BASTARDI SENZA GLORIA

1941- c'era una volta la Francia occupata dai nazisti. Il colonnello delle SS Hans Landa ha il compito di stanare tutti gli ebrei per deportarli; raggiunge la casa di un contadino dal quale cerca di avere notizie sulla famiglia Dreyfus,  loro vicini di cui si sono perse le tracce. Il contadino, per salvare la sua famiglia, rivela il loro nascondiglio; vengono tutti uccisi tranne la giovane Shosanna. Nel frattempo viene paracadutato in Francia un drappello di 8 americani di origine ebrea che hanno il solo scopo di uccidere il maggior numero possibile di soldati nazisti prendendosi il loro scalpo come trofeo. 1944-Parigi. Ora Shosanna è diventata proprietaria di un cinema dove si proietterà un film di propaganda alla presenza dello stesso Hitler. L'occasione è ghiotta e gli otto "bastardi" decidono di infiltrarsi per piazzare delle bombe nella sala; ma anche Shosanna ha deciso di vendicarsi dando alle fiamme il suo cinema.....

Valori Educativi



Tarantino conferma la sua passione per la violenza splatter anche se in dosi minori che in passato. Si tratta, ancora una volta di una storia di vendetta senza pietà, incapace di discriminare fra chi è veramente responsabile e chi è innocente

Pubblico

18+ Un soldato legato viene ucciso a colpi di mazza sulla testa. Dettagli sanguinosi su come si prende lo scalpo a un soldato ucciso e su come si sfregia la fronte dei prigionieri con un coltello

Giudizio Artistico



In alcune specifiche scene Quentin Tarantino conferma le sue grandi doti di cineasta ma l'attenzione posta alle singole sequenze va a discapito della compiutezza del racconto globale

Cast & Crew

Our Review

Il film è diviso in cinque atti ed il primo è sicuramente il migliore, un capolavoro. Il colonnello tedesco Hans Landa (l'ottimo attore austriaco Cristoph Waltz che ha meritatamente vinto il premio come miglior protagonista a Cannes 2009) è a colloquio a tu per tu con un contadino nella sua fattoria; con fare  gentile  ed affettato, alternando il francese all'inglese, il colonnello vuole sapere dove si è nascosta la famiglia ebrea Dreyfus. Le parole del colonnello, ammantate di falsa cortesia, pesano come il piombo e  Tarantino gioca su tre sponde: quella del tedesco che mentre parla cerca di carpire le minime reazioni del padrone di casa; quest'ultimo che calibra ogni sua parola, preoccupato per l'incolumità della moglie e delle due giovani figlie e lo spettatore stesso, che sa che proprio sotto gli assi di legno dove avviene la conversazione è nascosta la famiglia ebrea al completo. Alla fine il contadino cederà: non per una violenza fisica ma sopraffatto da una elegante tortura linguistica.

Quentin Tarantino è bravo proprio in questo gioco di dialoghi carichi di minaccia e forse sapendolo, ci tiene a replicarsi: il quarto atto si svolge in una taverna dove a un tavolo ci sono dei soldati tedeschi che festeggiano la nascita del figlio di uno di loro e all'altro soldati americani ed inglesi  travestiti dai ufficiali tedeschi per incontrare l'attrice tedesca Bridget Von Hammersmark che fa il doppio gioco. Ancora una volta un ufficiale delle SS si avvicina per brindare con loro ma sappiamo che da un momento all'altro la sua affettata cortesia si può trasformare in una esplosione di violenza.

Il lungo film è diviso in cinque atti non perché si tratti di un film a episodi, né tanto meno per la necessità di gestire una storia che sarebbe risultata troppo lunga; in realtà Tarantino, con il suo grande senso del cinema, è particolarmente efficace nella singola sequenza, nella singola inquadratura (molto bella quella in cui Shosanna si veste e si trucca con cura per la sera della sua grande vendetta: quasi la vestizione rituale di un torero) ma non riesce a raccontare una storia compiuta, sopratutto a presentarci uomini e donne vere che sanno soffrire, amare o pentirsi. Solo la figura del colonnello Hans Landa è ben tratteggiata nella sua lucifera furbizia, colto ed elegante nelle  forme verbali ma pronto a esercitare la  violenza quando è necessario.
I capitoli più brutti sono proprio quelli che riguardano gli otto bastardi del titolo: si tratta di otto americani di origine ebrea che hanno dei conti da regolare con la giustizia e  che sono arrivati  in Francia con il solo scopo di ammazzare il maggior numero di nazisti, anzi, per sfregio, di  portar via il loro scalpo. C'è in loro un cieco spirito di vendetta, incapace di distinguere il nazista responsabile dal semplice soldato che fa il suo dovere. Un attore come Brad Pitt è sprecato nella sua monolitica e stupida crudeltà. La scena più odiosa è proprio quella in cui un soldato tedesco che si rifiuta di rivelare le postazioni dei suoi commilitoni viene ucciso a colpi di mazza da baseball in testa (e si vedono).

E' inutile cercare in questo film qualche riferimento a storie realmente accadute: ci troviamo di fronte a un altro parto del mondo di Quentin Tarantino, che si nutre unicamente di cinema e di fumetti;  non ha altra ambizione che quella di vivere la sua vita effimera nell'arco delle  due ore e mezza della proiezione . Se è vero però che anche semplici favole sono in grado di far trasparire messaggi universali, nel caso di questo film Tarantino sembra  volerci indicare, come in altre sue opere, che l'unico modo per ristabilire un equilibrio è quello di una vendetta senza pietà.
I riferimenti ad altri film  sono innumerevoli: a cominciare da Quel maledetto treno blindato – 1978  – regia di Castellani il cui titolo inglese è appunto Inglorious Bastards ma anche Quella sporca dozzina, Duello al sole e Viale del tramonto.

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Titolo Originale Inglorious Basterds
Paese USA Germania
Etichetta
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