IL BAR DELLE GRANDI SPERANZE

2022106 min14+   Coming of ageDivorzio

Da un libro best seller, il coming of age di un ragazzo di modeste condizioni, abbandonato dal padre, che riesce a frequentare Yale e a  diventare uno scrittore. Una storia con una buona sceneggiatura, l’ottima  interpretazione di Ben Affleck ma con una regia senza lustri. Su Amazon Prime

 

Manahasset (Long Island) anni 70. J.R. è un ragazzo di 11 anni che vive con la madre Dorothy nella casa del nonno. Si tratta di una soluzione di ripiego perché la madre (il padre se ne è andato quando lui aveva pochi mesi) si è trovata incapace di autosostenersi. J.R. è contento invece di questa soluzione: “gli piace stare con la gente” e in casa si trova a vivere in allegria con gli zii, tanti cugini ma soprattutto c’è lo zio Charlie che gestisce un bar vicino dal nome impegnativo di Dickens , come segno di amore per la letteratura. La mamma è ambiziosa: vuole che J.R vada a studiare a Yale e che diventi avvocato mentre lo zio Charlie intuisce meglio le vere aspirazioni del ragazzo: diventare uno scrittore e gli apre la sua libreria, con l’invito a leggere tutti i libri che vi sono contenuti. Ma il piccolo J.R. ha un cruccio: sente la mancanza del padre. Sa che è un disc jockey radiofonico e cerca sempre di sintonizzarsi sul suo canale, sperando che venga un giorno a trovarlo…


Valori Educativi



Un ragazzo che scresce senza il padre, trova le premurose attenzioni di uno zio che lo aiuta a farlo crescere

Pubblico

14+

Turpiloquio continuo, uso frequente di alcool, alcune scene sensuali di amori pre-matrimoniali

Giudizio Artistico



Ottima interpretazione di Ben Affleck nella parte dello zio Charlie. Discreta invece la regia di George Clooney che non si impone ma si limita a seguire linearmente il racconto. Molto efficace la colonna sonora

Cast & Crew

Our Review

Il bar delle grandi speranze (The Tender Bar) è la storia del coming of age di un ragazzo che scopre il suo talento, quello di saper scrivere e raggiunge l’obiettivo nonostante le sue modeste condizioni e una difficile situazione familiare. Si tratta quindi di una storia prevedibile, già vista altre volte, ma scritta molto bene, ricavata dal romanzo omonimo di J. R.  Moehringer, premio Pulitzer nel 2000.

Abbiamo da poco visto The Fabelmans, la biografica di Steven Spielberg che da ragazzo ricevette l’imprinting da un film di Cecil De Mille, colpito dal potere fascinante delle immagini dopo aver visto il clamoroso deragliamento di un treno e da quel momento la sua vocazione è stata chiara e sarà sistematicamente tracciata. In quest’ultimo film la situazione è più difficile: J.R. non sa bene cosa vuole e non ha riferimenti forti: gli manca il padre che l’ha abbandonato quando lui aveva pochi mesi. Sa solo che da grande vuole andare a Yale perché è la madre che continua a dirgli che ha talento. Per fortuna c’è lo zio Charlie che gestisce il bar Dickens e che gli offre pillole di saggezza: “Devi prenderti cura di tua madre –  se bevi devi saperti controllare altrimenti non bere – devi saper cambiare la ruota di un’auto perché questa è  scienza dei maschi- non puoi tentare nessun avvicinamento con una ragazza se non hai un’auto”. Lo invita a non fare sport perché non ha il fisico adatto ma quando il ragazzo dice di voler diventare scrittore, decide di assecondarlo, gli mostra la sua polverosa libreria e lo invita a leggere tutti i libri che contiene.

La storia progredisce attraverso i colloqui con i suoi familiari ma anche con persone appena conosciute, che per lui costituiscono tante diverse esperienze sul mondo, che rimbalzano su di lui e che cerca di assorbire, per decidere alla fine come comportarsi. La madre riconosce di aver sbagliato a sposarsi quand’era troppo giovane e se la prende con il nonno perché: “Per lui le ragazze sono solo mogli e madri e io non ho potuto studiare”. Il padre lo avvisa con una telefonata che passerà a prenderlo con la macchina per andare a vedere una partita ma J.R. resta fino a sera sulle scale di casa a controllare tutte le macchine che passano ma del padre non c’è traccia. Andando in treno verso Yale per le prove di ammissione, incontra un sacerdote cattolico: “L’unica cosa che conta veramente è il desiderio di vedere il volto di Dio padre”: è  lo scossone che riceve J. R.  alla sua tiepida fede. Alla fine, quando finalmente frequenta il primo anno di Yale, incontra l’amore ma è un amore imperfetto: lei è della buona borghesia, si piacciono reciprocamente,  lei ammira la sua intraprendenza e lo sprona a candidarsi come articolista del NY Times; lo accetta anche nell’intimità  della sua casa ma non vuole parlare di amore. J. R. riesce a rassegnarsi  ad esser visto  come simpatica esperienza universitaria ma per lei il matrimonio è un’altra cosa, che deve restare nell’ambito della società da cui proviene.

Infine, la catarsi finale. Dopo un ulteriore scontro con il padre, J. R. ora sa come comportarsi: “E’ come se tutto andasse a posto”. Il coming of age è completato: non sta più a lui a osservare gli altri ma ora è lui che agisce. Resta quella ferita che non si può rimarginare: “Il padre non possiamo sceglierlo” gli dice un poliziotto dopo l’ennesima intemperanza di suo padre.

Il film beneficia dell’ottima interpretazione di Ben Affleck nella parte dello zio Charlie. Solo discreta invece la regia di George Clooney che non si impone ma si limita a seguire linearmente il racconto. Resta un dubbio di fondo sulla definizione di certi personaggi: quel padre così ubriacone e violento, così cattivo, cattivissimo non è forse una costruzione troppo letteraria o forse esprime l’incapacità dell’autore del libro di raccontare con lucidità una ferita per lui ancora aperta?

@Franco Olearo 25/05/2023

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Paese  USA
Tipologia
Titolo Originale The Tender Bar
Tematiche-dettaglio
Tematiche (generale)
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