GRANDE GROSSO E….VERDONE

Leo e Tecla Nuvolone si sono conosciuti quando da giovani frequentavano i boyscout; ora sposati, stanno per partire per partecipare a un  raduno nazionale ma l'improvviso decesso della madre di lui li costringe  a cambiare programma. Arriva dall'Australia il fratello rompiscatole e un'agenzia funebre gestita da uno sniffatore  procura loro un sacco di guai...
Callisto Cagnato è un pedante professore universitario che opprime il figlio ormai ventenne; non contento di interferire sulla sua passione per la musica, cerca ora di procurargli una ragazza adatta per lui ma la vendetta del figlio sembra ormai imminente....
Moreno, un burino arricchito e sua moglie Enza, sua degna consorte, stanno attraversando un periodo di crisi; decidono di trascorrere una vacanza a Taormina con il loro figlio 14-enne in un albergo prestigioso. In questo scenario di lusso, Moreno viene attratto dalla misteriosa e elegante Blanche, mentre Enza incontra il protagonista di un reality show che da sempre è stato un suo idolo ...

Valori Educativi



Dietro una satira mordace di certi tipi italiani si intravede un sostanziale pessimismo senza speranza

Pubblico

14+

Alcune situazioni sensuali. Un nudo di profilo.
Sguardo vojeristico sui costumi succinti della Gerini.
L’incontro con una prostituta

Giudizio Artistico



Sempre bravo come attore (e la Gerini è una validissima spalla) ma questa volta la sceneggiatura ha troppe lacune e alla fine si ride poco

Cast & Crew

Our Review

Carlo Verdone ha sempre oscillato fra due poli: fra le macchiette-caricature di curiosi personaggi segno dei tempi (Bianco, rosso e verdone – 1981 , Viaggi di nozze – 1995) nati per reggere rapidi sketch in brevi episodi e le storie agro-dolci di perenni disadattati dell'amore, tendenti al nevrotico (Sono pazzo di Iris Bond-1996, l'amore è bello finchè dura– 2006). Questa volta, a quanto pare sulla spinta dei suoi fans, ha riesumato alcuni dei personaggi più riusciti, anche se adattati inevitabilmente alla sua età anagrafica (ora sono sposati o al più vedovi con figlio) ma invece di realizzare una sorta di "Il meglio di…" ha deciso di impegnare i suoi personaggi all'interno di storie più complesse, quasi desideroso di realizzare una sintesi  con la sua seconda anima, quella melanconico-riflessiva. Il risultato finale è che questa volta si ride poco o si ride amaro. E se i  "tipi" di Verdone finiscono per non reggere la durata del  mediometraggio,  le storie sono troppo corte per incidere  in profondità nella satira sociale.

I tre episodi sono molto diversi fra loro. Il primo recupera Leo, un ingenuo ragazzone ormai con moglie e due figli che ancora giocano tutti assieme a fare i boyscout. All'inizio sembra puntare tutto sull'ingenuità del personaggio ma poi la storia vira e diventa satira della morte vista come business (il becchino) e come sbadigliosa cerimonia di routine  (l'estrema unzione impartita dal sacerdote); ma poi vira ancora innescando una sequenza alla Ridolini con tanto di corsa in automobile e inevitabile rovesciamento della bara. Verdone che in questo episodio presta  una voce stridula anche ai suoi figli, forse ha voluto fare troppo in assenza di una ispirazione originale.

Più riuscito e unitario è il secondo episodio; questa volta l'insopportabile e pignolo Furio di Bianco rosso e verdone che poi diventa il maniacale dottor Raniero di Viaggi di nozze, ora è un pedante professore universitario che  vive in una casa da Rebecca la prima moglie con alle pareti i ritratti delle sue tre defunte consorti. Oppressivo di giorno verso suo figlio ormai ventenne, di notte è frequentatore di signorine da strada. Se tecnicamente è l'episodio più riuscito, un horror gotico in piena regola, è anche il più cupo e angoscioso: la maschera dell'ipocrita paranoico viene caricata fino a diventare presto insopportabile.

Nel terzo episodio ritroviamo la coppia coatta di Viaggi di nozze ma adesso hanno un figlio (che non parla ma alza solo i cartellini come gli arbitri) e hanno  tanti soldi che Moreno sventola come mancia generosa in faccia agli inservienti dell'albergo. La Gerini si è concessa molte sequenze per far notare al suo pubblico che non ha niente da invidiare alle colleghe più giovani (si esibisce anche con bravura in una danza del ventre) e la macchina da presa la asseconda generosamente.  Per fortuna tutto è bene quello che finisce bene e dopo un periodo di sbandamento i due non possono far a meno di constatare che sono proprio ben assortiti così come sono e non occorre invidiare nessuno.

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Titolo Originale GRANDE GROSSO E....VERDONE
Paese Italia
Etichetta
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