COMPLICITA’ E SOSPETTI

Will ha appena inaugurato il suo avveniristico studio di architettura nel quartiere londinese di King’s Cross, zona multietnica in continua evoluzione. I suoi ambiziosi progetti urbanistici, però, si scontrano subito con una serie ripetuta di furti, opera di un giovanissimo ladro di origine bosniaca. Mettendosi sulle sue tracce, Will fa conoscenza con la madre del ragazzo, e questo incontro fa traballare la sua già difficile situazione familiare…

Valori Educativi



Debole l’evidenziazione di problematiche socio-ambientali ma almeno viene recuperata l’unità familiare

Pubblico

14+ Qualche scena a contenuto sessuale

Giudizio Artistico



Il film non convince: pasticciato, pretenzioso, senza una vera spina dorsale.

Cast & Crew

Our Review

Dopo aver travolto le platee internazionali con polpettoni storico-sentimentali pluripremiati (come Il paziente inglese e Ritorno a Cold Mountain), Anthony Minghella si è concesso lo sfizio di scrivere e girare un film molto diverso dai precedenti. I paesaggi da cartolina e le ambientazioni retrò tipiche del suo cinema hanno ceduto il posto all’Est end londinese, gli intrecci melodrammatici a tematiche contemporanee come l’immigrazione, la riqualificazione dei paesaggi urbani, la multiculturalità.

Teatro della storia è il quartiere londinese di King’s Cross, abitato soprattutto da immigrati di varia origine, e come tutte le realtà “meticcie” in continua via di trasformazione: una sfida allettante per Will (Jude Law), che sceglie di costruire proprio lì il suo avveniristico studio di architettura, per dare vita a un ambizioso progetto di riqualificazione ambientale. Ma l’idealismo progressista dell’architetto si scontra subito con la realtà di una serie di furti, che finiranno per aprire un inaspettato canale tra il mondo di Will e il sottobosco metropolitano dell’immigrazione bosniaca. 

Accanto alla linea narrativa del furto, che perde subito mordente (anche perché Will rinuncia inspiegabilmente a perseguire il ladro), si sviluppa quella della vita privata di Will, destinata fatalmente a intrecciarsi con la prima. Mentre ci si inoltra nella storia, appare chiaro come il lupo perda il pelo ma non il vizio: quello che sembra interessare veramente a Minghella, al di là dei richiami chic all’architettura dello spazio e alle questioni sociali, sono le relazioni sentimentali e il loro inevitabile ingarbugliarsi. Il tema, però, è trattato in modo piuttosto meccanico, con l’innesto di parallelismi forzati e una fastidiosa assenza di motivazioni nelle azioni del protagonista.

Non si capisce, ad esempio, perché Will decida di non denunciare il furto: scoperto che l’autore è un ragazzino di origine bosniaca, Will lo segue fino a casa ma poi sembra perdere completamente l’interesse per lui, concentrandosi velocemente sulla madre, una dolente Juliette Binoche in versione proletaria. Intanto, a casa, la situazione familiare di Will non è delle più leggere: la compagna svedese Liv, fredda e distante come la sua terra, sembra escluderlo dal rapporto con la figlia di primo letto, Bea, una ragazzina con gravi problemi di autismo, che condiziona pesantemente il loro quotidiano.

Non è ben chiaro, da un punto di vista narrativo, quale sia lo scopo di evidenziare una singolare similitudine tra i due ragazzini della storia, entrambi abilissimi acrobati; così come rimane nebuloso il passaggio per cui Will si innamora della madre del ladruncolo, a parte il generico bisogno di prendersi una boccata d’aria dalle tensioni domestiche. Che Law e la Binoche si ritrovino a letto insieme, insomma, sembra una soluzione tanto facile quanto soappish, che non ha radici profonde nella sceneggiatura; imbarazzante, poi, il tentativo di vivacizzare la scappatella con il ricatto della Binoche (che vuole barattare la salvezza del figlio con le foto del tradimento) e le successive scenate di risentimento tra i due amanti… Insomma, il modulo melodramma innestato su un contesto di pseudo-problematiche socio-ambientali risulta decisamente fuori luogo.

In definitiva, anche se la storia si conclude con una riconciliazione familiare e con il ritorno di Will alla sua famiglia, attraverso un significativo sacrificio di Liv (la morale è che una rottura può rendere un rapporto più forte), il film non convince: pasticciato, pretenzioso, senza una vera spina dorsale. Del resto, nonostante la presenza di star come Jude Law e Juliette Binoche, la pellicola è passata quasi completamente inosservata al botteghino italiano. Probabilmente anche perché il titolo italiano, Complicità e sospetti, ha giocato sporco con gli spettatori, spacciando per thriller un impasto confuso e piuttosto noioso di ambientalismo, velleità sociali e riflessioni sull’incomunicabilità di coppia. In ogni caso, un film che si dimentica facilmente appena usciti dalla sala. 

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Titolo Originale Breaking and Entering
Paese USA
Etichetta
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