GRACE DI MONACO

2013103 minTutti  

Nel 1956 il premio Oscar Grace Kelly abbandona una promettente carriera per sposare il principe Ranieri di Monaco. Il film inizia sei anni dopo, quando Alfred Hitchcock si reca a Monaco per proporre a Grace la parte da protagonista del suo nuovo film: "Marnie". Nel frattempo Ranieri deve affrontare una grave crisi scoppiata con la vicina Francia: il presidente Charles de Gaulle, bisognoso di denaro a causa della guerra in Algeria, vuole imporre al Principato un gravoso regime fiscale. Grace si trova nella necessità di scegliere fra andare a Hollywood per continuare a fare l’attrice o sostenere il marito in un momento così difficile…

Con grande sfarzo e con un’attenta ricostruzione dei costumi dell’epoca, il film si concentra su alcuni anni cruciali della vita di Grace come principessa: viene rievocato il  mito ma non la storia di una donna né quella di un amore


Valori Educativi



Si parla molto del valore della famiglia e di doveri coniugali in questo film ma le immagini sono poco coerenti con l’assunto

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Ottima ricostruzione degli ambienti e degli abiti dell’epoca, apprezzabile interpretazione di Nicole Kidman ma il lavoro resta freddo, troppo preoccupato di ricostruire l’immagine di una principessa-diva, più che raccontarci le ansie e le aspirazioni di una donna

Cast & Crew

La Nostra Recensione

L’ingombrante  profilo di Afred Hitchcock incede lentamente  su di un ponte che lo porta al castello di Monaco, per incontrare la principessa Grace e proporle la parte da protagonista nel suo prossimo  film: Marnie. L’immagine in controluce dà a quel passaggio un tono da fiaba e ricorda volutamente l’arrivo del corteo in una memorabile sequenza di La bella addormentata nel bosco di Walt Disney. Nel prosieguo del film ci saranno molti momenti di tensione e la vita di corte, fra invidie  e cospirazioni apparirà tutt’altro che fiabesca ma  il sogno, il mito provengono solo da lei, Grace/Nicole, che è stata capace di incantare, come diva,  folle di spettatori e che ora continua a destare stupore e ammirazione come vera principessa.  

Nicole Kidman è protagonista assoluta del film, riducendo tutti gli altri a delle comparse (Tim Roth è sprecato nei panni dell’algido Ranieri III). Abbondano i suoi primi piani, le sue entrate  con  vestiti sempre impeccabili ed è tutto suo il discorso finale sull’importanza della pace e dell’amore, zuccheroso fino a risultare stomachevole.

Il film ha un preciso tema dominante: la crisi di un’attrice premio Oscar che deve accettare di svolgere il ruolo di moglie, madre e principessa e che alla fine, come conseguenza immediata della sua scelta,  riesce a salvare il Principato dal conflitto con la Francia che stava per degenerare. Non c’è da stupirsi che la famiglia Grimaldi non abbia apprezzato il film: il racconto si ispira a fatti realmente accaduti ma sembra che il merito della risoluzione della crisi sia da attribuire esclusivamente alla provvidenziale presenza nel principato di due americani (Garce e padre Tucker ) che riescono a risolvere le  complicate beghe in cui solo questi strani europei riescono a cacciarsi.

Nella prima parte del film il conflitto è esclusivamente personale: Grace deve decidere se accettare di continuare a fare l’attrice o indossare definitivamente i panni di principessa, sposa e madre. Sono frequenti i colloqui che Grace sostiene con il sacerdote di corte, padre Tucker: dialoghi interessanti che enfatizzano l’importanza di esser coerenti con le responsabilità che ci si è assunte, invitano ad affrontare con coraggio le difficoltà, coscienti che le favole si trovano solo nei libri.  Sono i dialoghi più nobili del film ma hanno il difetto di scivolare troppo facilmente nel predicatorio (“madre devota, moglie fedele, leader caritatevole“: è il programma che padre Tucker le propone)..

Nella seconda parte prende il sopravvento la crisi con la Francia e l’urgenza di porre in atto, per un Principato senza esercito,  astute manovre diplomatiche. E’ la prima, risolutiva entrata in scena di Grace come principessa che sfrutta abilmente il suo fascino di ex-diva.

Nicole Kidman è sempre molto professionale e riesce a sostenere l’elevata esposizione a cui è sottoposta ma se in alcuni momenti la vediamo piangere e  arrabbiarsi, in tanti  altri ci appare come l’ icona di una femminilità da copertina, rinchiusa nella compostezza di abiti d’epoca eccessivamente ricercati che non ci lasciano percepire la presenza di una donna fatta di carne ed ossa.

C’è  qualcosa che non torna nel film e che lo fa apparire intrinsecamente incoerente: ci sono tante parole a favore della bellezza della vita familiare ma è proprio l’amore coniugale il grande assente.  

Il racconto si concentra su quella che ci appare come una scelta squisitamente professionale: mantenere il ruolo di diva o assumere quello di principessa.  I rapporti con il marito sono tesi fin dall’inizio (dormono in camere separate), Ranieri III appare totalmente anaffettivo e quando, risolta la crisi con la Francia,  si scambieranno reciprocamente parole d’amore, la ritrovata intesa fra i due sembra  dettata dal riconoscimento da parte di Ranieri dell’abile contributo che la moglie ha apportato in modo autonomo alla causa del Principato;  non c’è stata nessuna reale forma di intesa nè di convissuto coniugale.

Alla fine la storia resta una favola, una favola moderna ad uso esclusivo dei media ma chi sia stata realmente Grace Kelly ancora non lo sappiamo.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Grace of Monaco
Paese FRANCIA
Etichetta
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