IO E TE

201197 min10+  

Lorenzo è un adolescente di 14 anni che vive da solo con la madre separata. Ha problemi a relazionarsi con i suoi compagni, vive in un mondo tutto suo ed invece di passare una settimana bianca con la scuola decide di rintanarsi in cantina. Capita per caso in cantina la sorellastra Olivia, una giovane di 25 anni tossicodipendente. Il loro rapporto è inizialmente molto teso ma poi iniziano a conoscersi meglio...

Da un romanzo breve di Niccolò Ammanniti, Bernardo Bertolucci porta sullo schermo un piccolo film di speranza su un adolescente che ha problemi a relazionarsi con il mondo e una ragazza tossicodipendente 


Valori Educativi



Un ragazzo e una ragazza con le proprie debolezze riescono ad aiutarsi a vicenda

Pubblico

10+

Le scene di una tossicodipendente in crisi di astinenza possono impressionare i più piccoli

Giudizio Artistico



Un piccolo film dove a predominare è la noia

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Bernardo Bertolucci. Un grande maestro del cinema italiano. Sopravvalutato? Non si direbbe. Passerà alla storia per un film sessualmente, culturalmente, antropologicamente dirompente, “Ultimo tango a Parigi” (1972), per un film prolisso ed epocale, “Novecento” (1976) e per un film da Oscar, “L’ultimo imperatore” (1987). Purtroppo si dovrà ragionare anche su un film inutile, “Io e te”, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammanniti. Il romanziere, come è noto, è annoverato fra la schiera dei “cannibali”. Scrittori duri, senza pietà, privi di speranza. E Bertolucci nel finale di “Io e te” prova a imporre la speranza. Si gioca tutto sulla speranza. E concediamogliela, la speranza. La storia si chiude bene. Amen. Purtroppo è il film che si regge male. Lorenzo, quattordicenne con una famiglia disastrata, in cura dello psicoanalista, vive solo con la madre, in una bella casa borghese. Il padre ha un’altra figlia con un’altra donna. Esiste solo nei ricordi e nelle telefonate (alla madre, mai al figlio). Il ragazzo sta bene da solo. Non ha amici. Le cuffie attraverso le quali ascolta la musica, lo isolano dal resto del mondo. Invece di passare la settimana bianca con la scolaresca, decide di tapparsi per una settimana in cantina. Si eclissa dalla vita. Una settimana al buio? Il film ha bisogno di almeno un elemento nuovo per sfuggire alla morte per inedia. Ecco allora materializzarsi la sorellastra, poco più grande di lui. Bella, strana, tossicodipendente persa. Prima si comincia con toni sin troppo aggressivi. Poi man mano l’intensità scende. Alla fine, dopo una settimana, i due protagonisti escono insieme. Lei ripulita dalla droga, lui dai tormenti della mente? Bertolucci ci crede. Il romanzo di Ammanniti un po’ meno. Ma non è questo il problema. A predominare nel film è la noia. Ora, qui si potrebbero aprire discorsi infiniti su disagio giovanile, solitudine, tossicodipendenza, crisi della famiglia, decadenza sociale. Tutti argomenti seri. Ma che col film di Bertolucci poco c’entrano. La mancanza di credibilità della storia li azzera. “Io e te” non è un film sul malessere della gioventù (che per ovvie ragioni esiste, ed è una questione tremendamente cruciale). Riguarda il malessere degli intellettuali europei. Decadenti, materialisti, nichilisti, scettici, atei. Bernardo Bertolucci è stato uno di loro. Ora che il processo di desocializzazione ha reso l’Europa un deserto valoriale, guardano stupiti le macerie. E si interrogano, angosciati. E invocano la speranza. Bene si dirà. Meglio tardi che mai! Il problema è che ormai artisti come Bernardo Bertolucci non hanno più niente da dire. Hanno partecipato sin troppo attivamente al cambiamento del mondo. Hanno assaltato, e poi incendiato, il Palazzo d’inverno. Adesso ci stanno seduti comodamente dentro, dopo aver seguito e guidato tutte le mode possibili ed immaginabili, la liberazione sessuale, la liberazione della psiche, la liberazione dal capitalismo, la rivoluzione, il maoismo, il postmodernismo, la disumanizzazione. Ora che tutto è crollato, guardano il vuoto del Palazzo dove dimorano. E si sentono soli. Hanno ucciso il padre in tutte le maniere possibili. Ora si interrogano sul padre dov’è. 

Autore: Claudio Siniscalchi

Altre Informazioni

Titolo Originale I e te
Paese ITALIA
Etichetta
Scrivi per primo un commento a “IO E TE”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non ci sono ancora commenti

ioeteposter