THE SHACK (Il rifugio)

 
Titolo Originale: THe Shack
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: Stuart Hazeldine
Sceneggiatura: William P. Young, Wayne Jacobsen
Produzione: Netter Productions, Summit Entertainment
Durata: 132
Interpreti: Sam Worthington, Octavia Spencer, Radha Mitchell, Sumire Matsubara

Mark è marito e padre felice e un devoto cristiano. La moglie Nan è molto affettuosa e dedita alla famiglia e i tre figli, due adolescenti e Missy, la più piccola vivono sereni e in armonia con i loro genitori. Durante un loro campeggio in riva a un lago, Missy scompare. In un rifugio nella foresta vicino, la polizia trova solo l’abito che lei indossava, sporco di sangue. E’ ormai chiaro che la bambina è stata rapita e uccisa. Mark perde la fede, l’armonia della famiglia resta profondamente incrinata. Una mattina Mark trova, nella cassetta postale, una lettera con la quale viene invitato ad andare al rifugio nella foresta. Mark sospetta che il biglietto sia stato scritto dall’omicida e si reca all’appuntamento armato di pistola. Nel percorso in auto ha un incidente e perde i sensi. Si ritrova in una verde vallata con al centro un casolare. Ad attenderlo c’è Papa, la vicina di casa che lo consolava quando da piccolo, veniva picchiato da suo padre ubriaco. Accanto a lei ci sono un uomo e una donna, suoi figli, che lo accolgono molto affettuosamente. Mark non tarda a comprendere che si tratta delle tre Persone della Santissima Trinità che vogliono aiutarlo a superare il lutto e a ritrovare la fede….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film ha il coraggio di affrontare temi particolarmente sensibili come il rapporto fra il male del mondo e la Provvidenza Divina e il valore del perdono ma il modo con cui questi temi vengono affrontati può creare disorientamento
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene di violenza domestica
Giudizio Tecnico 
 
La sceneggiatura si trova impegnata ad affrontane troppi temi che hanno bisogno del loro giusto approfondimento e vengono affrontati con uno stile catechistico, poco cinematografico

L’origine del libro da cui è stato tratto questo film è tutto da raccontare.

Il canadese William P Young, appassionato di C. S. Lewis e di J. R. R. Tolkien, spinto da sua moglie, scrisse questo libro per i suoi sei figli e una stretta cerchia di amici per raccontare le sue prospettive ed esperienze sul rapporto con Dio. In tutto furono fatte 15 copie ma i suoi amici più stretti lo incoraggiarono a pubblicarlo. Dopo il rifiuto di ben 26 case editrici, costituirono loro una casa editrice per poterlo pubblicare. Il rifugio fu  il racconto più venduto sia come libro che come audiobook negli Stati Uniti nel 2008. Nel 2009 raggiunse la cifra di 10 milioni di copie vendute. Lo stesso film, ha incassato finora 100 milioni di dollari a fronte di un budget di 20 milioni.

E’ la prova lampante di quanto pressante sia nel pubblico la ricerca di film, di libri che siano in grado di rispondere ai grandi interrogativi di fede che tante persone si pongono.

Dice Papa a Mark, in quella sorta di Paradiso Terrestre nel quale è stato accolto: “l’uccello è stato creato per volare ma anche per essere amato. Farlo vivere senza amore è come tagliargli le ali. La sofferenza ha lo stesso effetto: se non viene risolta, ti fa smarrire il motivo per cui sei stato creato. Questa è la tua lezione di volo: ecco perché sei qui”.

Il film, della durata di oltre due ore, dopo la prima parte più familiare, necessaria per spiegare gli antefatti e il dolore di Mark, si articola in quattro lunghi colloqui, con le tre Persone della Santissima Santità e con la Sapienza personificata da una donna vestita di bianco. Mentre Mark insiste caparbiamente nel dire che non è possibile che Dio operi sempre per il bene, se lascia libertà al diavolo di interferire con le nostre vite fino al punto di lasciare che venga uccisa una bambina, i primi tre colloqui invitano Mark ad abbandonarsi fiducioso alla Provvidenza Divina, perché Dio ama tutti gli uomini indistintamente molto più di quanto un padre ami i suoi figli. Mark non riuscirà a superare il dolore se non sarà capace di raggiungere questa dimensione di amore universale e troverà la forza di perdonare.

La Sapienza mette davanti a Mark alcuni ricordi della sua giovinezza, perché si accorga di quante volte ha giudicato frettolosamente e comprenda che solo Dio, che conosce le reali intenzioni di tutti può giudicare (c’è una certa analogia con il racconto di Dickens: Canto di Natale). Infine gli viene concesso di vedere il Paradiso e fra i beati riconosce anche la sua Missy.

E’ inutile dire che un film di questo genere ha generato un diluvio di critiche a favore e contro. Alcuni lo hanno accusato di eresia perché Il Padre e lo Spirito Santo siano state impersonate da delle donne (nessuna delle quali bianca) ma questo è a mio avviso un tema secondario e le caratterizzazioni delle tre Persone sono sufficientemente coerenti con quanto traspare dalla Bibbia.  In realtà il film, come il libro, risulta particolarmente ambizioso perché vuole affrontare il mistero del male,  il senso del peccato, l’intervento provvidenziale di Dio nel mondo, la bellezza dell’amore di donazione e del perdono (meriterebbe uno sviluppo paragonabile al poema epico Paradiso Perduto di John Milton.  In alcuni momenti traspare bene la genuina ispirazione di riuscire a rendere tangibile l’amore di Dio per l’uomo ma i lunghi colloqui appaiono altrettante catechesi e risultano poco cinematografiche.  Ci sono inoltre alcune incoerenze nelle sceneggiatura, in particolare un’azione delittuosa compiuta da Mark a tredici anni che sembra non portare alcuna conseguenza nello sviluppo della storia.

In conclusione, se non si può che ammirare l’iniziativa dell’autore di portare sullo schermi temi legati alla fede cristiana verso i quali c’è una grande aspettativa da parte del pubblico, i troppi temi trattati finiscono per creare disorientamento più che un avvicinamento alla fede. Come avverte la Movie Review dell’Episcopato cattolico statunitense, il messaggio del film sembra provenire dalle chiese nondenominazionaliste e indifferentiste americane.

Il film è disponibile in DVD in lingua inglese

Autore: Franco Olearo


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