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YOUNG SHELDON (stagioni 1 e 2)

20175 stagioni episodi di 20 minTutti   Pre-Adolescenti
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YOUNG SHELDON (stagioni 1 e 2)

20175 stagioni episodi di 20 minTutti   Pre-Adolescenti

Davvero una scommessa ardita quella di trarre una serie-tv (uno spin-off) da una costola di The Big Bang Theory (12 stagioni, 2007-2019), una delle sit-com più seguite di sempre, apprezzatissima anche dalla critica.

Impresa pienamente riuscita, anche perché la costola in questione è il suo personaggio più bizzarro e soprendente: Sheldon Lee Cooper, il genio della Fisica teorica, colto nel suo ambiente familiare all’età di 10 anni, mentre frequenta già il liceo, seguendo contemporaneamente alcuni corsi al College, in attesa di potervi entrare, quanto prima, da professore.

Dopo 4 stagioni disponibili in italiano e una quinta per ora in onda solo negli Usa, si può dire che il successo della serie è ampio e soddisfa anche gli spettatori affezionati allo Sheldon adulto.

Chuck Lorre, il cantautore newyorkese di famiglia ebraica creatore della serie originaria, ha progettato questi nuovi episodi secondo una delle modalità narrative più diffuse e amate: solleticare la fedeltà dei fan attraverso continui riferimenti alla serie principale, generando così un senso di partecipazione comunitaria in chi guarda, lusingato anche dal sembrare un esperto dell’argomento.

Tutto ciò è facilitato dalla voce fuori campo dello Sheldon adulto, che commenta spesso in avvio e in conclusione di episodio, come in un’intima meditazione sulla sua vita.

In ogni caso, chi si accosterà a questa serie per la prima volta, potrà godere dell’umorismo intelligente, mai volgare, né sarcastico, come in tante altre produzioni contemporanee. 

Aleggia in tutte le puntate uno sguardo positivo sulle virtù di una famiglia unita, dove ci si vuole bene, nonostante gli innumerevoli conflitti, nella migliore tradizione televisiva statunitense (Il mio amico Arnold, I Robinson, Tutto in famiglia …).

Entrando nell’accogliente casa Cooper, si scopre la simpatia e l’affiatamento dei genitori, George e Mary, che fanno di tutto per aiutare Sheldon a smussare quelle asperità del carattere e quell’egocentrismo patologico ormai già ben sviluppato, insieme ad altre ossessioni: germofobia, tendenza all’isolamento, disprezzo dell’ignoranza altrui, orgoglio ateo in nome della Scienza.

Abitando in una cittadina del profondo Texas, gli sceneggiatori non perdono occasione per ironizzare sullo stereotipo del texano doc: patriottico, credente e campagnolo.

Il padre George è un allenatore di football americano nel liceo frequentato dai figli.

Rozzo e semplicista nei modi, comunque è un padre sempre presente quando si tratta di dare un consiglio e, a volte, discute con la moglie le migliori strategie educative.

La madre Mary frequenta attivamente la chiesa protestante battista del quartiere, si capisce nel corso della serie che si è convertita in età adulta e la si vede spesso pregare sinceramente, coinvolgendo tutti.

Sheldon ha un sorella gemella, Missy, tagliente nelle battute, sempre veritiere, e un fratello più grande, Georgie, che frequenta il suo stesso liceo e, con il piglio di un simpatico sbruffone, pensa solo alle ragazze, soprattutto a Veronica, che però non ricambia, troppo impegnata a cercare nella fede la serenità perduta in famiglia.

La comicità esplode sempre dal contrasto tra la serietà dell’intelligenza di Sheldon, capace d’intervenire su ogni argomento con un suo parere scientificamente certo e motivato, spesso in modo inopportuno, e l’educazione dei sentimenti che i genitori cercano di inculcargli, con l’aiuto degli altri due figli, stanchi dell’aria di superiorità del fratello.

Rispetto alla sit-com originale, non ci sono le classiche risate registrate; gli ambienti sono vari (le scene scolastiche sono tra le più esilaranti), la regia è elaborata, per nulla teatrale; i personaggi sono molti, ben approfonditi psicologicamente nel corso delle puntate.

Una certa visione libertaria e trasgressiva negli affetti e nello stile di vita, ormai presente in quasi tutti i prodotti audiovisivi, è rappresentata dalla “nonnina” materna di Sheldon: Connie, una bella signora attempata che non teme di innamorarsi di uno stralunato professore di Fisica per vivere una storia d’amore fin troppo appassionata, come le rimprovera la più morigerata figlia.

Nonostante non manchino battute sul cristianesimo e il pastore della comunità battista sia eccessivamente ridicolizzato, la fede è rappresentata nella sua quotidiana normalità, come un tratto comunque positivo della vita famigliare, mostrando a volte i tentativi e la fatica della madre per cercare di insegnare qualcosa ai figli.

Sheldon può essere irritante ed esagerato anche per lo spettatore, però in tante occasioni ci aiuta a vedere, come in uno specchio e con l’indulgenza con cui si trattano giustamente i fanciulli, il bambino egoista che continua ad abitare dentro di noi.

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