HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO

2026125 min10 min , Biografico

La tragedia di Amleto viene presentata nel suo valore catartico di fronte alla morte del figlio undicenne di Shakespeare. Un’ottima messa in scena con alcuni snodi narrativi non chiariti

William Shakespeare insegna latino alla scuola di Stratford. Il suo lavoro è importante per la famiglia, perché contribuisce a ridurre i debiti contratti da suo padre, il guantaio del paese. William conosce Agnes una ragazza insolita che ha un rapporto speciale con la natura, gli animali e ama vivere nei boschi. In paese si vocifera che sia figlia di una strega. I due si innamorano, lei resta incinta e decidono di sposarsi. Dopo la prima figlia, Susanna, nascono due gemelli: Hamnet e Judith. Agnes convince William a trasferirsi a Londra mentre lei resta Stratford per prendersi cura dei figli: sarà il miglior modo per valorizzare il suo talento. Così avviene ma proprio quando William inizia a essere apprezzato, Hamnet, a 11 anni, muore di peste. Lo strazio dei coniugi è enorme. Shakespeare è costretto a tornare a Londra perché ormai tutto è pronto per la prima rappresentazione della sua tragedia: Amleto. Anche Agnes raggiunge Londra per incontrare il marito e partecipare alla prima. Già dalle prime battute Agnes comprende quanto del loro dolore è stato riversato nella figura del protagonista…


Valori Educativi



Molto sentita la solidarietà fra i due coniugi di fronte alla morte del figlio. Non esistono riferimenti a un aldilà cristiano ma a strani poteri divinatori della natura e la morte si presenta come un oscuro mistero

Pubblico

10+

I più piccoli si possono impressionare di fronte alla morte di Hamnet. Un incontro sessuale senza nudità

Giudizio Artistico



Ottimi gli attori, perfetta la messa in scena. La sceneggiatura soffre di un eccesso di sottintesi narrativi e allusioni non chiarite

Our Review

Se entriamo in sala aspettandoci un film dedicato all’approfondimento della personalità di Shakespeare, non potremmo che restare inizialmente delusi. La protagonista è indubbiamente Agnes ed è una protagonista insolita. Dorme e poi partorisce nell’abbraccio della foresta, ha un rapporto particolare con gli uccelli, sembra poter catturare il magico potere della natura (si tratta di pura invenzione o c’è una base storica intorno a questo personaggio?). William è invece un tranquillo giovane che insegna, con poca convinzione, il latino agli studenti della scuola di Stratford: lo fa solo per riuscire a saldare i debiti che il padre ha accumulato. I due si incontrano, lei accetta il corteggiamento di William perché ne coglie il potenziale immaginifico e,  anche se in seguito si sposano e hanno tre figli, il baricentro resta sempre lei, con i suoi parti difficili. Anche   quando il piccolo Hamnet si ammala, lei è di nuovo sola ad affrontare il problema, perché William è andato a Londra per dare forma alla sua vocazione (“Il posto che hai nella testa per te è più vero di qualsiasi altro luogo”: osserva Agnes)

 Se la prima parte, fin troppo lunga e “strillata”, serve  a impostare il dramma nel quale i due coniugi sono precipitati (la morte di Hamnet funge da spartiacque), nella seconda il protagonista è  la forza catartica del teatro a prendere il sopravvento, per dare un senso alla vita e alla morte. I prodromi del tema si trovano già nella prima parte , quando William racconta ad Agnes il mito di Orfeo ed Euridice e l’impossibile ritorno alla vita. Ora, nella seconda parte,  è Hamnet che ha superato quella soglia ignota e non resta che evocarlo, non in privato ma davanti a tutti. Hamnet è proprio lì, sul palco, eccolo di nuovo  e allora non resta che, non da soli ma tutti insieme, abbandonarsi alla commozione e accettare il dolore.

Ci troviamo sicuramente di fronte a un lavoro della regista e sceneggiatrice Chloé Zhao (nomadland) di grande pregio: bravi i due protagonisti, Jessie Buckley (la figlia oscura) e Paul Mescal (Il gladiatore) suggestiva per il suo realismo la ricostruzione di Stratford di quei tempi ma anche la perfetta fotografia dei boschi. Nella parete finale c’è una compiuta partecipazione all’emozione che provoca il teatro.

Restano da comprendere tante “stranezze”: perché Agnes ha quasi un potere divinatorio nei confronti della natura? Perché assistiamo a una sequenza interminabile del suo parto  gemellare?  Perché, quando il piccolo Hamnet dorme accanto alla sorella malata, finisce per assorbire lui la malattia mentre la sorella guarisce? In un momento di riflessione da parte di William compare anche una sequenza di ombre cinesi dove compare una nave che arrivando provoca pestilenza e morte.

Si tratta di riferimenti eleganti, letterari, che sottendono la volontà di costruire qualcosa di “alto”,  ma in questo modo si perde la coerenza narrativa e soprattutto si finisce per perdere il grande pubblico.

Autore

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Paese  USA U.K.
Tematiche (generale)
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