AMARGA NAVIDAD

2026110 min14+

Un autore in cerca di ispirazione scrive la storia di una scrittrice in cerca di ispirazione. Il nuovo racconto di Almodovar appare triste e discontinuo, come se il grande autore spagnolo non trovasse più l'ispirazione di un tempo. In sala

Anno 2026. Raúl, che da poco ha perso la madre, è un regista non più giovane che sta cercando l’ispirazione per scrivere una nuova sceneggiatura, sostenuto e incoraggiato dal suo compagno Santi e dalla sua brava assistente Mònica. Quest’ultima chiede a Raúl tre mesi di pausa: deve stare vicina alla sua ex compagna Ilena, affranta perché il figlio ha un tumore maligno. Raúl inizia a raccontare la storia di Elsa, che si svolge nel 2004. Dopo la realizzazione di due film di poco successo, Elsa realizza spot pubblicitari e nell’ambito di questa nuova attività conosce il giovane Bonifacio (detto Beau),  un vigile del fuoco che arrotonda i suoi introiti come stripteaser. Beau cerca di sostenere Elsa che ha perso da poco la madre ma è nel dolore che lei ritrova l’ispirazione per una nuova sceneggiatura. Si reca quindi a Lanzarote per avere il tempo di scriverla, accompagnata dall’amica Natalia, la quale non riesce a riprendersi dalla morte del suo piccolo figlio…


Valori Educativi



Con l’eccezione del personaggio Beau, l’unico che si impegna sinceramente a prendersi cura della donnache stima, gli altri protagonisti si mostrano degli egoisti impegnati solo a soddisfare sé stessi. È presente una situazione di sottomissione fisica e psicologica

Pubblico

14+

Descrizione di locali per adulti, presentazione di un prolungato striptease

Giudizio Artistico



Buona la recitazione ma la sceneggiatura manca di focus e non ha un percorso lineare, dovendo gestire l’entrata e l’uscita di molti personaggi

Our Review

Lo spunto narrativo è l’impegno di un autore a trovare la giusta ispirazione per una sceneggiatura attingendo al vissuto delle persone che stanno intorno a lui. “Mi interessa il rapporto fra la realtà e la finzione e alla fine ce l’ho fatta”: commenta Raúl.  È la tematica dominante che si sdoppia fra Raúl, una persona reale ed Elsa, frutto della sua fantasia creativa. Entrambi stanno utilizzando, a beneficio della loro scrittura, senza che esista alcun diritto superiore della creazione artistica sulla vita vissuta, le private sofferenze di chi sta loro vicino

Con questa chiave di lettura, sul film non ci sarebbe molto da commentare: come in ogni lavoro di Almodovar ci sono ottimi attori, le inquadrature (in esterni o in interni) hanno una precisa attenzione estetica. Solo la sceneggiatura risulta poco calibrata con sequenze troppo lunghe (l’interminabile striptease di Bonifacio, il litigio finale fra Raúl e Monica) e con l’entrata e uscita di molti personaggi che fanno smarrire il baricentro narrativo.

In realtà ciò che traspare, ancora una vota da questo film, è il “mondo” di Almodovar, come lui percepisca il nostro esistere.

I protagonisti, come era apparso già chiaro nel suo precedente lavoro Dolor y Gloria (dove compare un’altra figura di regista-sceneggiatore), sono chiusi in sé stessi, nel loro impegno creativo e sono solo formalmente cortesi nei confronti degli altri. Elsa, una volta trovata l’ispirazione alla scrittura, non risponde neanche per telefono a Beau, che le era stato molto vicino nei suoi momenti di crisi.

Un altro tema ricorrente è l’attenzione al corpo e alla sessualità (questa volta senza immagini dirette). Elsa si sveglia una mattina nel suo letto (sta soffrendo di forti emicranie) ed è lieta di trovare accanto a sé Beau che dorme tranquillo. Non esprime parole di affetto verso il suo uomo ma commenta: “Mi commuove avere accanto a me un animale così bello: percorro con lo sguardo il suo corpo come fosse un paesaggio”. Assistiamo in seguito al lungo striptease dello stesso Beau e veniamo informati che in quegli stessi locali sono state organizzate camere da letto per accogliere scambi di coppie.

La sofferenza, il dolore, l’instabillità albergano in tutti i personaggi (chi ha perso la madre, chi il figlio piccolo, chi soffre di attacchi di panico), quasi una dolente condizione dell’esistenza umana ma la reazione a queste situazioni segue una procedura ben definita: uso di farmaci, poi incontri con lo psichiatra e infine, se la situazione non migliora, si tenta il suicidio. È  il dolore che alimenta l’arte e forse Almodovar ha trovato il modo migliore per sintetizzare questo atteggiamento facendoci ascoltare due canzoni ranchere: Las simples cosas e Amarga Navidad .
L’aspetto più irritante del film è il rapporto fra lo sceneggiatore Ràul e il suo uomo tuttofare (e compagno) Santi. Santi è come in uno stato di suddita dipendenza dal suo “padrone”. Desidera solo essere fra i primi a leggere la nuova sceneggiatura. Se Monica vuole denunciare Ràul perché ha messo nelle pagine del suo nuovo libro  le sue intime sofferenze, Santi al contrario mendica da lui solo un po’ di attenzione: “Non avrei problemi se fossi uno dei tuoi personaggi: mi piace ispirarti”.
Sapendo che fra loro esiste anche un rapporto fisico, più che di omosessualità si potrebbe parlare di pedofilia psicologica.

Accese le luci in sala, si torna a casa e orma il film è già dimenticato.

Autore

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

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