PLANES

201391 minTutti  

Planes racconta la storia di un piccolo aeroplano, Dusty, cresciuto in campagna, con la grande aspirazione di partecipare al giro del mondo. Una competizione rischiosa per gli aerei più veloci e abili, ma che rischia di essere letale per un velivolo di provincia con il terrore per le grandi altezze.

L’aeroplano agricolo Dusty  ha l’aspirazione di partecipare alla  gara del giro intorno mondo. Un film della Disney senza la Pixar ed anche senza molta originalità


Valori Educativi



Un film privo di interessanti sviluppi umani: manca la presenza di scelte difficili e della disponibilità al sacrificio del protagonista

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Il film non riesce mai a prendere il volo. Il problema è da ricondurre a una sceneggiatura superficiale sia da un punto di vista contenutistico che narrativo.

Cast & Crew

Regia

Sceneggiatura

La Nostra Recensione

Tanto tempo fa, in paesi lontani, Simba rinunciava ad “Hakuna Matata” per guidare il suo popolo, Marlin attraversava l’oceano pur di salvare Nemo, e Woody si allontanava da Andy, perché comprendeva che la sua vita è servizio. Non a tutti gli eroi è chiesto di salvare il mondo, così come non ogni film deve avere respiri epici. Eppure, guardando Planes, sembra impossibile non provare un velo di nostalgia verso tutti quei personaggi capaci di andare oltre se stessi e le proprie ambizioni.

Se Brave celebrava l’affermazione di un io femminile indipendente, lo spin-off di Cars (che – non tragga in inganno il nome di John Lasseter tra gli autori del soggetto e tra i produttori – è prodotto dalla Disney senza la Pixar) sembra ripetere un simile percorso narrativo al maschile, centrato sulla celebrazione dei propri sogni e dell’individualismo.

Ad aiutare il protagonista nella sua impresa sono i suoi più cari amici, Dottie, un montacarichi, e Chug, un camioncino; a questi si unisce un aereo da combattimento, il mentore Skipper, ritiratosi dall’esercito dopo un misterioso incidente. La storia si arricchisce di nuovi personaggi al momento della gara. El-Chupacabra è un aereo mascherato messicano (utilizzato anche come diversivo comico), perdutamente innamorato della concorrente canadese. Ishani è un bellissimo aereoplano indiano, che servirà come interesse amoroso per Dusty. Infine troviamo l’inglese Bulldog, arrogante all’apparenza, che imparerà ad apprezzare e rispettare il piccolo Dusty. A ognuno di loro il protagonista insegnerà i valori dell’amicizia, solidarietà e onestà. Ovviamente non può mancare il cattivo di turno: in questo caso si tratta del campione in carica che con i suoi due scagnozzi non esiterà a compiere ogni scorrettezza pur di vincere il titolo per la quarta volta consecutiva.

Inizialmente concepito come home-video, Planes è un film che possiede gli elementi giusti per decollare, ma non riesce mai a prendere il volo. Il problema è da ricondurre a una sceneggiatura superficiale sia da un punto di vista contenutistico che narrativo. La storia si appella a un pigro buonismo disneyano e non si sforza di affrontare tematiche umane più vere e, forse in quanto tali, problematiche. L’amicizia tra Dusty e i suoi amici di sempre non è mai esplorata e/o messa alla prova. Gli sceneggiatori raccontano un rapporto idilliaco, che non conosce cedimenti o gelosie. Ci troviamo di fronte ad un mondo ricco di sorrisi, ma privo di ogni chance di crescita. 

L’unica eccezione è costituita dal binomio Dusty/Skipper. Quando il protagonista scopre che ciò che ha sempre ammirato del vecchio aereo da guerra è frutto di una bugia, l’amicizia tra i due subisce un’incrinatura. Ciò che poteva essere un’opportunità di crescita e porre domande sul senso di responsabilità e sul significato del fallimento, si risolve invece troppo velocemente e in maniera anti-cinematografica.

Altrettanto superficialmente sono costruiti gli altri momenti di conflitto tra i concorrenti. E' interessante notare come siano sempre i personaggi secondari a commettere errori e conseguentemente a dover fare ammenda e crescere. Uno sviluppo umano sarebbe stato reso possibile dalla presenza di scelte difficili e dalla disponibilità al sacrificio del protagonista. Quando – in uno dei più amati classici Disney degli anni Novanta – la Bestia salva Belle, lo fa a costo della sua stessa vita ed è proprio il suo altruismo a salvarlo dalla maledizione. Nel nostro caso, quando Dusty salva Bulldog dal precipitare in mare, non si coglie un momento di vero sacrificio, ma un più semplice “diamoci una mano”. Il nostro protagonista è imperfetto solo esteriormente, ma non ha nulla da imparare “umanamente”. Anche la sua paura di volare non è mai motivata e non viene affrontata realisticamente. Dusty la supera perchè deve vincere, perchè la storia vuole che vinca, non perché abbia acquisito una maggiore consapevolezza di sè. Emblematica è la scena della “vestizione”, in cui Dusty riceve nuovi pezzi di ricambio che lo fanno somigliare più ad uno dei concorrenti piuttosto che all’areoplanino per cui tifavamo. A questo punto è lecito chiedersi quale sia il messaggio del film. Se per raggiungere il sogno di una vita, a Dusty è stato chiesto di cambiare tutto ciò che lo rendeva diverso (speciale forse?), quale messaggio ha davvero trasmesso ai più piccoli? 

Autore: Miriam Bellomo

Altre Informazioni

Titolo Originale Planes
Paese USA
Etichetta
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