7 KM DA GERUSALEMME

2006108 minTutti  

Alessandro Forte è un pubblicitario 43enne che a causa di una grave crisi esistenziale decide di intraprendere un viaggio a Gerusalemme. Giunto nei pressi di Emmaus, Alessandro incontra un uomo scambiato inizialmente per un bizzarro artista di strada che dice di essere Gesù. Alessandro è incuriosito da quest’uomo che mostra di essergli amico e di sapere tante cose su di lui…

Un pubblicitario in crisi compie un viaggio in Terrasanta e incontra Gesù. Non si tratta solo per lui di rivedere la propria vita e quella dei suoi amici con una diversa sensibilità, ma questa nuova incarnazione serve allo stesso Gesù per capire il mondo moderno e “aggiornarsi “ Il film finisce per tradire tutta la sua impostazione  intellettuale.  


Valori Educativi



Un marito si prende cura della moglie malata senza cedere alla tentazione di tradirla

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Il film è sostenuto da protagonisti validi ma eccede in retorica astratta che rischia di vanificare l’interesse dello spettatore

Cast & Crew

Our Review

Alessandro, mentre s’incammina a piedi lungo la strada che da Gerusalemme porta a Emmaus, incontra un uomo che dice di chiamarsi Angelo, di essere arrivato in Palestina due anni prima con una comitiva di turisti ma di non esser più ripartito perché sta “cercando qualcosa”. “L’ hai trovata?” domanda Alessandro. “Al 70%” risponde Angelo. “Quindi devi restare qui almeno per un altro anno”: conclude il pubblicitario in modo matematicamente impeccabile. Il prosieguo del film non ci darà modo di sapere cosa Angelo stava cercando ma in fondo non ha molta importanza  perché come lui stesso ha dichiarato “questa è una terra strana, dove ciò in cui si crede veramente si avvera”.  E’ questo un piccolo saggio di come il film si muova ripetutamente lungo l’incerto crinale di una suggestione puramente astratta. Eppure. sullo sfondo, attraverso vari flashback, ci vengono  presentate situazioni concrete: la stessa vita di Alessandro, in un primo tempo un pubblicitario di successo ed ora svuotato di idee e divorziato; quella di Sara, una sua amica che sta per morire di cancro; quella di Ginevra, alla ricerca di successo televisivo attraverso la continua provocazione del pubblico; quella della coppia formata da Marta, costretta sulla sedie a rotelle e del marito Cesare ma anche Giordano Bruno, un amico pieno di debiti che si rivolge ad Alessandro chiedendogli di aiutarlo a raccogliere la somma necessaria.

Sono situazioni che esigono una risposta e la risposta arriva ma in un modo a dir poco insolito: sulla strada per Emmaus Alessandro incontra Gesù. Che si tratti proprio di una seconda reincarnazione  non ci dovrebbero essere dubbi, visto che questo Gesù che “sembra scappato da un dipinto del Cinquecento” sa tutto sulla sua vita e riesce anche a mostrargli il fantasma della madre (una replica fedele dell’incontro di Ulisse con la madre Anfitéa). Si tratta di un Gesù moderno che sa come si apre la portiera di una Jeep,  accetta di sorseggiare una lattina di coca cola e comunque si atteggia da amico discreto del protagonista,  suggerendogli dei comportamenti ma  lasciandolo sempre libero nelle sue decisioni.

E’ opportuno chiarire subito che non si tratta dell’incontro di un uomo con la fede, sia pur raccontato in questo modo così simbolico. Si tratta all’opposto di una ricerca  su come la fede in Cristo dovrebbe “adattarsi” alle esigenze moderne e a una “nuova” etica. Lo conferma lo stesso Gesù che chiarisce che “il sistema è vecchio e non si è evoluto: sono qui anche per questo” e ancora dopo: “sono tornato per capire e per aggiornarmi: considerami una specie di mediatore in avanscoperta”. Si tratta di affermazioni che non trovano nel film un seguito coerente, probabilmente perché non segue integralmente tutti i temi trattati nell’omonimo libro di Pino Farinotti da cui è tratto. Lo stesso scrittore in un suo intervento su Internet sottolinea come nel film non sia presente la storia di Cesara, una donna che vive aiutando gli altri ma è lesbica e si è sottoposta ad una inseminazione artificiale. Sono probabilmente queste le situazioni su cui il reincarnato Gesù avrebbe  dovuto aggiornarsi.

Anche Alessandro non sembra a prima vista sentirsi particolarmente pronto per una conversione: ripete che per credere ha bisogno di prove e nonostante la lunga serie di miracoli a cui riesce ad assistere man mano che la storia si sviluppa, non è ancora un fedele che riesce a camminare sulle sue gambe ma continua ancora, tornato a casa, a chiedergli di “farsi vivo”.
Le stesse vicende dei suoi amici si chiudono positivamente o perché vengono  risolte in modo “umano” (la generosità di due ragazzi nel fornire un contributo al suo amico indebitato, la coerenza di Cesare che ritiene giusto restare fedele a sua moglie Marta anche se costretta su di una sedia a rotelle) oppure all’opposto con un intervento divino straordinario (due personaggi ricevono dall’aldilà le conferme che attendevano).

In nessun caso quindi è presente un caso di conversione come effetto di maturazione interiore.

Dispiace osservare che quando si affrontano tematiche di fede la produzione italiana (viene spontaneo riferirsi anche a “La strada di Paolo” ) ha un’invincibile tendenza di scivolare nell’intellettualismo, nell’astratto, mentre il credere o il non credere è al contrario qualcosa di terribilmente reale. Sicuramente più apprezzabili sono racconti del tipo “Fireproof” dove a fronte di una situazione molto concreta (una coppia di sposi sta per divorziare) la fede appare determinante per vedere il problema sotto una nuova luce, senza interventi miracolistici.

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Titolo Originale 7 Km da Gerusalemme
Paese ITALIA
Etichetta
Be the first to review “7 KM DA GERUSALEMME”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

There are no reviews yet.

7kmposter