TI SERVIRO’ – LA VITA DI SAN CAMILLO DE LELLIS
Camillo de Lellis, nato nel 1550, soldato di ventura al soldo ora di Venezia ora della Spagna, aveva il vizio del gioco. Appena veniva congedato dopo una campagna, finiva per dissipare tutta la buonuscita giocando a dadi. Il colloquio con un frate francescano fu decisivo: lo invitò a riflettere sulla sua vera vocazione che forse era quella di dedicarsi interamente a Dio. Camillo stava per abbracciare la vita monastica quando una ferita ulcerosa alla gamba lo costrinse ad andare a Roma per farsi curare nell’ospedale degli incurabili, il S Giacomo. Colpito dal modo con cui venivano trattati i malati, scoprì la sua vera vocazione: occuparsi degli infermi vedendo nella loro carne piagata lo stesso corpo di Cristo…
La docu-fiction ripercorre la vita di S. Camillo de Lellis, che messa da parte la spada del soldato di ventura indossò la tonaca nera con croce rossa dell’ordine da lui fondato per dedicarsi interamente alla cura dei malati indigenti. Particolarmente curate le motivazioni spirituali che portarono alla costituzione del nuovo Ordine.
Valori Educativi
Ben evidenziato il percorso spirituale di san Camillo de Lellis che vide nella carne piagata dei malati quella dello stesso Gesù Cristo. Un bella riflessione sull’eucarestia
Pubblico
10+Una scena iniziale di violenza su di un prigioniero potrebbe impressionare i più piccoli
Giudizio Artistico
Un lavoro ben diretto e ben recitato che mostra, come è inevitabile per un prodotto a basso budget, alcune limitazioni nella messa in scena
Cast & Crew
Produzione
CRISTIANA VIDEO
Regia
Fabio carini
Sceneggiatura
Fabio carini
Our Review
La docu-fiction (un misto di sequenze recitate a cui si alternano interventi di specialisti) inquadra bene il periodo in cui visse san Camillo: come reazione alla riforma luterana nacquero spontaneamente molte confraternite laiche che avevano due obiettivi principali: la santità personale e la carità verso gli altri.
Non era difficile che a quell’epoca s’incontrassero a Roma san Filippo Neri, san Carlo Barromeo, Sant’ Ignazio di Loyola, San Camillo ed altri che stavano realizzando una controriforma che partiva dal basso, in povertà, senz’altro impegno che servire Dio nella cura del prossimo. In contrasto con una visione rinascimentale che vedeva nel corpo soprattutto l’armonia e la bellezza, disprezzando tutto ciò che era deforme e infermo, San Camillo intuì che i malati sono il volto di Cristo e prendersene cura voleva significare servire Cristo nella sua carne sofferente.
Il documentario sintetizza inevitabilmente le battaglie a cui Camillo partecipò per la difesa del Mediterraneo al soldo di Venezia e della Spagna: viene ricordato un solo episodio, quello in cui Camillo si rifiutò di sfamarsi con la carne dei nemici uccisi (nella realtà l’episodio si svolse dopo la conquista dei veneziani della fortezza turca di Castelnuovo a Corfù[1]). Ben sviluppato è invece il momento decisivo per il “nuovo” Camillo: il colloquio con il francescano padre Angelo che intuì in lui un’anima buona e lo invitò a farsi coraggio e a “sputare in faccia al diavolo”. E’ la prima fase della svolta a cui segue la seconda: costretto a stare a lungo in ospedale per la sua gamba malata, scoprì sulla sua pelle il modo disumano in cui venivano trattati i malati e comprese quale missione gli era stata affidata da Dio: dedicare la vita ai malati indigenti ricoverati negli ospedali.
Il film, pur dovendo rinunciare, per motivi di budget, alla spettacolarità di quelle scene che ci si sarebbe aspettati dalla ricostruzione di una vita avventurosa come quella di S Camillo, beneficia di attori tutti nella parte e di una valida regia. Motivi di sintesi hanno costretto a saltare alcuni passaggi risolutivi per la vita di Camillo e della nuova compagnia: in particolare l’amicizia con San Filippo Neri, che per primo intuì che Camillo non era adatto per la vita monastica (ma poi sbagliò nel dissuaderlo dall’organizzare una nuova compagnia) e l’episodio dell’epidemia a Roma del 1950 che rese nota la nuova congregazione anche al Papa, il quale approvò l’istituzione del nuovo ordine. Merito indiscusso del lavoro è invece aver ben evidenziato la spiritualità che animava i Ministri degli Infermi e che consentì la nascita di tante altre comunità nel resto dell’Italia.
La docu-fiction è disponibile in DVD in lingua italiana presso www.romacaputfidei.it
[1] MARIO SPINELLI, Camillo de Lellis – “più cuore in quelle mani!”, Città Nuova Editrice, Roma 2007, p. 50
Autore: Franco Olearo
Details of Movie
Titolo Originale | Ti servirò - La vita di san Camillo de Lellis |
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Paese | ITALIA |
Etichetta | FamilyOro |
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