LA GRAZIA

2026133 min18+ Eutanasia

Il Presidente della Repubblica Italiana è giunto al suo semestre bianco ed è incerto se chiudere il suo mandato firmando la legge sull’eutanasia. Una cornice ben costruita e ottimi attori per sviluppare una tema così delicato in modo leggero e irresponsabile. In sala

Mariano de Santis, Presidente della Repubblica Italiana, è entrato nel semestre bianco. Ha tutto il diritto di rallentare i suoi impegni istituzionali ma ha sul tavolo, pronti per la firma, tre documenti: la legge che introduce l’eutanasia in Italia e due richieste di grazia: un marito che ha ucciso la moglie perché affetta da Alzheimer violento e una donna che ha ucciso a coltellate il marito perché esercitava su di lei continue violenze e soprusi. Il presidente continua a tergiversare. Sa bene che il tema dell’eutanasia è altamente divisivo: “se non firmo sono un torturatore. Se firmo sono un assassino”. Sua figlia, sua assistente legale, esperta di diritto come il padre, pensa invece che manchi di coraggio e che stia trovando mille cavilli per rivedere il testo della legge e arrivare così alla fine del suo mandato..


Valori Educativi



Il film affronta temi delicati come il destino di persone colpite da malattie irreversibili ma la soluzione proposta è irresponsabilmente “leggera”

Pubblico

18+

Il tema trattato va analizzato criticamente e per questo occorre la giusta maturità e una buona preparazione

Giudizio Artistico



Il regista e sceneggiatore Paolo Sorrentino conferma la sua originalità e bravura. Le immagini presenti nel film sono curate nei minimi dettagli anche se a volte, per puro compiacimento estetico, aggiunge sequenze non necessarie all’economia del racconto.

Cast & Crew

Tony Servillo

Il presidente

Anna Ferzetti

Dorotea De Santis

Sceneggiatura

Paolo Sorrentino

SCeneggiatura

Our Review

Sorrentino conferma il suo stile e la sua alta professionalità. Le immagini non presentano ma raccontano. Ecco il Presidente della Repubblica che riflette nel suo studio ma l’ambiente è cupo, i libri negli scaffali dell’immensa biblioteca sono voluminosi e noiosamente allineati uno dopo l’altro, , in linea con la  “pesantezza” che il Presidente  sente dentro di sé. Solo una statua di marmo bianco, sottolinea che ci troviamo in un ambiente raffinato ed esclusivo. In altri momenti il Presidente ricorda la moglie morta ma sono passati quarant’anni dal suo decesso e noi guardiamo quello che vede la sua memoria: non possiamo scorgere il volto di quella donna che sta camminando, fra la fitta nebbia, lungo un viale di cipressi. Anche i dialoghi sono squisitamente suoi: i personaggi  rispondono a una domanda con un’altra domanda oppure il tema si allarga spostando la prospettiva.

Questa volta, diversamente da quanto era accaduto in Parthenope,  i personaggi non sono eterei ma realistici, come lo è lo stesso presidente (Toni Servillo) e la figlia, sua assistente legale (Anna Ferzetti), ottimamente interpretati così come i personaggi di contorno. Uno solo (lo vediamo fra poco) è un personaggio-caricatura

Anche il tema che il regista vuole trattare è assolutamente serio e concreto, quello dell’eutanasia e l’obiettivo è chiaro: approdare a una conclusione di principio con il supporto di due casi concreti: quasi Sorrentino abbia voluto costruire vera e propria tesi dottrinale completa di due case studies, pubblicata attraverso il mezzo cinematografico. Ci permetteremo quindi di raccontare alcuni dettagli della storia proprio perché non ci troviamo davanti a un film ma a un pamphlet ideologico. Per chi invece non desidera conoscere troppi dettagli,  è opportuno che termini qui la lettura.

La prima tappa di Sorrentino è lo smantellando di qualsiasi riferimento soprannaturale.

Il Papa è una caricatura fantasiosa: un africano con lunghi capelli rasta raccolti dietro la nuca. Il Presidente gli pone domande serie per comprtendere ae il valore della vita sia assoluto o se si possa concedere l’eutanasia. Il papa-marionetta risponde con frasi che non hanno alcun senso: invoca il bisogno di restare leggeri, perché è il mistero che ci tiene in vita; non è nostro compito fornire delle risposte. Si allontana infine con un sorriso a cavallo di una moto (qualche riferimento a Don Matteo?).

“Chi è il padrone dei nostri giorni?”: domanda provocatoriamente la figlia del Presidente. Se Sorrentino non trova risposte convincenti nella fede cristiana, ecco la sua soluzione: ognuno è libero di decidere il proprio destino, di restare vivo così come di morire. Libero anche di uccidere altre persone a lui vicine, purché ciò sia fatto per “amore”. Questa anarchia totalizzante, questo soggettivismo estremo, così come non tiene conto del valore assoluto della vita umana, nega il valore della ragione umana che ha costruito nei secoli quel diritto che regola la convivenza fra gli uomini in base a principi di giustizia e umanità.  Se nel primo caso (il marito che uccide la moglie malata ) si è trascurato il progresso che si è avuto negli ultimi decenni riguardo ai farmaci sedativi, nel secondo (l’uccisione del marito violento) si è trascurata la scelta di denunciare chi compie violenza nei confronti di una donna. Quando il presidente dichiara che la donna che ha pugnalato il marito violento non avrebbe potuto denunciarlo perché l’amava troppo, quindi  è stato preferibile ucciderlo di persona, il Sorrentino-filosofo si è ormai slanciato in un equilibrismo intellettuale degno delle migliori acrobazie circensi.

Ora il Presidente ha smesso di sentirsi “pesante” perché ha sciolto i suoi dubbi e si libra leggero nell’aria come un astronauta su una navicella spaziale.

Autore

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Paese ITALIA
Tipologia
Tematiche-dettaglio
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