FROZEN – IL REGNO DI GHIACCIO

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FROZEN – IL REGNO DI GHIACCIO

2013100 minTutti  

Rapunzel ci aveva già abituati a fiabe narrate con la magnificenza della computer grafica in 3D e Frozen se ne è una ulteriore conferma, grazie alla possibilità che hanno avuto gli scenografi di sbizzarrirsi con castelli di ghiaccio, oscuri precipizi fra le montagne  e navi bloccate in un fiordo congelato.

Il film del 2010 ci aveva anche mostrato un nuovo modo, più vivace e profondo di tratteggiare i personaggi:  un incontro/scontro alla pari fra un lui e una  lei, entrambi impegnati a crescere e lo fanno aiutandosi  a vicenda fino al sacrificio finale che costituirà il suggello del loro amore.

Frozen  è meno originale perché non punta sulla profondità psicologica dei personaggi ma gioca con le sorprese del meccanismo dell’intreccio. La trama portante non è questa volta una storia d’amore ma l’affetto e la solidarietà fra due sorelle (forse perché la sceneggiatrice, per la prima volta in casa Disney è una donna?).

La Disney, dopo il modesto successo di Planes, ha voluto puntare sul sicuro e gli ingredienti della favola classica  ci sono tutti: il castello delle due principesse dove  possiamo assistere, per la gioia dei nostalgici di Cenerentola, a un ballo con tanto di principe;  un incantresimo malefico che fa diventare di ghiaccio tutto il regno e un’intrepida principessa che ha bisogno di un muscoloso giovanotto che la aiuti a inerpicarsi sulle cime più alte. La spalla comica a beneficio dei più piccini, è assicurata da un pupazzo di neve con la voce di Enrico Brignano a cui si aggiunge la comicità muta di una renna. Le canzoni, non tutte riuscite, finiscono per spezzare il racconto (come la vacanza al mare del pupazzo di neve) ma il ritorno al classico è stato premiato: il successo al botteghino in U.S.A. ha eguagliato quello del Re Leone.

Se ci sono state delle modernizzazioni, queste vanno trovate nell’ambiguità dei personaggi che da buoni si scoprono cattivi o che sono come impediti dalla propria natura a comportarsi come vorrebbero. Una situazione che piacerà ai grandi e un po’ meno ai più piccoli, abituati a situazioni più tranquillizzanti dove si comprende bene per chi parteggiare e chi temere.

Non si può negare inoltre l’esistenza di qualche crepa nella sceneggiatura: un amore lento a partire e non pienamente sviluppato, un Kristoff fin troppo discreto che sembra adombrare qualche problema di differenza di classe; la necessità che qualche personaggio spieghi i risvolti della storia, quasi a esser sicuri che sia stata ben compresa. Infine quello strano potere  di Elsa di tramutare tutto in ghiaccio al quale non viene data nessuna spiegazione (un potere ereditario? Un maleficio?) ; Elsa canta con gioia quando si isola sulla montagna e riesce ad essere pienamente se stessa  (una orgogliosa autoaffermazione?).

Qualcosa di saggio viene comunque detto con chiarezza: non innamorarsi di un ragazzo se prima non lo si conosce a fondo.

Autore

Titolo Originale

Frozen

Paese

USA

Etichetta

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