PERICLE IL NERO
PERICLE IL NERO
Il mistero sulla professione di Pericle il nero è svelato già nelle prime scene di questo film di Stefano Moridini, interpretato da Riccardo Scamarcio, che ne è anche uno dei produttori. Pericle lavora per conto di un boss camorrista emigrato in Belgio, Don Luigi, dal quale viene inviato, più che per punire, per umiliare, fisicamente e moralmente, i suoi oppositori.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Ferrandino, ma Scamarcio e Moridini hanno apportato più di una modifica rispetto al libro. La storia infatti non è più ambientata a Napoli, ma in Belgio, in un cotesto del tutto spersonalizzato. Lo stesso protagonista appare assai diverso, soprattutto nell’aspetto, dal Pericle descritto nel romanzo, quest’ultimo è più anziano, truce e del tutto privo di fascino, mentre quello interpretato da Scamarcio risulta sicuramente più virile.
Pericle il nero è un uomo senza passato, bloccato in un presente grigio, triste e vuoto. Il film più che una storia delinea i contorni di un personaggio che si scopre diverso dall’immagine che le persone intorno a lui gli hanno sempre rimandato. Inizialmente è poco più che un animale, una bestia che risponde ai comandi del suo boss in modo quasi meccanico, ma è anche un uomo solo che anestetizza i propri sentimenti e i propri pensieri con forti dosi di stupefacenti. Questo terribile equilibrio viene spezzato da un errore. Per sbaglio l’uomo, durante una spedizione punitiva nei confronti del parroco del quartiere, che sembrava aver osato diffamare il boss, colpisce una donna innocente.
Pericle si scopre capace di uccidere e comincia così una fuga da se stesso e dal mondo violento in cui era sempre vissuto, il solo che lui conoscesse. Il protagonista compie un viaggio attraverso la propria oscurità interiore alla ricerca di un'umanità che lo tormenta ma non lo redime e non viene mai del tutto fuori.
Lungo il succedersi delle poche vicende del film, Pericle in realtà sprofonda sempre più verso il basso per scoprire la sua vera natura, ma, pur riuscendo ad affrancarsi da una realtà che lo affossa come persona nella sua dignità, non si riscatta mai veramente. Con una donna, che incontra per caso a Calais, scopre che dietro la sua brutalità vive il desiderio di costruire dei legami familiari fondati sull’affetto. Prende coscienza di se stesso come individuo autonomo, ma in realtà non riesce a trovare una strada per migliorarsi e per distaccarsi dalla violenza e disumana a cui è abituato.
Man mano che scopre la verità sul suo passato, sia recente che lontano, nasce in Pericle un desiderio di vendetta, contenuto e misurato, ma che lo trasporta in un nuovo tipo di oscurità.
Fotografia, regia e recitazione vanno di pari passo e si sviluppano sugli stessi toni grigi e mesti del mondo interiore del protagonista creando una indiscutibile armonia d’insieme. Meno apprezzabile è l’abuso un po’ ritrito del tema mafia e dintorni, che in questa, come in altre produzioni, sembra rivolto soprattutto a voler giustificare la narrazione di storie violente e crude, ricche di immagini e scene dal forte impatto dure da sostenere.
| Titolo Originale | Pericle il nero |
|---|---|
| Paese | ITALIA |
| Etichetta |














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