchio amico. Dopo poche settimane li raggiunge anche Ginevra, moglie di Mario. Il suo arrivo risveglia in Luca la passione di un tempo verso la donna e la situazione si complica ulteriormente quando Mario viene informato che dopo la sua partenza gli sono stati notificati due avvisi di garanzia...
Tre compari hanno qualche scheletro nell’armadio da confessare ma poi mettono la testa a posto (quasi tutti)
Pubblico
Tutti
Giudizio Artistico
Buona fattura della messa in scena grazie anche agli ottimi comprimari dei tre comici. Manca forse il coraggio di osare maggiore attualità nei temi trattati
Per fortuna Aldo, Giovani e Giacomo hanno ritrovato la loro vena creativa.
Dopo il deludente Il cosmo sul comò, film a episodi imperniato su sketch da cabaret non sempre riusciti e spesso surreali, il trio è tornato a raccontare una storia, si è avvicinato (senza però raggiungerli) ai precedenti successi di Tre uomini e una gamba, Chiedimi se sono felice e Tu la conosci Claudia?.
Con un esempio di intelligente umiltà hanno evitato di essere protagonisti assoluti ed hanno accettato di farsi affiancare da comprimari di tutto rispetto, a iniziare da Angela Finocchiaro nella parte dell'ispettore di polizia perfettamente in grado di sostenere la loro comicità, ma anche Giorgio Colangeli nella parte di un potenziale suocero guerrafondaio e la rivelazione Mara Maionchi nella straripante irruenza di una suocera burbera e manesca.
Grazie anche alla regia di Giovanni Veronesi, si ha l'impressione di una squadra ben oliata che porta avanti un impianto narrativo compiuto, costruito su tre storie distinte ma inesorabilmente connesse dalla comune passione delle bocce e da una solidarietà di fondo fra i tre uomini. Arricchisce non poco il film la colonna sonora nella quale primeggia Mina con una canzone originale.
Aldo, Giovanni e Giacomo, tutti e tre con qualche non piccolo difetto, occasione immancabile per gag comiche: Giovanni è un veterinario che tratta ruvidamente gli animali (o li sfrutta, come quando fa guidare la sua macchina a uno scimpanzé) ed è sottoposto allo stress di una doppia famiglia, una a Milano e l'altra a Lugano; Giacomo è un dottore, vedovo inconsolabile che a fatica si accorge delle avance della simpatica e solare collega Sara D'amario (unica comicità surreale del film: il sogni ricorrenti di Giacomo in una ambientazione favolistica); Aldo, un mantenuto poco amante del lavoro e condizionato dal vizio del gioco, continua a combinare guai nei suoi vani tentativi di racimolare qualche soldo.
Per fortuna i tre plot paralleli, vissuti attraverso continui flashback, che avrebbero rischiato di far scivolare il film nel genere a episodi, si unificano in questura davanti all'ispettore Finocchiaro che con i modi sbrigativi di chi vuole assolutamente chiudere l'indagine prima di mezzanotte crea in loro una salutare crisi di coscienza.
Un film gradevole dove si ride finalmente senza volgarità. Se c'è un'osservazione da fare confrontando questo lavoro con altri del genere comico e commedia, si nota una certa vocazione per un racconto non contestualizzato in una realtà definita, che tende alla comicità astratta.
E' sicuramente una scelta possibile ma in questo modo evitano da una parte la comicità graffiante di tanta gloriosa commedia italiana che ha saputo imbastire una puntuale satira dell'Italia del loro tempo e dall'altro, senza rinunciare a nessuna delle loro gag comiche, non toccano nel profondo l'animo dello spettatore con con valori e significati universali.
Ma di Charlie Chaplin ce n'è uno solo.
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