LA PRESIDE (e 1-4)
Ricavata da una storia vera, la preside di un istituto professionale di Caivano riesce a rimettere in sesto una struttura fatiscente e a mostrare a tanti ragazzi come il loro destino possa e debba passare attraverso la formazione scolastica, liberi di definire il proprio futuro. Su RaiPlay
Al provveditorato si tanno definendo le assegnazioni dei presidi. I candidati sono chiamati in base al loro punteggio ma nessuno vuole andare all’istituto professionale Ortese di Caivano. Solo Eugenia Liguori accetta l’incarico fra lo stupore (e gli applausi) degli altri candidati.
L’inizio non può essere più scoraggiante. La scuola è in stato di abbandono totale. In alcune aule il guardiano dell’istituto ha installato una lavanderia che gestisce con sua moglie. Le telefonate di Eugenia al comune e al provveditorato cadono nel vuoto.
Sandro Corsi, il maresciallo dei carabinieri di Caivano mostra la sua disponibilità e promette di aiutarla. Manca poco all’inizio dell’anno scolastico ma la preside Liguori, richiamando all’istituto tutti i bidelli e le bidelle, riesce a mettere ordine e pulizia nelle aule. Ma al primo giorno di scuola pochissimi ragazzi si presentano e il cancello d’ingresso è stato chiuso con un lucchetto. A Eugenia non resta altro che chiamare dei tecnici per rimuovere il lucchetto e si impegna a e cercare i suoi alunni uno a uno, anche chiamandoli per strada con un megafono e bussando alle porte delle loro famiglie…
Valori Educativi
Il potere dell’istruzione scolastica viene pienamente messa in luce e grazie a un’indomita preside, tanti ragazzi scoprono i loro talenti
Pubblico
10+Non ci sono scene violente esplicite ma la presenza di atti di sopraffazione possono non risultare adatti ai più piccoli
Giudizio Artistico
Bravissima Luisa Ranieri nell’interpretare un personaggio forte, deciso ma anche molto umano e comprensivo. Ottima l’iniziativa dell’ideatore Zingaretti, della regia e della sceneggiatura nel concentrarsi sul potere educativo che opera sui ragazzi. Poco riusciti i brevi inserti dove vediamo la preside nell’intimità della sua famiglia.
Cast & Crew
Luisa Ranieri
Tony Laudadio
Francesco Zenga
Ludovica Nasti
Regia
Luca Miniero
Our Review
Caivano, con il tempo, ha smesso di essere una quasi sconosciuta città della provincia di Napoli, per diventare simbolo negativo di tutto Meridione. Le cronache l’hanno citata per l’inquinamento della cosiddetta Terra dei Fuochi; dopo il terremoto del 1980 è stato costruito un intero quartiere (Parco Verde) per accogliere gli sfollati dell’Irpinia ma la costruzione dei nuovi palazzi, “influenzata” dalla camorra, e stata realizzata con materiali risultati pessimi. Il Parco Verde è noto anche come la piazza di spaccio più grande d’Europa. Infine in quel quartiere sono accaduti terribili fatti di cronaca che hanno avuto come vittime anche dei minorenni. Non sono infine mancate le polemiche riguardo al Progetto Caivano del governo Meloni che secondo alcuni avrebbe soprattutto aggravato le pene, intasando le carceri minorili, con limitato impatto riguardo alla riqualificazione del quartiere.
Hanno fatto molto bene l’ ideatore Luca Zingaretti e il regista Luca Miniero a dare un taglio netto a questa complessa e cupa vicenda per concentrarsi su un solo tema: la “conversione” di tanti giovani sbandati del quartiere per passare da una vita costruita su espedienti e malavita al piacere di esprimere liberamente se stessi nella giustizia e nella legalità. Al di fuori di questo tema portante non ci sono deviazioni né polemiche sottese in altre direzioni.
Luisa Ranieri è bravissima nell’interpretare una preside che non deve solo dare ordini ai bidelli e strillare perché tutti rispettino gli orari ma è sempre attenta a penetrare nel cuore dei ragazzi e delle ragazze perché si aprano a mondi diversi da quelli dove vivono, grazie al potere della formazione scolastica, per mettere a frutto i loro talenti e realizzare le loro aspirazioni più profonde.
Ecco Michele che manifesta il talento di cuoco sopraffino, ecco Gaetano e Jessica che scoprono la loro vocazione per il canto, mentre Margherita ha il dono della scrittura. Uniche forzature della serie, quasi a simboleggiare Caivano come centro di tutti i pregiudizi, è la presenza di Mario, un ragazzo che ha cambiato sesso e Maria, che non va a scuola perché le è stato vietato dal suo fidanzato
Sicuramente Lusa Ranieri è stata influenzata, nella recitazione dal documentario di Domenico Iannaccone “come figli miei” (puntata speciale di I dieci comandamenti su RaiTre) dove è stata intervistata la vera preside di Caivano, Eugenia Canfora, che ha dato origine e compimento a questa magnifica storia. Traspare anche dal documentario il temperamento deciso di una donna che non arretra, fortemente convinta del potere formativo e trasformante della scuola.
Almeno fino alla quarta puntata , un mondo giusto e ordinato contrapposto a quello della camorra, non è rappresentato da forti riferimenti religiosi (anche se a Caivano ha operato don Maurizio Patriciello parroco della chiesa di San Paolo Apostolo) ma è lo stato che risulta espressione di ordine, equilibrio e giustizia. Il ragazzo Michele , che si deve occupare in famiglia di suo padre con handicap e che si è ormai convertito e frequenta la scuola, cerca di convincere il recalcitrante Nicola: “se lo stato è forte aiuta anche noi”; “ho scoperto che è diritto di mio padre avere una carrozzina gratis” .
Autore: Franco Olearo
Details of Movie
| Paese | ITALIA |
|---|---|
| Pubblico | 10+ |
| Tipologia | Serie TV |
| Tematiche (generale) | Educazione dei Giovani Scuola Media |










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