COME UNA ROSA NELL’ARMADIO

2016120 minTutti   Amore e FamigliaMatrimonio

Domiziano è un creativo di successo. E’ molto coinvolto nel suo lavoro, fino a dimenticare di aver promesso alla moglie Liliana di pranzare insieme. Anche lei è molto impegnata: è supplente in una scuola elementare e da sola si deve prendere cura dei due figli adolescenti, Chiara e Francesco, visto che il marito è sempre fuori casa. Queste due vite parallele finiscono per ritrovarsi presto a ruoli invertiti: Liliana ottiene finalmente una cattedra mentre Domiziano si ritrova da un giorno all’altro senza lavoro. Di fronte a delle giornate passate in casa davanti al computer e sotto il pungolo della moglie, Domiziano comprende che in quel particolare momento di crisi può almeno rendersi utile accompagnando i figli a scuola e pulendo la casa….

In questo christian film tutto italiano, un creativo della pubblicità  trascura la famiglia per il lavoro ma quando viene licenziato, inizia a impiegare il tempo a disposizione con lavori domestici e a prendersi cura dei figli. Una cura salutare che gli consentirà di riprendere coscienza dei valori familiari


Valori Educativi



Il film esprime la bellezza della solidarietà nel lavoro e il valore degli affetti familiari che vanno coltivati giorno per giorno, così come si coltiva una pianta

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Il film ha un piglio vivace e divertente e tutti i personaggi, anche se non professionisti, appaiono veri e spontanei. Qualche incompiutezza nella definizione delle relazioni fra i due protagonisti

Cast & Crew

La Nostra Recensione

L’aspetto più affascinante di questo film è il respiro collettivo che traspare dalle immagini. Si tratta di una storia che ruota intorno a un preciso protagonista, Domiziano e alla sua famiglia ma il racconto, man mano che progredisce, si allarga a ventaglio, includendo i colleghi di lavoro di lui e di lei, i compagni di scuola di Francesco e Chiara, la barista amica di Liliana, la simpatica salumiera, la mamma snob di Domiziano e tanti altri. Il tutto condito con molta allegria, con molta gioia nei rapporti umani, con il piacere di vivere all’interno di una comunità solidale, che costituisce il primo, vero “messaggio cristiano” (aggiungerei cattolico) del film, evitando anche di prendersi troppo sul serio, che è da sempre il vero rischio di questi lavori semiprofessionali.

Film come questo cercano di coprire un enorme vuoto presente nella produzione cinematografica non solo italiana ma europea: quello di film che trattano il tema della fede.  Certamente vengono prodotti serial TV e film che parlano di santi, di papi ma storie di laici che trovano nella fede la risposta ai loro problemi sono praticamente inesistenti (porrei, come unica eccezione, il film francese L’amore inatteso del 2010). Sappiamo che negli Stati Uniti la situazione è molto diversa: esiste il filone dei Christian film, di impostazione protestante, che ci parlano di laici che in famiglia, al lavoro, all’università, scoprono la bellezza del cristianesimo. Si tratta di un filone professionale che ha un suo preciso pubblico e che riesce a realizzare  giusti tornaconti economici. Ancora oggi possiamo dire, senza timore di sbagliare di molto, che per i corsi pre-matrimoniali che si svolgono nelle parrocchie italiane i film più utilizzati sono Fireproof del 2008 sul tema del perdono coniugale e October Baby del 2011, quando occorre affrontare il tema dell’aborto. Altri due film di questo filone sono riusciti ad accedere anche al circuito delle sale italiane e costituiscono una forma di apologia del cristianesimo: God’s not dead 1 e 2.

Possiamo dire, in termini rigorosi, che Come una Rosa nell’armadio sia un Christian film italiano? La risposta è “si” e “no”. E’ “si”, perché finalmente la prospettiva scelta è quella laica; è forse “no”, perché la fede non costituisce l’elemento determinante per la trasformazione dei protagonisti. Hanno dei problemi professionali e familiari da risolvere ma non li si vede mai entrare in chiesa né mettersi a pregare; nel film sono presenti due figure di sacerdoti, ma questi risultano marginali nell’economia del racconto. Si può rispondere “si” vedendo la storia in una diversa prospettiva: quella che riconosce che si può essere dei buoni cristiani solo se si è dei buoni uomini. In effetti, l’amore coniugale, la cura della famiglia, sono valori umani, indipendentemente dalla fede che si professa. La stessa frase che viene citata, di Papa Francesco, sull’importanza di curare gli affetti familiari come si cura una pianta, è espressione di una saggezza molto umana che però si pone in perfetta armonia con un’etica familiare cristiana e in particolare, come suggerito nel film, con il sentimento di misericordia a cui ci spinge l’esempio di Gesù.

Complessivamente il film mantiene un ritmo vivace, ben caratterizzato nei personaggi spesso molto divertenti anche se a volte si percepisce la loro non professionalità (con una interessante eccezione: il piccolo Francesco, che è semplicemente fantastico). Dispiace solo che a livello di sceneggiatura non siano stati approfonditi i rapporti fra Domiziano e sua moglie Liliana. A un certo punto della storia Domiziano ha una parentesi romantica con una certa Angela: li vediamo chiacchierare nei giardini, in biblioteca e comprendiamo che si sta stabilendo fra loro una forte intesa. Si tratta dello sviluppo di un interesse reciproco che risulta ben rappresentato. Per contrappeso non abbiamo qualcosa di analogo nei rapporti fra i coniugi: fin dalle prime sequenze li vediamo che mentre uno entra in casa l’altra esce,  discutere di lavoro, di figli, di cucina e pulizia della casa ma non abbiamo informazioni sulle origini e sulla profondità del loro legame. Sarebbe stato interessante conoscere quale “chimica”, forse sepolta dalle abitudini, li tiene uniti e sarebbe semplicistico supporre che il movente che riporta Domiziano a sentire un forte affetto per la moglie sia dovuto solo al fatto che ha potuto conoscere dal vivo l’importanza e la gravosità dei lavori domestici.

Il film è stato realizzato dal Gruppo Adulti e Famiglie dell’azione Cattolica di san Siro (Sanremo); ha coinvolto 131 attori e persone di staff non professionisti; unica figura professionista è stato il regista Fulvio Bruno. Dopo la prima proiezione, avvenuta al cinema Ariston di Sanremo nel novembre del 2018, alla presenza di ben 1800 persone, il film è stato presentato in altre sale italiane, soprattutto parrocchiali. Ora è disponibile in DVD ed è ordinabile dal sito: http://www.comeunarosanellarmadio.it/

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Come una Rosa nell'Armadio
Paese ITALIA
Etichetta
Tematiche (generale)
Tematiche-dettaglio
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