IN TIME (Franco Olearo)

2011109 min14+  

Will ha già superato i 25 anni e sa che da adesso in poi, come tutti i suoi colleghi del ghetto, dovrà "comprarsi" (o rubare) gli anni successivi, pena la morte. Aiutato da un inaspettato benefattore, decide di recarsi nel quartiere dove vivono coloro che posseggono secoli di vita e possono comprarsi tutto ciò che vogliono. Qui incontra Sylvia, figlia di un ricco banchiere e insieme decidono di rubare anni ai ricchi per darli ai poveri...

Lo sceneggiatore di "Gattaca- la porta dell'universo" ci porta in un mondo futuro e ingiusto, dove i disederedati vivono fino a 25 anni mentre i privilegiati vivono secoli senza invecchiare. Lo spunto è interessante, il film ha un buon ritmo,  ma la storia non si evolve narrativamente. Recensioni di Fanco Olearo e Laura Cotta Ramosino


Valori Educativi



In un mondo dove pochi prevaricano sui più, solo la riscoperta del valore della generosità riesce a ripristinare la giustizia

Pubblico

14+

Scene di violenza nei limiti del genere, un paio di scene sensuali, saltuario turpiloquio

Giudizio Artistico



L'idea di fondo è originale e stimolante, il film mantiene un buon ritmo ma la sceneggiatura non riesce a trasformarla in una storia avvincente e i due protagonisti non convincono pienamente

Cast & Crew

La Nostra Recensione

La bellezza di certi film di fantascienza consiste proprio nel fatto che si può giocare a “cosa succederebbe se”: il futuro come coscienza critica del nostro presente.
Andrew  Niccol, Il regista-sceneggiatore di In time, aveva già concepito nel 1997 Gattaca – la porta dell’universo: un magnifico fanta-thriller dove si immaginava che in un futuro non remoto, i bambini sarebbero stati concepiti solo in provetta per evitare di far crescere esseri umani con imperfezioni genetiche; chi nasceva ancora in modo “naturale” era considerato un cittadino di serie B e ridotto in schiavitù. Altri film sono successivamente tornati su temi simili e se  nelle storie  di fantascienza degli anni ’50 il pericolo veniva dagli altri mondi o dalle radiazioni nucleari ora è la biotecnologia che ha turbato i nostri animi nell’ultimo decennio: da The Island – 2005  sulla generazione di cloni umani da tenere a disposizione come riserva di organi per uomini facoltosi al più drammatico Non lasciarmi -2010 dove ragazzi orfani sono allevati con un solo destino: donare progressivamente parti di se stessi quando ce ne sarà bisogno.

Con In time  Andrew  Niccol sposta il tiro: le recenti crisi finanziarie, in particolare quella catastrofica originatasi negli Stati Uniti del 2008, hanno mostrato come l’avidità di pochi ha potuto trascinare nell’indigenza migliaia di persone. L’originalità del film sta però nell’aver metaforizzato il tema e Niccol ha immaginato un mondo dove a tutti è concesso di vivere 25 anni; superato questo limite bisogna "comprare" ( o rubare) altro tempo  visto che i minuti, le ore e gli anni sono la moneta corrente. 
In un mondo siffatto predomina l’avidità di pochi che riescono a vivere centinaia di anni restando sempre giovani; per raggiungere questo obiettivo sfruttano  il resto dell’umanità imponendo loro un continuo aumento dei “prezzi-tempo” e la concessione di prestiti da strozzino. “Noi non siamo ingiusti – teorizza il magnate Philippe Weiss – è solo il successivo passo logico nella scala evolutiva. L’evoluzione non è sempre stata ingiusta? E’ sempre il più forte a sopravvivere. E’ una forma di "capitalismo darwiniano”.

La discriminazione si manifesta anche nel comportamento: chi ha secoli da vivere non ha mai fretta ed è sempre molto cauto per evitare incidenti che possano privarlo dell’unico bene che possiede; chi ha i giorni contati va sempre di corsa perché ogni minuto della sua vita è prezioso.

Will e Sylvia si incontrano (lui proviene dal ghetto dei senza-tempo, lei è figlia di un banchiere che possiede più di un milione di anni) e assieme  scoprono non solo l’ingiustizia di quel loro mondo spaccato in due ma l’assurdità di aver voluto violare le leggi che sono insite nella natura umana.

Avere conquistato il dominio del tempo non va bene a nessuno. “I poveri muoiono e i ricchi non vivono” sintetizza efficacemente Sylvia. Un giovane ricco che ha superato il secolo desidera morire: “la mente può esaurirsi anche se il tuo corpo continua a vivere” confida a Will, al quale finirà per donare il suo secondo secolo.
La differenza non sta nel vivere in eterno, ma nel fare anche per un attimo qualcosa di coraggioso, qualcosa che ne valga la pena: è il fondamento del patto che i due giovani stabiliscono fra di loro e iniziano a rapinare quelle banche dove sono depositati gli anni accumulati con l’inganno per restituirli ai loro legittimi proprietari.

Il film poggia  su uno spunto molto stimolante ma questa volta è come se fosse stato proprio Andrew  Niccol (già sceneggiatore del magnifico The Truman show-1998 ) a non essersi concesso il tempo giusto: il tempo per trasformare l’incontro di Will e Sylvia in un’avvincente storia d’amore invece che in qualcosa che sembra una fuga di due adolescenti in cerca di avventure; il tempo di costruire un thriller con una suspense imprevedibile invece di andare a riprendere  strade  battute prese da Gangster story -1967, Matrix -1999 o il Cacciatore -1978.

Occorre inoltre aggiungere che i  protagonisti, se si esclude Justin Timberlake,  hanno una presenza scenica non particolarmente significativa.

Vogliamo però rendere onore al film per un altro aspetto, non secondario: Will non si limita a organizzare una vendetta né a ristabilire la giustizia negata; lui fa qualcosa di più: è generoso e appena dispone di anni in più li dona a chi ne ha bisogno, anche ai suoi nemici. Will è convinto che sia questo il  vero, l’unico metodo per scardinare il sistema di sopraffazione dominante e riportare i rapporti umani a quegli unici comportamenti  degni della loro nativa dignità.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale In Time
Paese USA
Etichetta
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