IL GRANDE GATSBY

2013142 min14+  

Dall'ospedale psichiatrico dove è ricoverato, Nick Carraway ricorda il suo incontro con Jay Gatsby, un uomo eccezionale la cui vicenda si intreccia a quella di Nick nell'estate del 1922. Gatsby è misterioso e ricchissimo, ma a Nick chiede solo aiuto per tornare in contatto con Daisy, la donna di cui è innamorato e per la quale ha costruito il suo "impero". Lei, però, cinque anni prima ha sposato un altro e, benché subisca il fascino di Gatsby, forse non è pronta a lasciare il marito Tom che pure la tradisce... Tra feste memorabili e drammi nascosti sotto gli occhi di Nick si consuma una dramma iniziato tanto tempo prima.

Sontuoso adattamento del romanzo di Fitzgerald ma l'esagerazione della messa in scena costringe continuamente a prendere le distanze dai sentimenti dei personaggi e il film si guarda più come un oggetto prezioso che come una storia a cui appassionarsi


Valori Educativi



La storia ci parla del desiderio più profondo del cuore umano (la felicità e il suo compimento), ma anche dei modi illusori con cui si cerca di rispondergli: Gatsby si trova artefice di un mondo che non gli basta a ottenere ciò che desidera di più.

Pubblico

14+

Alcune scene sensuali e di violenza.

Giudizio Artistico



La pellicola ha il difetto fatale di non riuscire mai davvero a coinvolgere, nonostante le eccellenti performance di tutti i protagonisti (su tutti Di Caprio) e la sostanziale fedeltà al romanzo adattato ma la messa in scena è faraonica, le luci e i colori riempiono gli occhi, i costumi sorprendono e abbagliano

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Sontuoso adattamento del romanzo di Fitzgerald, il nuovo film di Baz Luhrmann ha tutte le caratteristiche per sfruttare al meglio le potenzialità del 3D, nelle scene rutilanti delle feste così come nelle corse in macchina che punteggiano la narrazione, nonché nell'esplorazione dell'universo "immaginario" (come in altri suoi film, Luhrmann tende a trasformare la realtà di un luogo e di un tempo in una sorta di astrazione) attraverso lunghi movimenti di macchina, che conducono lo spettatore da un punto all'altro della baia, ma anche da un'epoca all'altra del racconto.

La messa in scena è faraonica, le luci e i colori riempiono gli occhi un po' come accadeva in Moulin Rouge, i costumi sorprendono e abbagliano, mentre le musiche (rigorosamente anacronistiche – c'è hip hop e pop, oltre ai tradizionali jazz e charleston) travolgono e proiettano in una dimensione a suo modo epica.

Detto questo, la pellicola ha il difetto fatale di non riuscire mai davvero a coinvolgere, nonostante le eccellenti performance di tutti i protagonisti (su tutti Di Caprio, anche se l'interpretazione dell'attore ricorda molto – forse troppo – quella di Howard Hughes in The Aviator) e la sostanziale fedeltà al romanzo adattato.

Sarà che Luhrmann abbonda nei filtri (a partire dalla cornice, che, pur legittima perchè valorizza il punto di vista del narratore, avrebbe dovuto essere o molto più semplice o decisamente più dinamica e significativa), sarà che proprio l'esagerazione della messa in scena costringe continuamente a prendere le distanze dai sentimenti dei personaggi, sta di fatto che il film si guarda più come un oggetto prezioso che come una storia a cui appassionarsi e in cui soffrire fino al tragico epilogo.

Peccato perché gli spunti del romanzo sono molti e tutti interessanti: l'insopprimibile speranza celata nel cuore di Gatsby (che lo rende irresistibile molto più dei suoi soldi), il suo affannoso desiderio di affermazione e felicità (che porta in sé già i segni del disastro), un amore, quello di Gatsby per Daisy, che entra in collisione con il sogno di un'impossibile perfezione (da parte di lui) e con la fragile frivolezza (di lei), la pretesa di costruire un mondo perfetto, impossibile perché proiettata in un passato idealizzato, ma mascherato da futuro lontano.

Quest'ultimo tema specialmente è il cuore di una storia che, a ben vedere parla del desiderio più profondo del cuore umano (la felicità e il compimento), ma anche dei modi illusori con cui si cerca di rispondergli. Non a caso quando Gatsby racconta la sua storia parla dell'amore come ciò che irrompe nella vita di un individuo a rompere la sua illusione di essere Dio…proprio quello che accade a Gatsby che si trova artefice di un mondo che non gli basta a ottenere ciò che desidera di più.

Sono temi che il film accenna, ma rischiano di perdersi nel turbinio dell'azione, ma anche, talvolta, nello stile della recitazione, che in alcuni passaggi rischia di enfatizzare a tal punto le caratteristiche dei personaggi (è vero soprattutto per Tom e la sua amante Myrtle) da creare un'impressione di artificiosità che nuoce alla tensione emotiva della storia.

La pellicola è in tutto e per tutto un film di Luhrmann, e proprio in questo stanno i suoi meriti, molti, anche se soprattutto di natura estetica, e i suoi limiti: la fatica nella visione, a dispetto di un ritmo incalzante, il raffreddamento delle emozioni nonostante la drammaticità della vicenda, ma soprattutto l'incapacità di toccare fino in fondo al cuore lo spettatore, preferendo stupirlo con fuochi d'artificio destinati a spegnersi nella notte come la luce verde spiata da Gatsby da un lato all’altro della baia.

Autore: Luisa Cotta Ramosino

Altre Informazioni

Titolo Originale The Great Gatsby
Paese USA AUSTRALIA
Etichetta
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