CHE VUOI CHE SIA

Claudio e Anna, arrivano a fatica alla fine del mese e vorrebbero tanto avere un figlio. Lei è insegnante, lui è un ingegnere informatico che sbarca il lunario riparando computer ai propri amici ma ha un’idea in testa: realizzare un sito dove idraulici, imbianchini, tecnici specializzati, possano offrire le loro prestazioni e ricevere le prenotazioni per il proprio lavoro. Il crowfunding non porta a risultati significativi e una sera, complice qualche bicchiere di troppo, Claudio e Anna postano un filmino dove si dichiarano disponibili a registrare una loro notte d’amore che sarà reso visibile  da  chi avrà finanziato il suo progetto. I due ben presto si accorgono che nessuno ha interpretato il loro messaggio come uno scherzo e i soldi stanno arrivando senza interruzione…

 

Una coppia che vive modestamente si accorge che può migliorare il proprio tenore di vita vendendo in Internet la propria intimità. Una commedia all’italiana che affronta tematiche molto attuali


Valori Educativi



Il principio di utilità emerge con forza in questo film: è lecito fare del male per ottenere un bene? Per fortuna ci pensano le vecchie generazioni a ricordare che è importante accontentarsi del poco per beneficiare dei veri valori che non hanno prezzo

Pubblico

14+ Per il tema scabroso si sconsiglia la visione ai più piccoli. Alcune espressioni esplicite a sfondo sessuale

Giudizio Artistico



Il film sembra accontentarsi di far ridere con gag e battute modeste mentre il tema affrontato è assolutamente serio e di attualità

Cast & Crew

Our Review

Edoardo Leo era già stato il protagonista di una commedia molto interessante: Smetto quando voglio. Brillanti ricercatori universitari, ex studenti plurilaureati, si trovavano a sbarcare il lunario con lavori di fortuna, finché avevano avuto l’idea di mettere insieme i loro talenti per sintetizzare e commercializzare nuovi tipi di stupefacenti. Edoardo di Leo è ora non solo protagonista ma anche regista di una storia simile ma forse più amara perché affatto paradossale. Di nuovo due giovani brillanti che non trovano uno sbocco soddisfacente nella società, di nuovo una soluzione non ortodossa ma di valore commerciale: vendere la loro intimità per ottenere i soldi necessari a finanziare il progetto di Leo, cambiare casa e finalmente avere un figlio.

E’ inutile sottolineare quanto questa tematica sia attuale: in entrambi i film viene posta in evidenza come accanto alla società reale, nella quale è sempre più difficile inserirsi,  esista una specie di società virtuale , dove si incontrano tutti, proprio tutti (“Internet ha aperto la porta a tanti stupidi” dice senza mezzi termini il protagonista) e dove ognuno, nel segreto della propria stanza, si diletta, con un semplice click, in cose che non oserebbe mai fossero conosciute in pubblico (come l’amico porno-dipendente di Claudio che si sente male quando il computer si guasta). Il film analizza molto bene gli elementi di contorno che vengono innescati per tenere alta l’aspettativa per pubblico di finanziatori-guardoni: le dichiarazioni mandate in rete che confermano  le intenzioni della coppia,  l’intervista spietata condotta da una rete televisiva per stimolare nel pubblico la discussione sul caso e l’ansia dell’attesa.

Ecco quindi Claudio e Anna di fronte al più abusato dei dilemmi etici: è corretto, per raggiungere un bene commettere del male? Era stato probabilmente  Breakig Bad il primo serial (il professore di chimica mal pagato che decide di produrre e smerciare stupefacenti per curare suo figlio con handicap) che ha sviluppato una storia intorno a questo tema  ma poi è dilagato in tanti altri serial e film; buon ultimo il serial su I medici, dove viene sentenziato che a volte è lecito commettere il male per raggiungere un bene superiore.

Anna, dopo un primo momento di sgomento, si pone esattamente lo stesso dilemma: se io cerco i soldi per poter fare un bambino, cosa “vuoi che sia” la registrazione di una notte d’amore? In realtà come viene ricordato anche nel film, Internet ha una memoria di ferro e una volta che viene avviato il meccanismo della curiosità degli internauti, non si potrà più fermare fino a quando non sorgerà una nuova curiosità, che possa interessare questo mondo di perenni bambini viziati.

Non vi riveliamo le conclusioni della vicenda ma sono molto belle le frasi pronunciate dai genitori di lei e di lui: ai loro tempi non c’era Internet e mancavano i soldi come ora. Eppure loro sono nati ugualmente: segno che non bisogna rendere necessario ciò che non lo è e cercare di vivere la felicità che conta, quella della famiglia?

Il film sviluppa un’altra forma di critica sociale riguardo a certe forme di convivenza. Propababilemnete questo è il primo film italiano dove vengono citati e mostrati in essere i L.A.T. (live apart togheter): il vivere cioè in case separate e incontrarsi solo la sera e nei weekend, per continuare a provare le sensazioni dei primi incontri.

Alla fine questo Che vuoi che sia” ha un indubbio merito: aver riesumato la classica, gloriosa commedia all’italiana, che faceva ridere ma al contempo affondava le unchie su problemi sociali attuali.

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Titolo Originale Che vuoi che sia
Paese ITALIA
Etichetta
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