NUOVO CINEMA PARADISO
In un piccolo paese della Sicilia ripercorriamo il trionfo e la caduta del cinema in sala e tante storie umane e romantiche intorno alla passione per il cinema, Su RaiPlay
Anni ’50 nel paese immaginario di Castaldo, in Sicilia. Il piccolo Salvatore, per tutti Totò, si annoia a fare il chierichetto da don Adelfio, il parroco del paese, che gestisce anche Cinema Paradiso, l’unica sala cinematografica del paese. Nell’immediato dopoguerra non c’è ancora la televisione e quel cinematografo è l’unico svago per i paesani. Totò non si perde un film e ama far compagnia ad Alfredo il proiezionista. A quel tempo le pellicole erano infiammabili e una sera un terribile incendio devasta la sala di proiezione. Alfredo si salva ma resta non vedente. Totò diventa il suo riferimento: lo aiuta nelle proiezioni perché ormai ha imparato quel mestiere, un fabbricatore di sogni. Diventato adolescente, Totò è ancora nello stesso paese ed esercita lo stesso lavoro ma ora, nella sua vita, si è inserita Elena, la figlia del direttore della banca locale. Totò non smette di pensare a lei e le dichiara il suo amore. I due ora si considerano fidanzati ma il padre di lei non vede di buon occhio la relazione. Arriva l’estate: Elena viene trasferita dai suoi in Toscana mentre Totò parte per il servizio militare. Il loro ultimo saluto fallisce per motivi che Totò non riesce a comprendere. Al ritorno dopo un anno, Toto, triste e sfiduciato, riceve da Alfredo un fermo consiglio: andare a Roma per perseguire la sua passione per il cinema. Totò finisce per accettare….
Valori Educativi
il film pone in risalto la solida amicizia fra un ragazzo e un adulto, ci racconta di un amore puro e romantico, ci rappresenta una comunità eterogenea ma solidale
Pubblico
TuttiGiudizio Artistico
Il regista Giuseppe Tornatore è maestro nel narrare per ricordare con l’affetto ciò che è stato e ora non c’è più. Così come la malinconia di un amore che non si è potuto realizzare. Ottime interpretazioni di Philippe Noiret e del piccolo Salvatore Cascio.
Cast & Crew
Philippe Noiret
Regia
Our Review
Come mai Nuovo Cinema Paradiso ha avuto un grande successo di pubblico e alla fine, nonostante i pareri contrastanti dei critici, ha vinto nel 1989 il premio speciale al festival di Cannes, l’Oscar nel 1990 come miglior film straniero, poi il Golden Globe e 5 premi nel 1991 al BAFTA?
Ma forse la domanda più importante è: perché è piaciuto al pubblico?
I motivi potrebbero essere molti: proviamo ad individuarli.
Iniziamo con l’amore per il cinema in sala di un tempo, vero generatore di sogni e fuga dalla realtà delle piccole comunità. Con affettuose pennellate il regista Tornatore tratteggia una vivace comunità in un tempo nel quale non c’erano altre distrazioni e la sala del cinema diventava un divertente momento di aggregazione, dove ognuno, in modo indisciplinato, si permetteva di commentare , applaudire o fischiare ciò che veniva proiettato. Non è un pubblico indistinto ma ognuno di loro viene caratterizzato con pennellate vivaci. Gli stessi film che passano sullo schermo con lo scorrere degli anni diventano, non solo una piccola storia del cinema internazionale ma espressione dell’evoluzione dei costumi e del modificarsi della sensibilità del pubblico.
La scelta felicissima di Salvatore Cascio per l’interpretazione del piccolo Totò giovane: divertente, monello, curioso, simulatore. Il grande Philippe Noiret nella parte di Alfredo, che costituisce, con il piccolo Totò un binomio inossidabile: la pacata rassegnazione di chi non può aspirare ad altro se non quell’unico mestiere che ha imparato si raffronta con il futuro in formazione di Totò. Temperamenti e animi diversi ma quasi incapaci di vivere uno senza il sostegno dell’altro.
Inizia, nella seconda parte, l’amore fra Totò giovane (Marco Leonardi) e la bella Elena (Agnese Nano) . Un amore puro, assoluto, sublimato dalla distanza che impedisce loro di incontrarsi, di parlarsi e naturalmente contrastato. Questi moderni Romeo e Giulietta piacciono proprio perché esprimono un amore che non matura con il tempo tramite un’assidua frequentazione ma viene idealizzato nella mente di entrambi: un amore che resta nella purezza dell’adolescenza anche se loro nel frattempo sono diventati adulti.
La terza parte, presente solo nella versione lunga del film, un Totò ormai regista affermato torna a Castaldo alla notizia della morte di Alfredo e ritrova Elena sposata con una figlia.
Questa terza parte non aggiunge nuovi temi ma vive di rendita sul ricordo del tempo passato e della malinconia struggente di ciò che avrebbe potuto essere ma non è stato. Occorre aggiungere che Jacques Perrin nella parte di Totò adulto è troppo controllato, distante e melanconico perche lo spettatore lo possa immaginare come versione adulta di quella peste del piccolo Totò, cosi come troppo fragile per poterlo riferire al Totò adolescenziale, determinato nella conquista della ragazza che ama, anche se sfortunato.
Nel complesso un film riproponibile ancora oggi, soprattutto nella versione non lunga, proprio perché parla di sincera amicizia, di comunità coese e di un amore molto romantico.
Autore: Franco Olearo










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