RAYA E L'ULTIMO DRAGO

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Titolo Originale: Raya and the Last Dragon
Paese: U.S.A.
Anno: 2021
Regia: Don Hall, Carlos López Estrada
Sceneggiatura: Qui Nguyen, Adele Lim
Produzione: Walt Disney Animation Studios, Walt Disney Pictures
Durata: 107

Kumandra (un paese composto di cinque regni: Coda, Artiglio, Dorso, Zanna e Cuore) è un regno pacifico e unito, che deve la sua prosperità alla presenza dei draghi che lo preservano da ogni pericolo. I Druun, sono invece creature malvagie in grado di trasformare in pietra tutti quelli con cui entrano in contatto seminando morte e distruzione. I draghi, allora, decidono di sacrificarsi per contenere i Druun e mettono tutto il loro potere in una pietra che viene data in custodia agli abitanti del regno di Cuore. La pietra viene rotta e ogni regno ne prende un frammento per proteggersi dai Druun. Raya decide, quindi, di andare alla ricerca dell’ultimo drago che si dice sia ancora vivente e di recuperare i 5 pezzi della pietra magica per ricomporla.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una favola moderna capace di raccontarci il valore della lealtà e della fiducia, della difficoltà di riconquistarle dopo averle tradite
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Ottima fattura di questo film d’animazione, con alcune particolarità: una storia molto movimentata, un ritmo concitato, quasi un videogioco dove bisogna affrontare sfide di difficoltà crescente

Siamo ormai giunti al film d’animazione n° 59 realizzato dalla Disney. Un’altra piacevole pellicola, quasi una favola moderna capace di raccontarci il valore della lealtà e della fiducia, della difficoltà di riconquistarle dopo averle tradite.

Una storia molto movimentata, un ritmo concitato, i numerosi duelli e scontri rendono questo film qualcosa di meno ovattato delle tradizionali pellicole del periodo natalizio. Sicuramente da gustare in sala, anche se già disponibile sulla piattaforma Disney+.

Come nei recedenti Frozen, The Brave, Pocahonts o Mulan (ma non solo), protagoniste sono le donne: Raya, personaggio principale, la sua nemesi Naamari, Sisu il drago. Donne che portano avanti la storia, donne che non hanno bisogno di uomini: le figure maschili presenti sono abbastanza inconsistenti o quasi macchiette, senza principi azzurri o spasimanti di vario genere.

Scelta diversa dal solito è stata anche quella delle musiche: non ci sono testi cantati (ad eccezione dell’inizio dei titoli di testa), ma unicamente brani da orchestra. Una scelta nuova rispetto ai precedenti titoli della casa d’animazione statunitense.

Allusioni, almeno in parte, ad altre pellicole: Mad Max: Fury Road, per i suoi paesaggi desertici e desolati. Rey, protagonista dell’ultima trilogia della saga di Star Wars, per alcuni tratti caratteriali della protagonista. Il genio della lampada di Aladdin, per la simpatia e l’innocenza dell’ultimo drago esistente. Pur strizzando l’occhio a questi titoli, non ne è una brutta copia in versione animazione.

Naamari che, a differenza dei cattivi di tutte le storie d’animazione precedenti della Disney, non è malvagia per il gusto di fare del male, ma sembra quasi spinta e convinta dal machievellico il fine giustifica i mezzi, quindi intenzionata a fare il bene della sua famiglia e del suo regno anche se questo va a scapito di altre persone o di altri regni.

Il valore che più di ogni altro trova risonanza è quello della fiducia: con due grandi limiti, purtroppo. Il sottolineare ripetutamente, in diversi momenti, il valore della fiducia, rischia di trasformare il racconto in una favola moraleggiante.  Solo nel finale trova la sua espressione positiva, perché sempre delusa e tradita durante il resto della pellicola.

Dei numerosi personaggi che fanno la loro comparsa sulla scena, si riescono a conoscere le storie più o meno travagliate, ma poco altro. Solo delle tre protagoniste vengono approfonditi un po’ di più i caratteri e le personalità.

A volte sembra un po’ una forzatura la struttura che somiglia più ad un videogioco che ad un film: il viaggio dell’eroina alla ricerca dei pezzi mancanti della pietra magica nei diversi regni è di difficoltà crescente, con delle scritte che definendo il regno in cui si stanno per svolgere le vicende, sembrano dire i diversi livelli di difficoltà del gioco.

Al di là di tutto, però, il risultato finale è davvero molto buono. I più piccoli vi troveranno una storia edificante e divertente. Per i più grandi, invece, non mancheranno gli spunti per riflettere.

Autore: Francesco Marini


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